Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, napoletano verace e artista completo, si avvicina al mondo dello spettacolo all’età di nove anni ed è oggi conosciuto come il cantante che unisce le generazioni. Tra sorrisi spontanei e pillole di vita per dimostrare che la musica comunica emozioni è salito nuovamente sul palco portando in tournée il suo nuovo progetto: “Il cantante”. Ripercorre la sua storia, canta e fa cantare senza mai perdere l’empatia musicale con il pubblico. Riporta in scena i successi della sua carriera musicale e fa scatenare i fan sulle note dei brani del famigerato musical “Scugnizzi”. Senza perdere di vista l’amore e lasciando che il pubblico si emozioni, ha invitato a riflettere con parole che hanno toccato il cuore: «sento profumo d’amore dappertutto, oggi il popolo trasmette amore usando spesso questa parola nel linguaggio spicciolo, come intercalare: “amore, amo’, tesoro”. Io sono convinto che l’amore nella realtà esista davvero e lo testimoniano i tanti ragazzi presenti che condividono il viaggio dell’amore con me».

Sal, quale credi sia il segreto del tuo successo?
«Credo che il rapporto con il pubblico sia un rapporto speciale che costruisco da quando sono bambino. Quelle generazioni di quando io ho debuttato erano bambini come me, ora sono cresciuti, hanno messo su famiglia e continuano a seguirmi in questo viaggio bellissimo.  Un rapporto personale tra esseri umani che è stato naturalmente cesellato dalla musica. Per fortuna ho avuto la gioia di scrivere canzoni che sono entrate nel cuore di tante persone e il pubblico negli ultimi anni, pur crescendo, ha mantenuto vivo l’interesse di sempre».

Tuo figlio Francesco ha da poco iniziato a seguire le tue orme artistiche. Essere figlio d’arte può rappresentare una grande fortuna ma qual è il vero rapporto che si instaura tra padre-figlio?
«Il rapporto con mio figlio è meraviglioso. Lui ora però, deve seguire la sua strada, il suo mondo e il suo viaggio in quanto ognuno è un’entità a sé. Io posso dare, se lui li accetta, dei consigli, ma poi tutte le esperienze e le porte chiuse in faccia deve viverle da solo, altrimenti non si cresce; troppa protezione può fare dei danni. Lui sta facendo un cammino con il teatro, con la musica e con il cinema. Sta scrivendo cose nuove, sta trovando la sua strada, libero di commettere degli errori».

di Giovanna Cirillo

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

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