Roma, tre Stazioni per Arte-Scienza al Palaexpo

147
informareonline-tre-stazioni-per-arte-scienza-al-palaexpo-di-roma
Pubblicità

Gli appassionati di Arte e di Scienza non potranno lasciarsi sfuggire l’appuntamento con la mostra in corso dal 12 ottobre 2021 e fino al 27 febbraio 2022 al Palazzo delle Esposizioni di Roma. 

L’esposizione dal titolo Tre stazioni per Arte-Scienza, offre al pubblico di appassionati un ampio progetto, che si snoda attraverso tre diversi punti di vista: quello storico (La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città), quello artistico (Ti con zero), e quello della fisica e della ricerca scientifica (Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro).  

Pubblicità

Scienza, Arte e Società in una sola esposizione distribuita attraverso le sale e lungo i piani del Palazzo delle Esposizioni. Tre mostre in una, per raccontare i successi della scienza, la sua storia in particolare a Roma, e la ricerca artistica contemporanea. 

informareonline-tre-stazioni-per-arte-scienza-al-palaexpo-di-roma

Si parte al livello zero con Ti con zeroa cura di Paola Bonani, Francesca Rachele Oppedisano e Laura Perrone, il cui titolo rimanda alla raccolta di racconti per Einaudi nel 1967 di Italo Calvino, ma anche alla notazione matematica con cui si indica il momento iniziale di osservazione di un fenomeno, che si apre a infinite possibilità. Trenta gli artisti, italiani e internazionali, coinvolti in questo livello di mostra attraverso la loro ricerca. 

Alcuni dei più noti protagonisti del panorama artistico contemporaneo, come Tacita Dean, Agnes Denes, Antony Gormley, Pierre Huyghe, Ryoji Ikeda, Carsten Nicolai, Roman Ondak, Giuseppe Penone, Rúrí e Sissel Tolaas, sono in dialogo con una selezione di artisti di una generazione più giovane, tra cui Hicham Berrada, Tega Brain, Dora Budor, Revital Cohen, Alexandra Daisy Ginsberg, Adelita Husni-Bey, Christian Mio Loclair, Daniel Steegman Mangrané, Richard Mosse, Rachel Rose, Jenna Sutela, Troika e Tuur van Balen, e con alcuni famosi artisti del passato, come Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Albrecht Dürer, Nancy Holt, Channa Horwitz, Gustav Metzger, Roman Opałka, Robert Smithson e Rudolf Steiner.  

Dominano questa parte della mostra i temi della conoscenza razionale della realtà e della conoscenza più sensibile ai fenomeni, nella quale sono coinvolti maggiormente i nostri corpi e le nostre percezioni. 

Al primo livello del Museo l’obiettivo della mostra La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città, a cura di Fabrizio Rufo e Stefano Papi, è quello di raccontare la storia della Scienza, ossia la storia delle idee scientifiche e il loro impatto nella società attraverso il lavoro dei grandi scienziati che hanno operato a Roma, Qui la grande sala dedicata a Galileo Galilei offre lavori anche inediti come gli acquarelli delle fasi lunari disegnate da Galileo Galilei, il cranio originale dell’uomo di Neanderthal di Saccopastore, gli strumenti originali dei “ragazzi di via Panisperna”, le tavole sciateriche di Athanasius Kircher.  

Ogni sezione di questo piano è pensata come una Wunderkammer allestita grazie alla incredibile ricchezza di oggetti e reperti provenienti dai musei e dalle università romane. Qui, la sezione sulla fisica espone una delle trasmittenti radio attraverso cui Guglielmo Marconi parlò al mondo e gli strumenti originali con cui Enrico Fermi e i “ragazzi di via Panisperna” diedero il via alla rivoluzione nucleare. Usciti sul ballatoio si ammireranno due dei quattro stadi di uno dei razzi Scout che partirono dalla base aerospaziale italiana San Marco in Kenya e altra strumentazione della Scuola di ingegneria aerospaziale della Sapienza.  

informareonline-tre-stazioni-per-arte-scienza-al-palaexpo-di-roma

Completa l’esposizione la sezione dedicata alla Incertezza. Con la mostra dal titolo Interpretare il presente, prevedere il futuro a cura di INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Vincenzo Barone, Fernando Ferroni, Vincenzo Napolano, Antonella Varaschin, dove la logica della probabilità si ricollega ai grandi cambiamenti in atto nel quotidiano come ad esempio, gli effetti della pandemia sulle nostre vite. 

Le stazioni diventano un concetto in evoluzione, e la mostra passa attraverso l’idea ottocentesca delle stazioni come luoghi di incontro, per approdare al concetto di stazione come luogo della ricerca, fino ad arrivare alla stazione tecnologica, quasi una stazione in stasi, che si avvicina all’attuale condizione di vita in quarantena o di lavoro in smart working.  

La Ricerca dunque, come luogo mobile e potenziale, incerto e libero dove si incontrano la Scienza e l’Arte. 

Pubblicità