Il romanzo che ha ispirato “La Tenerezza” di Gianni Amelio

La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone

La tentazione di essere felici(2015) è il primo grande successo di Lorenzo Marone, pluripremiato, in sedici edizioni e pubblicato in nove Paesi. Il personaggio principale, Cesare Annunziata, “un vecchio cinico e rompiscatole”, è come se diventasse un proprio vicino di casa, di cui si è sempre ignorata vita e spostamenti ma che, dopo questa lettura, si inizia a scrutare con occhi nuovi, quelli di una persona che riconosce quanta umanità c’è e deve esserci in questo mondo. E così anche tutte le altre persone che ne fanno parte. Il romanzo ha ispirato il film “La Tenerezza” di Gianni Amelio, candidato ai David di Donatello 2018, durante i quali è stato premiato come miglior attore protagonista Renato Carpentieri, nelle vesti di Cesare Annunziata.

Marone, quando parla di Napoli che “rispetta il dolore altrui perché sa bene di cosa di parla”, a cosa fa riferimento?
«È un omaggio alla Napoli “normale”, fatta di persone comuni, un quartiere borghese e un condominio come tanti. Si tratta della Napoli poco raccontata perché non fa notizia».

È “La Tentazione di Essere Felici” la matrice del cambiamento finale che investe quasi tutti i personaggi?
«È il coraggio di guardarsi dentro, la ricerca di sé, la voglia di prendere in mano la propria vita, il desiderio di cambiare strada. Tutti i personaggi sono pervasi da questa voglia».

Tutti, eccetto uno: Emma. Si parla di femminicidio e lei afferma che “nessuno può essere salvato se non lo vuole”. La condanna è a chi non è in grado di compiere una scelta. E Cesare asseconda il suo desiderio…
«Emma non sbaglia, semplicemente non ha la forza di ribellarsi per urlare, è “un’anima fragile che ama senza amarsi”, una donna che non ha imparato a volersi bene, che quasi ritiene normale ciò che le accade. Per quanto riguarda Cesare, noi possiamo tendere la mano, ma dall’altra parte ci deve essere chi la afferra».

Renato Carpentieri vince il David di Donatello. In che modo crede che lui sia riuscito a trasmettere il Cesare del libro al pubblico dello schermo?
«È un Cesare quasi perfetto e sono contento abbia vinto il David perché è un grandissimo attore e lo merita. In questo modo è stato premiato anche il mio personaggio dal quale tutto è nato».

di Alessia Giocondo

Tratto da Informare n° 181 Maggio 2018