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A Giugliano la situazione è diventata ormai insostenibile. Da più di un mese i cittadini dell’area Nord di Napoli sono costretti, quasi fosse un appuntamento di routine, a fare i conti con roghi e miasmi notturni. Nonostante le numerosi sollecitazioni però, Arpac e Procura non hanno ancora individuato le origini di tali fenomeni.

L’esasperazione è tangibile, a tal punto che ben dieci sindaci della zona, nelle ultime ore, hanno minacciato le dimissione in caso di mancato intervento del Governo centrale. In particolare la miccia sarebbe stata accesa dall’arrivo, già programmato, di 150 tonnellate di rifiuti al giorno da Roma negli impianti di Tufino e Giugliano.
Questa la lettera sottoscritta dai sindaci di Giugliano, Frattaminore, Frattamaggiore, Casalnuovo di Napoli, Cardito, Caivano, Qualiano, Quarto, Calvizzano e Crispano:
« Per dare risposte ai cittadini non è più tempo per restare da soli: c’è bisogno di far sentire la nostra voce all’unisono per chiedere interventi governativi a tutto campo, considerando anche che tristemente negli anni il perimetro della Terra dei fuochi, in cui ricadono da anni mille emergenze ambientali, si è già pericolosamente allargato dalla zona a nord di Napoli al Vesuviano, e anche in altre aree del sud Italia, richiedendo sempre maggiori energie e risorse finanziarie per aggredire le conseguenze del sistema di smaltimento illegale dei rifiuti. Non c’è più tempo da perdere!
Tutto questo senza contare la scellerata ipotesi della disponibilità, espressa pubblicamente dal sindaco della città metropolitana, che Giugliano e i Comuni a Nord di Napoli possano accogliere i rifiuti di Roma. Un ulteriore carico, assieme alle decisioni pregresse di attivare altri impianti sul nostro territorio, che ci lascia davvero senza fiato. E non è metafora! ».

di Simone Cerciello

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