N'copp 'a terra

RUBRICA. Dove mangio stasera? Da “N’copp ‘a terra” per il pranzo di Natale

Lucrezia Varrella 24/12/2022
Updated 2022/12/24 at 12:36 PM
4 Minuti per la lettura

Dove mangio stasera? Da N’copp ‘a terra, Pozzuoli

Anche quest’anno il Natale è arrivato, ha bussato alla porta e ci ha trovati impreparati: a casa di chi andiamo, la zia si offende, la minestra del nonno mi resta sullo stomaco fino a Pasqua, ma cosa cuciniamo? È il grande classico di sempre, ogni anno ci si affanna per stilare un menu originale, che rispetti le tradizioni, che sia abbondante ma non troppo e che, soprattutto, accontenti i gusti di tutti.

Ci si organizza da novembre, si fa la spesa con largo anticipo ma, puntualmente, la corsa al supermercato il 24 mattina è inevitabile. Le cucine degli italiani iniziano a sobbollire, friggere e infornare alle prime luci dell’alba e poi, finito il cenone della Vigilia, ricominciano per il pranzo di Natale. Il 26 dicembre, chi ha cucinato per due giorni di fila, alla fine si arrende: “l’anno prossimo andiamo al ristorante!

Per il pranzo di Natale, Informare consiglia “N’copp ‘a terra” a Pozzuoli

Per stasera quindi, godetevi il cenone casalingo con parenti, fritture e regali. Ma per domani, vi consigliamo un pranzo di Natale diverso, in un posto che nulla toglie al calore delle case nei giorni di festa: N’copp ‘a terra a Pozzuoli è il ristorante perfetto per trascorrere tutti insieme la ricorrenza più importante dell’anno, senza trascurare tradizione, buon vino e ottimo cibo.

Il ristorante, che sorge a due passi dalla Solfatara di Pozzuoli, si propone come un salotto popolare in cui assaggiare la classica cucina partenopea: verace, intensa, ricca di sapori ma anche semplice di ingredienti. Perché quando sono buoni i prodotti e gli accostamenti, non serve esagerare. Qui lo sanno bene.

Il menu del ristorante

Nel menu di “N’copp ‘a terra” figurano gli spaghetti alla puveriello, un piatto popolare nato dalla crisi del secondo dopoguerra, che con soli tre ingredienti (pasta, uova e formaggio) rende ricca di sapore anche la povertà. Tra i primi piatti, lardiata, ziti alla genovese e Mafalde al ragù sono solo alcune tra le alternative  – tradizionali, come promesso – che vale la pena provare. Le polpette al ragù, “buone come quelle della nonna”, accompagnate da fette di pane fritto, non possono mancare a tavola, insieme alla parmigiana di melanzane, salsicce e friarielli, montanare e baccalà fritto.

Chiudono in bellezza i dolci, tra cui la pastiera, che a Napoli mettiamo ovunque, e sono tante le famiglie che la preparano infatti anche a Natale, oltre che durante la Pasqua. Il pranzo può essere accompagnato da una selezione di vini del territorio e delle cantine dei Campi Flegrei.

L’atmosfera accogliente, pittoresca e al tempo stesso curata e moderna, rende questo locale, arredato come una vera casa, il posto ideale per sentirsi immersi nella tradizione, estasiati dai piatti dello chef e coccolati dall’affetto della famiglia. C’è forse un posto migliore dove mangiare a Natale?

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