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Roryror e il suo Cuore Nero

Redazione Informare 01/04/2021
Updated 2021/04/01 at 1:23 PM
5 Minuti per la lettura

Aurora Formosa, in arte Roryror, è una giovane cantautrice campana presentatasi alla scena musicale italiana l’8 marzo 2021 con il singolo Cuore Nero.
Con una storia alle spalle simile a quella della straordinaria Nada, Aurora da bambina non aveva intenzione di studiare canto, nonostante nel nido familiare ci fosse chi la spingeva verso lo studio. Tra le voci di Jessie J e Christina Aguilera, la sua adolescenza è ricca di sonorità pop che le fanno immaginare un futuro musicale. Con il passare del tempo, quindi, dopo aver sostenuto delle lezioni private, decide di iscriversi all’Accademia “Centro della voce” che le permette, con un percorso che va avanti da circa sette anni, di studiare e comprendere al meglio le potenzialità della sua voce per poter così costruire il suo futuro.

Parlami del tuo rapporto con la musica…

«Cantare mi è sempre piaciuto e la musica mi ha da sempre accompagnata anche se, da bambina, ero restia allo studio: non mi piaceva che qualcuno potesse dirmi come dover cantare; così rifiutavo di prendere lezioni. Non ho mai creduto realmente nelle mie potenzialità, ho molte insicurezze sotto il punto di vista artistico. Con il passare del tempo poi, all’età di quattordici anni, ho iniziato a fare delle lezioni private con un’insegnante. Oggi frequento un’accademia a Napoli e ho raggiunto un buon livello tecnico. Probabilmente il prossimo anno cambierò scuola per potermi preparare meglio con qualcuno che sappia formarmi sotto il punto di vista discografico».

Qual è la storia dietro il tuo singolo, Cuore Nero?

«La storia della canzone è quella di una ragazza che subiva violenze psicologiche dal suo compagno che poi l’hanno condotta a cambiare il suo modo di essere per compiacere questa persona subendo anche delle violenze verbali. Alla fine della canzone c’è il ritornello che cambia registro passando da una narrazione in terza persona a una in prima persona per far capire che, in fin dei conti, quella ragazza ero io e sono riuscita a liberarmi da queste catene, da questo “cuore nero incastrato in gola”, come dice la canzone».

Il singolo è scritto da te, quindi la passione per la scrittura è nata in concomitanza col canto oppure successivamente per una necessità di esprimere qualcosa?

«Ho sempre scritto canzoni, sin da quando ero piccola, però non avevo mai preso in considerazione l’opzione di essere una cantautrice. Ho sempre pensato che fosse troppo difficile, non suonando alcuno strumento poi la questione si complica. Da un anno scrivo consapevole di star creando canzoni e credo che serva a un cantante saper scrivere.
Oggi il mercato discografico ci dice che funziona solo chi scrive e si produce i pezzi da solo, essere solo un interprete non basta più. All’inizio quindi è stata una mera esigenza discografica quella di cimentarmi seriamente nella scrittura di un pezzo, poi ho capito quanto in realtà la mia storia potesse essere raccontata attraverso i versi delle canzoni».

Hai pensato di iniziare a studiare qualche strumento?

«Sì, assolutamente. Ho una tastiera a casa e ho fatto lezioni di solfeggio a scuola quindi gli accordi più o meno li conosco. Nello specifico conosco le triadi e, per creare delle basi, cerco canzoni che mi piacciono e dopo aver letto gli accordi li metto insieme. Non sono una compositrice, ma questo è il modo più semplice per arrivare a un’idea ben precisa in studio».

Hai già dei nuovi progetti in ballo?

«Ho una canzone quasi pronta, manca solo un’idea di ritornello che funzioni. Poi ci sono altri pezzi scritti e composti dal mio produttore, Enrico Rispoli, che ha scelto la mia voce per queste canzoni. Spero di continuare a far parlare di me e di portare la mia musica in giro».

di Rossella Schender

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 216

APRILE 2021

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