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Russofobia: è braccio di ferro tra le influencer russe e Chanel

Redazione Informare 09/04/2022
Updated 2022/04/09 at 6:30 PM
3 Minuti per la lettura

È la volta dell’iconica Chanel. Sui social impazza la campagna #byebyechanel dopo l’ulteriore blocco delle vendite seguita alla chiusura delle boutique in Russia della società parigina in risposta all’invasione dell’Ucraina. Non è più permesso, infatti, acquistare prodotti Chanel per via delle sanzioni Ue.

Chanel ha confermato la nuova policy in linea con l’inasprimento delle sanzioni contro Mosca stabilito dal Consiglio europeo dello scorso 15 marzo. Le più recenti leggi sanzionatorie dell’Ue e della Svizzera includono un divieto di “vendita, fornitura, trasferimento o esportazione, direttamente o indirettamente, di beni di lusso a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo in Russia o per l’uso in Russia”, ha dichiarato la Maison in un comunicato.

“È uno shock per una donna che da vent’anni compra Chanel e Chanel Haute Couture, e che alle loro sfilate siede in prima fila”, ha scritto Yana Rudkoskaya, produttrice musicale e moglie del campione olimpico di pattinaggio artistico Alexander Plyushenko.

“Non un singolo articolo o marchio vale il mio amore per la mia Patria e il rispetto di me stessa. Sono contro la russofobia e sono contro i marchi che sostengono la russofobia. Se possedere Chanel significa vendere la mia Patria, allora non ho bisogno di Chanel”, dichiara sul suo profilo Marina Ermoshkina, 28 anni, conduttrice televisiva e attrice.

A colpi di forbici, le influencer hanno mostrato il loro disappunto. Contrariate da questo boicottaggio, fanno a pezzi le loro borse incitando i loro followers a muoversi nella stessa direzione.

Viene da chiedersi perché tanto accanimento proprio contro il brand dalla doppia C, visto che all’embargo hanno aderito anche altri brand di moda prestigio.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministero degli esteri di Mosca, con il suo portavoce Maria Zakharova, che ha invitato al boicottaggio, in coerenza con la politica di “de-nazificazione” di Vladimir Putin. Il riferimento è alla controversa versione secondo la quale Coco Chanel, fondatrice della maison, sarebbe stata collaboratrice del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale. La celebre stilista avrebbe fatto parte infatti dell’Abwehr, il servizio segreto assoldato da Adolf Hitler.

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