Siamo a Bologna, luglio 2015.
In un pomeriggio di telefonate Roberto Lombardi, di Avellino, classe ’88, decide di abbandonare il suo progetto musicale culminato con la pubblicazione del singolo “Briciole di te” con il Celebrity Studio Records per dedicarsi alla letteratura, in particolare alla poesia: sembrava essere la confluenza perfetta per un autore. Nel 2019, pubblica con la LFA Publisher il suo libro più importante, “Dove c’è solo vento”.
Magazine Informare ha intervistato Roberto per scoprire tutte le sue sfaccettature.

Qual è la tua idea di poesia?

«La mia non è un’idea fissa, è in continua evoluzione. Ho cominciato ispirandomi alle canzoni per poi provare a costruirmi un’ossatura culturale quanto più consistente possibile. Sono molto passionale, quando m’innamoro d’una cosa voglio avere tutte le carte in regola per ottenerla. Ho iniziato dunque con una poesia simile a quella di Neruda per poi allinearmi a Quasimodo, ma sapevo che non mi sarebbe bastato. Ho continuato a studiare, e mi sono imbattuto in Osip Mandelst’am e nell’acmeismo russo: una poesia potente, secca, sentenziosa di bellezza.
Con questi strumenti ho pubblicato i miei primi due libri. Nel terzo, inframezzato da un libro che resterà inedito – con cui l’autore ha vinto un concorso internazionale napoletano ndr. –  ho provato a fare davvero il salto; devo a Lello Lucignano e alla LFA la spinta giusta, se non avessi pubblicato con loro forse a quest’ora non scriverei più.
Al presente, sono davvero molto affascinato dalla poesia Beat americana (Ginsberg su tutti ma anche Kerouac e Burroughs; Nabokov) e Joyce; ma anche Caparezza e la poesia SLAM, che sarebbe la versione Hip Hop della nostra classica poesia, molto più performativa che letteraria. Ma di tutti questi autori io in realtà non ho nulla: li ammiro e li avverto come inarrivabili; ma nell’ammirarli in fondo voglio superare me stesso.

La mia idea fissa, ossessiva, è quella della “Poesia narrata”: sto scrivendo opere che hanno una trama, dei protagonisti, un evento culmine che porta ad un finale; ma invece di romanzare, versifico: sono semi-versi in cui la mia vena poetica si fonde con quella del racconto breve, quindi della prosa».

Ora quali sono le tue aspettative, quale futuro vedi per la tua poesia?

«Durante le vacanze di fine anno ho completato il mio ultimo lavoro, che si intitola “In medio stat”, che riprende la massima buddista “In medio stat virtus” (La retta via è nel mezzo): in pratica corrisponde al mio stare in mezzo ai due fuochi dei versi e della prosa, ma è anche la condizione dei miei protagonisti, il loro essere a volte incudine, altre martello, ma più spesso ad essere la materia che viene forgiata.
Partecipo con questa opera al premio InediTo che è fra i maggiori contesti nazionali per la poesia, dove ai primi classificati è proposta una pubblicazione con editori affiliati, ma anche un premio in denaro. A prescindere da questo però, non continuerò a scrivere se prima non avrò dato un editore a questo libro: è come un figlio per me, e i figli ‘so piezz’e ‘core, proprio così».

 

Lombardi ci dona un’opera, edita nel suo secondo libro,Vita, edito da IRDA Edizioni nel 2017:

 ”AVELLINO”.

Questa valle, mi ha circondato e svegliato di riflessi,

ha visto l’immenso,

è cresciuta così verde per dirlo. 

 

di Salvatore Sardella

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