#Salottoinstagram ospita Danilo Amerio: quando il talento è più forte di tutto.

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Era il 1994, incollato alla Tv con la mia famiglia, come ogni febbraio, ascoltavo le canzoni del Festival di Sanremo, quando d’improvviso un ragazzo barbuto e dall’aspetto rassicurante e fraterno rapì la mia attenzione.

Ricordo che cantava una melodia bellissima con una voce d’angelo ma ruvida di dolore. Quel “Figlio di figli di operai…” si piantò come un coltello nel fianco dell’anima mia.

Il ragazzo si chiamava (e si chiama!) Danilo Amerio, il brano “Quelli come noi”, il presentatore Pippo Baudo uno che si ne capiva di musica. Era arrivato su quel palco dalle retrovie, quando un tempo era forse più possibile farlo, avendo composto “Donna con te”, canzone leggendaria interpretata da Anna Oxa e che figurò ottimamente al festival di Sanremo 1990.

L’anno dopo, ormai eletto a mio beniamino, il ragazzone   tornò al festival con “Ho bisogno d’amore”, un pezzo dolcissimo e la sua voce sempre lì, a tagliare a fette i veri sentimenti. 25 anni dopo, sono ancora suo fan, ma anche suo collega ed è così che è stato mio ospite a #salottoinstagram.

Nel frattempo non ha smesso di scrivere, ha pubblicato dischi e sfornato hit di livello assoluto rimanendo intatto, la persona limpida e dalla genuina timidezza di quella prima volta sul palco dell’Ariston. Perché, in fondo, il talento si mostra con parole, musica e, nel suo caso un gran voce.

Il primo ricordo della nostra chiacchierata io da casa e lui comodamente nel suo studio discografico di Asti, è dedicato a Giorgio Faletti, scrittore, attore e cantante, venuto a mancare nel 2014. Per lui ha prodotto “Signor Tenente”, un esempio alto di canzone-sociale ispirata alle stragi di Capaci e Via D’Amelio, dove persero la vita i giudici Falcone , Borsellino e gli uomini delle rispettive scorte: “Lo chiamavo Giorgettibus ed era come me di Asti. La conoscenza era precedente al brano che ho prodotto per lui. Amava la musica, a casa aveva tantissime chitarre, una addirittura originale dei Kiss. Abbiamo cominciato a collaborare ed a scrivere canzoni insieme e questo ci ha reso fratelli. La sua scomparsa è stata un incredibile dolore”.

Faletti è stato stroncato da un tumore, una malattia che ci ha privato di uno dei più versatili creativi italiani: “Il suo male è cominciato anni prima-racconta addolorato Amerio-pareva superato ma, purtroppo, questa bastarda di malattia se l’è portato via. Era un genio incredibile, una mente eccelsa, che quando si metteva in testa di fare una cosa la faceva alla grande. Dal cabaret alla musica fino alla scrittura di gialli che sono stati best-seller”.

Amerio è stato anche voce di una delle più belle pubblicità mai apparse in tv, quella “Vorrei cantare insieme a voi” che incorniciava melodicamente i nostri Natale anni ’80. Una chicca che non molti sapevano: “Fu una operazione molto carina della CGD di Caterina Caselli. Chiesero ad Oscar Prudente che mi chiamò per realizzarla insieme.

Sanremo fu una naturale evoluzione di un talento già conosciuto nell’ambiente musicale professionistico, come lui stesso racconta: “ Quando andai a Sanremo Giovani fu un disastro a livello emotivo per me che ero sempre a lavorare al chiuso dello studio. Quella prima volta fu drammatica per me, è come se fossi svenuto all’inizio del pezzo e rinvenuto alla fine sull’applauso. Di quei tre minuti e mezzo non ricordo nulla. Ma l’emozione passò ed arrivò alla gente che gradì la mia esibizione”.

Il suo successo più grande è da autore, proprio con “Donna con te” scritto per Patti Pravo ma affidata, per fortuna, alla voce di Anna Oxa: “Avevo scritto questa canzone per la Pravo. Arrivammo a gennaio quando c’erano le prove di Sanremo ma lei disse, a sorpresa durante i missaggi, che il testo non lo sentiva suo e propose così un autore amico. Probabilmente per aiutarlo. Ebbi la forza di rifiutare”.

L’intervento provvidenziale fu di Adriano Aragozzini, allora Patron di Sanremo, come racconta il cantautore piemontese: “Fui felicissimo di affidarlo ad Anna. Nel giro di una settimana, con Fio Zanotti, fu cucito l’arrangiamento su di lei e da una partenza negativa nacque il successo che tutti conosciamo”.

Ma nel 2008 la sua carriera ha però subito un brutto stop causa di un brano, fortissimo peraltro, intitolato “Il mercato degli angeli” sulla cruenta tematica della pedofilia. L’artista piemontese, dopo una presentazione del brano su Rai Uno fu boicottato dalle Tv, e bloccata la sua distribuzione: “Quella canzone spaventò le persone a cui era diretta e fu fermata. Claudio Amendola, Francesca Neri che la recitarono nella trasmissione e nemmeno il Telefono Azzurro di cui ero testimonial, si spesero per me ed il progetto finì nel dimenticatoio, come non fosse mai esistito”.

Fu un duro colpo per il cantautore che reagì nel 2009 pubblicando un concept album “Ali Digitali” che come principale argomento ha internet ed il mondo digitale. Oltre alla discussa composizione sopra citata conteneva due brani riguardanti L’Africa, continente nel quale l’autore ha vissuto. Seguono il singolo “L’amore ha un altro colore” (2010) che da il titolo all’album che pubblica poco dopo.

Poi tante collaborazioni. L’album Dr.Jeckyll e Mr.Hide in coppia con Giancarlo Sbriziolo (Dik Dik) e molte produzioni curate per cantanti emergenti. Da notare anche uno show teatrale intitolato “Danilo Amerio Circus”, spettacolo che mescola arti diverse con numerosi ospiti e con la regia di Alfia Bevilacqua, autrice di grande talento che collabora con Amerio da molti anni.

Ma Amerio è sereno e va per la sua strada. Sta lavorando su numerosi progetti: “La musica è cambiata, è un evoluzione naturale. Mi ricordo che mio nonno non ha dato nessun credito ai Beatles e sappiamo cosa sono diventati. Prima c’erano grandi investimenti poi, con l’avvento di Internet che ha abbattuto la vendita dei dischi si è abbassata la qualità avvicinando la musica anche ai giovanissimi. Sono cambiate le emozioni ma anche i rapper hanno un loro modo di sentirle. Sto lavorando con alcuni giovani che presenteremo ai Talent perché   oggi quella è una vetrina utile per cominciare una carriera”.

Di certo non è tutto da buttare ed il cantante di Asti indica due outsider tra i giovani artisti di oggi: “Mi piacciono molto Mahmood che è un artista molto internazionale, Ultimo e Marco Mengoni, credo che questi possano lasciare qualcosa nella storia della musica italiana”.

 

di Nando Misuraca

 

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