#Salottoinstagram: Diego Moreno, un artigiano argentino della canzone con Napoli nell’anima

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Chiamarsi Diego, essere argentino, avere un cognome che inizia con la “M” è un po’ avere Napoli già scritto nel Karma.

Il Dio del calcio, Diego Armando Maradona, è stato l’emblema di un popolo tatuando questa fratellanza universale che durerà nei secoli ed è sentita da noi ed oltre oceano. Ma l’artista in questione è andato oltre, non una similitudine etnico-anagrafica, ha scelto Napoli e ci vive da 25 anni.

Lui è Diego Moreno, cantautore argentino ma partenopeo per amore, come ammette egli stesso: “Sono orgogliosamente un portatore sano di napoletanità. La vita è l’arte dell’incontro. Ero un giovane studente di architettura a Mar Del Plata, una bellissima città sull’Atlantico. Le mie origini sono tosco-pugliesi tra la Garfagnana e Trani”.

Ma il richiamo dell’Italia e la passione per la musica sono più forti, tanto che il nostro lascia l’Argentina per raggiungere il Belpaese: “Ho iniziato a suonare tardi, a 17 anni. Sono partito per mettere alla prova la sorte. Andai a trovare una coppia di amici connazionali che vivevano a Scillichenti, cittadina vicino Acireale, in Sicilia “.

In terra sicula il musicista rimane 6 mesi, poi un incontro che lo dirotta definitivamente a Napoli: “Incontro Tony Di Napoli e Laura Franceschetti, due partenopei, che mi invitano a visitare la città . Mi accolgono con un tale amore -ricorda con gli occhi lucidi- che rinunciai ad andare a casa di Rita Pavone e Teddy Reno che mi volevano ad Ariccia. Ed è così che sono più di 25 anni che questi 200km fatico a farli”.

Sono tante le collaborazioni in carriera per Diego Moreno. Tra queste, quella che più l’ha segnato umanamente ed artisticamente è con il grande Fred Bongusto, venuto a mancare a novembre scorso: “L’ho conosciuto 20 anni fa. Mi scelse quando ero cantante dei Tawa. Fred amava tantissimo il Sudamerica ed una volta in Rai ci incontrammo. C’era anche il pianista Giorgio Savarese, reciproco amico,che ci presentò”.

Un aneddoto simpatico delinea la personalità solare del compianto artista molisano: “Mucho gusto Fred Bongusto, fu il suo modo per rompere il ghiaccio con me -sorride Moreno- e subito fu amicizia. Ho arrangiato due brani. Un inedito che non è mai uscito ed una cover di un successo di Bruno Martino, E la chiamano estate”.

La collaborazione continua ed il cantautore sudamericano compone oltre 30 canzoni per Bongusto: “Ha avuto fiducia di me. L’ultima sua serata nel 2013 a Civitanova Marche aspettò me per sentirsi tranquillo e salire sul palco. Questa immagine la conserverò per sempre nel cuore. E’ stato un grande uomo, prima che un grande artista, mi ha insegnato e gli devo tanto. Era per me Padre. Mi manca Alfredo Carlo Buongusto, questo il suo vero nome”.

Al grande Fred Diego Moreno dedicherà un album “Che bella idea…Canzoni di BuOngustO” con brani celebri dell’artista re-intepretati per l’occasione con ospiti di assoluto livello. Tra questi Peppino Di Capri, Fabio Concato, Paolo Fresu, Maria Nazionale, Antonio Onorato, Tony Esposito ed Enzo Gragnaniello.

Moreno ha pubblicato, il 3 aprile scorso, un nuovo singolo. Si tratta di “Bella Chao”, una versione in lingua spagnola del canto popolare italiano recentemente tornato alla ribalta come melodia-tormentone nella serie-tv “La casa di Carta”. Ma la versione del cantautore argentino ha una storia particolare ed affonda le sue radici più indietro nel tempo: “Questo brano è stato prodotto 15 anni fa da Roy Taràn quando mi chiese di preparare un percorso storico- musicale di canzoni latine-americane dedicate alle rivoluzioni. Tra queste c’era proprio Bella Chao”.

La canzone diventa un successo “pirata” del web, la gente comincia a condividerla all’insaputa dello stesso interprete: “Ha avuto un successo planetario, oltre 40 milioni di visualizzazioni non autorizzate. Con l’avvento della Casa de Papel è tornata di moda. Io l’ho sempre sentita come una canzone di sentimenti, per niente festosa, racconta di una persona al fronte che sta per morire e pensa alla sua amata. Questa canzone la dedico ai nostri nuovi partigiani i medici che combattono il Coronavirus”. Per la cronaca, cinque anni fa la Siae ha accettato la co-paternità del brano ed adesso Diego Moreno ha potuto depositare la sua versione di “Bella Chao”.

Il futuro al tempo del covid-19 è incerto, per il cantautore argentino verranno giorni migliori: “E’ difficile per noi musicisti aspettare ma dobbiamo avere pazienza e restare a casa. Intanto sto lavorando al mio nuovo album, prodotto ancora da Roy Tarrant. Ho scritto i testi in italiano con Gaia Cipollaro, giovanissima autrice partenopea”.

E sull’inedita “Piove (canzone allegra) eseguita in versione live si è concluso l’incontro con Diego Moreno, un collega ed un artista sincero che merita sempre maggior spazio nella scena indipendente musicale di qualità italiana.

di Nando Misuraca

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