Salvatore Gisonna al teatro Bolivar, una risata per tutti i gusti

“Salvatore Gisonna Show” 

Il teatro Bolivar di Napoli conferma la sua voglia di confermarsi come punto stabile di attività teatrale a 360°, proponendo una varietà di spettacoli che giunge fino al Cabaret. E’ il caso del “Salvatore Gisonna Show”, scritto e diretto da Salvatore Gisonna, il simpatico postino di “Made in Sud“: uno spettacolo ricco di risate ed ottimi punti di riflessione. Tutto nasce come “un gioco con il pubblico”, come ammette lo stesso Gisonna, all’interno del quale l’interazione (o presunta tale) con la platea gioca un ruolo da protagonista. E’ nello stile del cabaret rompere la quarta parete che divide il palco dal pubblico e Salvatore Gisonna  utilizza questo elemento, esasperandolo, fino a renderlo parte costante del suo spettacolo. Le risate sono per tutti i gusti, come egli stesso afferma: “non amo molto il demenziale, mi piacciono i comici intelligenti. Nel mio spettacolo mi piace spaziare dalla risata grassa, a quella spicciola, a quella pensata. La cosa che mi piace di più è essere definito un comico “intelligente e mai banale”. Parole che trovano piena conferma nelle gag e nei monologhi portati sul palco, intervallati dalle note di una bravissima Giusi Barone. Menzione particolare vogliamo darla a Marco Palmieri, ottimo interprete di due momenti molto interessanti dello spettacolo. Il filo rosso dei monologhi del comico napoletano è la modernità, con i suoi pregi, i suoi difetti e le differenze con ciò che è passato. Gisonna è un comico “moderno”, ribaltando l’accezione ironica che lui vuole dare di questo concetto. Non mancano nel suo spettacolo spunti di fortissima attualità, che lo dimostrano un acuto osservatore ed un comico al passo con i tempi. Lo show si conclude un inno alla napoletanità , recitato da tutti i protagonisti dello show. “La napoletanità è la fierezza dell’appartenenza ad un popolo, nel bene e nel male” ha affermato Gisonna, parlando della poesia conclusiva. Semplice, diretto e spontaneo, lo spettacolo è veloce e, soprattutto, non annoia mai. Boragine ed Esposito, i giovani direttori artistici del teatro Bolivar, dimostrano ancora di voler investire in una nuova immagine di questo teatro portandolo oltre il concetto di “quartiere”.

 

Autore, regista e comico: Salvatore Gisonna

“Io  ho iniziato giovanissimo nel 1989, avevo 15 anni, e facevo l’animatore turistico” così ha iniziato a raccontarci il suo percorso professionale.  “Nasco imitatore: ebbi la fortuna di essere preso ai provini di stasera mi butto che all’epoca era presentato da Pippo Franco, nell’edizione che vinse Giorgio Panariello, con cui sono rimasto molto amico tutt’ora“. Da lì ha inizio il cammino di Salvatore Gisonna che, già dagli esordi, si dimostra un comico sui generis. “La pecca dell’imitatore, spesso, è che non ha testi, si basa sulle voci dei personaggi. Io, invece, scrivevo. Ho la fortuna di avere questo dono. Da lì passai nel 1999 a Telegaribaldi, con i “ragazzi del vomero”, insieme a mio cugino ci chiamavamo i “cuginetti a sfera”. Siamo durati fino al 2005, ma come tutte le coppie ci dividemmo con la crisi del settimo anno”. Un momento importante della sua carriera giunge tre anni dopo questa separazione. “Nel 2008 approdo a Made in Sud, di cui ho fatto parte fino al 2015. Non tornerò nella nuova edizione agli inizi di Aprile; non c’è stata alcuna discussione, anzi siamo in ottimi rapporti, ma adesso sto facendo altro, mi sto dedicando al teatro. A Marzo debutterò con un progetto teatrale sicuramente più ambizioso: una commedia scritta da me, di cui curo io la regia, e sarò affiancato da Ciro Esposito, Fabio Balsamo e, in video, da Gigi D’Alessio, Biagio Izzo, Peppe Iodice e Miriam Candurro. Si chiamerà “Siamo tutti Felice” ed esordirà il 23 Marzo a Ponticelli”. Ogni artista ha i suoi punti di riferimento, esempi e modelli di riferimento che vanno oltre la propria carriera. “Amo Massimo Troisi, sono cresciuto con lui ed uno dei miei più grandi rimpianti è non averlo conosciuto” ci racconta Salvatore. “Mi piaceva Grillo prima di entrare in politica, quello che ti sparava in faccia la verità facendoti ridere. Mi piace molto anche Brignano che non è un comico di battuta, ma di racconto. Uno stile di comicità lontano dal mio”. Dal cabaret, alla scrittura dei testi, al teatro, Salvatore Gisonna è sempre sul pezzo e non si ferma mai. Perchè è vero ciò che lui stesso afferma :“In questo lavoro non si è mai arrivati, non bisogna mai fermarsi anzi, bisogna ampliare i propri orizzonti”.

di Savio De Marco
Foto di Carmine Colurcio

 

About Savio De Marco

Savio De Marco classe '92 Napoletano. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti.