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Salta la riapertura dei termini: un altro “no” al Superbonus 110%

Redazione Informare 06/12/2022
Updated 2022/12/06 at 8:57 PM
3 Minuti per la lettura

Come apprendiamo dall’articolo del collega Lello Marino de “La notizia”, è ormai saltata la riapertura dei termini per beneficiare della detrazione del superbonus 110%. Durante il precedente weekend sembrava ormai certa la riapertura dei termini, scaduti il 25 novembre, per presentare le Cilas e beneficiare del vecchio sconto al 110%, dopo il pressing arrivato anche dalla maggioranza, da FI alla Lega e persino FdI, che hanno presentato emendamenti al decreto Aiuti quater per estendere la scadenza a fine anno. Ma ieri qualcosa è andato storto.

Superbonus: le dichiarazioni del sottosegretario di Stato Giovanbattista Fazzolari

“Non proroghiamo il Superbonus anche perché non è quello il problema. Il problema sono i crediti di imposta, stiamo tentando di trovare su questo una soluzione – ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari -. 110% o 90% cambia che l’inquilino che deve fare 10mila euro di lavori prima non pagava niente e ora deve pagare 1000 euro. Si confondono i due temi che sono diversi. Dobbiamo trovare un meccanismo per cui le banche possano prendersi questi crediti senza mandare all’aria i conti pubblici. Vale 60 miliardi, non può pagare lo Stato”.

Il CNA dichiara che: “è indispensabile spostare in avanti, almeno al 31 dicembre, il termine per consentire a molti condomini e imprese della filiera delle costruzioni di realizzare interventi di riqualificazione già programmati e avviati, ad oggi fortemente penalizzati dalla mancanza di un periodo transitorio”.

Ribadisce, inoltre, l’esigenza di modificare la norma del decreto per le unifamiliari eliminando il limite del reddito a 15 mila euro per l’incentivo al 90% e rinnova la richiesta di trovare con urgenza risposte definitive al grave problema del blocco della cessione dei crediti che sta paralizzando migliaia di imprese del settore. Blocco che l’Abi bolla come “nodo gordiano” delle norme.

Per scioglierlo le banche – e l’idea è condivisa dall’Ance – suggeriscono di usare lo strumento degli F24. “I cassetti fiscali delle banche e delle società pubbliche similari sono pieni, – ha spiegato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli – il governo nel decreto Aiuti quater ha allungato da 5 a 10 anni la possibilità di detrarre i crediti, le banche non hanno un problema: noi non contestiamo questo provvedimento segnaliamo però che le imprese delle costruzioni segnalano che un credito fiscale che si cede e che può essere recuperato invece che in 5 in 10 anni vale di meno”.

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