La salute non è un privilegio manifestazione napoli sciopero corteo

“La salute non è un privilegio”, venerdì 21 la manifestazione a Piazza Plebiscito

Ciro Giso 20/01/2022
Updated 2022/01/21 at 1:07 AM
3 Minuti per la lettura

Continuano le proteste dei coordinamenti sociali a Napoli. Domani alle 17 saranno diversi i collettivi a riunirsi a Piazza Plebiscito al grido “la salute non è un privilegio“. Tra questi gli attivisti di Potere al Popolo, il Movimento Disoccupati 7 Novembre e gli studenti di UDS e Link Napoli.

Dall’inizio della pandemia le disuguaglianze non hanno fatto altro che aumentare. In un recente dato riportato da La Repubblica, veniamo a sapere che 40 miliardari italiani posseggono la ricchezza pari a quella dei 18 milioni di adulti più poveri. Un dato, a fronte dei tanti che testimoniano le disparità nel nostro paese, contro cui molti hanno deciso di non stare in silenzio.

Le contraddizioni della pandemia tra crisi e salute

Secondo i coordinamenti napoletani sono tante le cose che non vanno nella gestione della pandemia, tante le carenze e le ipocrisie. Così con una nota lanciata dai propri canali social, gli attivisti hanno chiarito i motivi della manifestazione.

«Dopo due anni è inaccettabile continuare a trattare la pandemia in corso come un’emergenza – denuncia il comunicato – ed è inaccettabile che a farne le spese sia sempre chi paga già tutti i giorni i costi di un sistema di produzione violento e sfruttatore. Dopo due anni non è ammissibile che quel minimo di tracciamento presente nel nostro Paese esista grazie alle possibilità economiche e alla coscienza individuale. La crisi è sistemica e servono risposte sistemiche!»

“Noi non pagheremo questa crisi”

«Non vogliamo essere noi a pagare anche questa crisi – continuano gli attivisti – come da mesi paghiamo di tasca nostra tamponi e mascherine; la risposta al collasso delle ASL non è la telemedicina: è l’aumento dei presidi sanitari locali e l’aumento dei posti di lavoro per il suo personale, tramite in primis l’eliminazione del numero chiuso nei percorsi di studio sanitari. In aggiunta, un aumento delle borse di specializzazione retribuite, per non lasciare fuori nessuno, per costruire una sanità di qualità e capillare sul territorio».

Alla malasanità si aggiungono caro-mascherine e caro-tamponi, che gravano sulle tasche delle famiglie italiane. «La risposta all’enorme allungamento dei tempi per fare un tampone presso un centro pubblico non può essere pagare fino a 70 euro un tampone presso un centro privato, né è una risposta ai bisogni della popolazione il finto calmieramento dei costi delle mascherine FFP. Basta speculazione sulla nostra salute!» esorta il comunicato.

Sono queste le parole d’ordine con cui gli attivisti hanno lanciato la protesta che si terrà domani a Piazza Plebiscito, alle ore 17.

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