Rubrica di poesia: “Lettera a Dio”

Continuiamo la nostra rubrica con questa toccante poesia rivolta a Dio da un giovane che non vuole perdere le speranze e continuare a sognare, ad amare.

Lettera a Dio
Caro Dio ti scrivo dal mondo,
non so quanto siamo distanti,
ma io sono caduto nel basso fondo.
Forse per questo urlo e non mi senti.
Sono caduto in tutto, anche nei sentimenti.

Ma tu non ci sei, sei sempre assente,
eppure ad ogni tua lezione sono sempre stato presente.
Rendimi felice con la tua luce,
fa che in me regni la pace!

È troppo il casino che mi stai accollando,
è troppo il tempo che se se ne sta andando
Questa dovrebbe essere la più bella età
L’età dei sogni, delle gioie, della speranza
Eppure regno nell’infelicità
Anche se volessi far della mia vita una danza
Di quelle danze ballate sotto le stelle,
di quelle danze da brividi sulla pelle.

Veniamo al dunque caro Dio,
penso che conosci più di me chi sono io
Sono chi guarda le cose che hai creato con l’anima e il cuore,
sono colui che è agitato dal pensier di non creder più all’amore
Sono chi cerca se stesso in un racconto,
in un suono,o nel nascer di un tramonto
Sono chi ha bisogno di un abbraccio,
di quegli abbracci veri , che ti tolgono il fiato,
come quelli di una madre, che si fanno desiderare,
di quelli che ti insegnano il vero significato della parola “amare”
O di un “ti voglio bene” detto con il cuore,
che farebbe perdere di significato tutte le altre parole.

Padre nostro che sei nei cieli non voglio il tuo pane quotidiano,
per un solo istante dammi la tua mano.

di Alessandro Piscopo

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno.
Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli.
Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II.
Entra nell’associazione “Officina Volturno” nell’agosto 2013.
Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, “Leggi che ti passa”.

“Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall’interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita”