Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori.
MAURO BIANI – AFASCISTI – PEOPLE

Il libro ‘Afascisti’ di Mauro Biani (edito da People nel gennaio 2023) è una potente raccolta di vignette satiriche che denuncia l’indifferenza politica e il rischio della normalizzazione del fascismo nella società contemporanea. Con la prefazione del giornalista Carlo Verdelli, l’opera funge da manifesto di resistenza civile attraverso il disegno. I tratti grafici di Biani sono caratterizzati da linee spesse, immediate e dall’uso cromatico fortemente simbolico (spesso incentrato sul contrasto tra il nero, il rosso e il bianco). Non si tratta di una semplice sequenza di battute, ma di una narrazione corale che può essere letta quasi come una graphic novel di impegno civile.
Dal punto di vista dell’efficacia comunicativa la sequenza arriva al cuore dei problemi sociali senza filtri o preamboli retorici. Non c’è spazio alcuno per manipolare e tergiversare. L’emozione suscitata riesce a far riflettere e indignare, superando la risata fine a sè stessa. Talvolta insinua il sospetto di essere tra gli spettatori; altre ancora l’aria si inebria di un sottile profumo di vergogna. Senza alcuna ombra di dubbio Afascisti è un’opera fortemente schierata a difesa dei valori costituzionali e antifascisti: è pensata per un pubblico sensibile all’impegno sociale e politico.
Nel corso di una intervista si legge tra l’altro: ”Mauro Biani, non si può parlare di pace ma la si può disegnare?”. Forse sì. Forse è un modo più accettato. Le varie espressioni artigianali, artistiche – le canzoni, i disegni, le vignette – sono tollerati, a volte. “La matita può più della penna, specie di questi tempi?”. Diciamo che rispetto alla parola scritta è un’arma in più… anche se il termine è improprio visto l’argomento. Per questo faccio vignette che mi danno modo di essere molto sintetico e di dire la mia su varie questioni.
ANDREA SCERESINI – DI GUERRA E DI ALTRE SCHIFEZZE – MINIMUM FAX

“La guerra è una grande opportunità, nessuno vuole dirlo perché rovinerebbe l’immagine del reporter senza macchia e senza paura.” (Andrea Sceresini) Nel 2023 Sceresini e Bosco si trovavano sul territorio della guerra russo-ucraina. Con una mail l’accredito militare viene sospeso: nessuna spiegazione, nessuna accusa! Da quel momento in avanti il lavoro viene cancellato. Niente pass per i posti di blocco, niente zone di combattimento.
Così il libro non è solo una raccolta di reportage: si propone al lettore come tentativo di raccontare la posizione ambigua e precaria di chi osserva la guerra e prova a raccontarla. Ecco come la revoca dell’accredito non rappresenta solo un incidente burocratico, ma assume i connotati di un meccanismo più ampio: le guerre contemporanee non sono soltanto conflitti militari; sono anche sistemi di accesso controllato alle informazioni e alle immagini.
Senza autorizzazione non si vede nulla, e ciò che non si vede non può essere raccontato. Il reporter attraversa continuamente confini invisibili: tra territorio civile e territorio militare, tra ciò che può essere mostrato e ciò che deve restare fuori dall’inquadratura. La guerra diventa così anche un regime di visibilità: qualcosa che si può vedere solo in certe condizioni. Linguaggio asciutto e veloce; pensiero leggibile ed immediato che si offre senza ambiguità e ripensamenti. Questa è stata la scelta dell’Autore che tra le numerose difficoltà ha continuato a restare per raccontare ciò che accade davvero.
di Raffaele Mercaldo



















