rubrica libraio

RUBRICA. Il libraio

Redazione Informare 07/12/2022
Updated 2022/12/06 at 4:05 PM
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In “Shining”, il capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick, liberamente ispirato al romanzo di Stephen King, il protagonista, interpretato da Jack Nicholson, accetta un lavoro di cinque mesi come guardiano d’inverno dello spettrale e isolato Overlook Hotel con la speranza di sbloccare la sua ispirazione di scrittore. Peccato, però, che recatosi sul posto con la famiglia ad un certo punto impazzisce e tenta di uccidere la moglie e il figlio. Saranno state sicuramente le sinistre presenze che aleggiano lungo i corridoi dell’albergo a distrarlo, ma alla fine del film del libro non c’è traccia se non le centinaia di pagine battute a macchina da scrivere che ripetono (nella versione originale) il proverbio “Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo noioso”.

Spesso il successo e la qualità di un libro possono dipendere anche dall’ambiente che ha circondato lo scrittore nella sua stesura. Lo sa bene il giornalista Alex Johnson, autore di “Una stanza tutta per sé. Dove scrivono i grandi scrittori” (edito da L’Ippocampo, 2022) e creatore di blog di fama internazionale come Bookshelf e Shedworking. Nel volume che vanta le belle illustrazioni di James Oses, Johnson ci accompagna nei luoghi amati da cinquanta scrittori di tanti capolavori letterari. E non solo. Vengono messi a nudo anche le loro abitudini e i riti, oserei dire, “propiziatori” per favorire la creazione di un buon libro. Ad esempio, Isabel Allende inizia a scrivere i suoi libri da sempre l’8 gennaio, data in cui consegnò al nonno morente una lettera che avrebbe poi ispirato “La casa degli spiriti”.

Oppure, Ray Bradbury scrisse la prima stesura di “Fahreneit 451” nel seminterrato della Powell Library, presso l’Università della California a Los Angeles e la cosa gli piacque così tanto da convincerlo a collocare successivamente il suo studio nel seminterrato di casa. Invece, Emily Dickinson compose tutte le sue poesie nella camera da letto della casa natale di Homestead ad Amherst nel Massachusettes. Non poteva mancare il “nostro” Umberto Eco che scrisse un’importante parte dei suoi libri nello studio – biblioteca che si affaccia sul Castello Sforzesco di Milano e contenente oltre 30.000 volumi.

Ovviamente non potevano esserci tutti, ma non trovare Emilio Salgari mi è dispiaciuto un po’: è noto che il creatore di Sandokan e di tantissime avventure esotiche non abbia mai viaggiato all’estero, inventando le sue storie tra casa sua, nel centro di Torino, a due passi da Madonna del Pilone, e la Biblioteca Centrale. Per fortuna, di lui se ne parla spesso nella “Guida tascabile per maniaci dei viaggi letterari” (Edizioni Clichy, 2022) del collettivo The Book Fools Bunch che ha base in Toscana.

Il volume è un’originale guida turistica, ricchissima di dati, che si divide in cinque sezioni: una prima parte più propriamente “da viaggio” con tanti itinerari letterari che vogliono essere spunti per soggiorni in ogni luogo e in ogni dove; una seconda che raccoglie tutti i musei, i parchi letterari, gli archivi e tutto ciò che riguarda il mondo dei libri (non mancano nemmeno i luoghi di sepoltura dei più importanti scrittori); una terza che raccoglie i più importanti luoghi immaginari e immaginati dagli scrittori; una quarta che elenca i libri più tradotti al mondo; infine, una parte dedicata alle citazioni letterarie più importanti sul tema del viaggio. Due libri che ci ricordano che con la fantasia possiamo raggiungere qualsiasi luogo!

di Achille Callipo

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