Roberto Bolle parla ai giovani di Napoli:
«Coltivate la vostra passione e superate i vostri limiti»

Un flashmob che ha travolto le vie della città, un’open class di danza dedicata ai bambini allestita sullo sfondo del lungomare di via Caracciolo, una competizione di street dance per il “Red Bull Dance Your Style” nel cuore del centro storico, un incontro interamente dedicato allo swing con le musiche anni ’30 della “Uanema Orchestra” e, infine, una dimostrazione al Maschio Angioino sulle note del tango argentino.

Queste le tappe del programma di OnDance, la grande festa della danza conclusasi con uno show-evento all’Arena Flegrea, con la quale Roberto Bolle ha fatto ballare il capoluogo partenopeo. Contrariamente al pensiero comune, che vede il suo personaggio congelato nelle rigide vesti di Ètoile, il ballerino piemontese con il format di OnDance, per la prima volta a Napoli, lancia un forte segnale circa gli innumerevoli messaggi di cui la danza può farsi portavoce.

«Sono molto felice di tornare a Napoli, da cui mancavo da otto anni», Roberto Bolle, primo al mondo ad essere contemporaneamente “Étoile” del Teatro alla Scala di Milano e “Principal Dancer” dell’American Ballet Theatre di New York. «È una città che mi ha sempre dimostrato grande affetto, entusiasmo e ammirazione e sono ancor più felice di portare qui la grande festa della danza, per la cui organizzazione abbiamo trovato subito grande appoggio da parte dell’amministrazione comunale. Questo è il mio omaggio e il mio ringraziamento a questa città».

Un’iniziativa non solo culturale, ma anche e soprattutto con una forte connotazione sociale. Infatti, uno dei luoghi visitati da Bolle durante la sua permanenza a Napoli, è stato l’associazione dedicata ad “Annalisa Durante”, giovane vittima innocente di camorra, nel quartiere Forcella. L’Étoile ha incontrato i ragazzi del quartiere impegnati nel progetto della “Baby Song Annalisa Durante”, incoraggiandoli ad impegnarsi nell’arte e nella musica.

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«Non credete al successo facile: non vi lascerà nulla. Inseguite i vostri sogni e credete in un percorso costruito giorno dopo giorno.

Questo, al di là del risultato, contribuirà a rendervi una persona migliore».

Nell’incontro promosso dall’Assessore alla Cultura Nino Daniele e guidato dallo scrittore Maurizio De Giovanni, Roberto Bolle lascia queste parole cariche di speranza ai giovani di Forcella, rivestendole con quel velo di magia che da sempre porta con sé. Un messaggio che risuona come un monito rivolto alle giovani coscienze a non lasciarsi scoraggiare da un passato, rivelatosi il peggior carnefice del nome di Napoli.

«Forcella ha bisogno di messaggi positivi per i ragazzi – ha sottolineato Bolle al termine dell’incontro – Con OnDance non vogliamo portare solo danza e bellezza, ma anche sostegno a luoghi come questo e ai loro progetti, attraverso cui possono essere trasmessi ai giovani valori etici e morali».

A supporto dell’associazione “Annalisa Durante” è stato devoluto l’intero ricavato della serata finale di OnDance, tenutasi all’Arena Flegrea che ha inaugurato la sua nuova stagione. Serata di grande successo, dove Roberto Bolle ha cavalcato il palcoscenico accompagnato da alcuni dei nomi più importanti del panorama artistico internazionale.

Condotto da Luisa Ranieri, attrice del cinema italiano contemporaneo, lo show dell’Étoile italiano, ha chiamato a raccolta alcune delle eccellenze della musica e del balletto in uno spettacolo che, come dichiarato dallo stesso ballerino, voleva portare in scena «una contaminazione reciproca tra le arti».

Andrea Bocelli, Stefano Bollani e Roberto Bolle, infatti, hanno dato vita ad una fusione tra le tre forme d’arte più nobili: la danza, il canto e la musica.

Sulle note di “Con te partirò”, suonata al pianoforte da Bollani ed eseguita da Bocelli, Bolle ha danzato con Nicoletta Manni, Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano. Standing ovation per l’esibizione di “Dorian Gray” di Massimiliano Volpini, dove Roberto ha vestito i panni del protagonista del romanzo di Oscar Wilde, declinandolo secondo i diktat odierni dell’era social, dove la dissociazione dell’identità è causata dalla dicotomia tra essere e apparire.

Da Melissa Hamilton, prima solista del Royal ballet, che si è esibita al fianco di Bolle in una coreografia tra androidi, a Serena Rossi, che ha reso omaggio a due grandi interpreti della canzone italiana, Mia Martini e Pino Daniele, passando per Alessandro Quarta, polistrumentista e compositore italiano, premiato nel 2017 a Montecitorio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la Musica.

Nato con la precisa mission di rendere la danza «a portata di tutti», OnDance è riuscito a costruire uno spettacolo fuori dagli schemi, proponendo esibizioni, il cui unico obiettivo era la divulgazione dell’arte, privandola di qualsiasi barriera che la rendesse inaccessibile.

L’energia di Bolle, camaleontico e talentuoso, è riuscita ad emozionare il pubblico dell’Arena, che punta a riportare Napoli tra le città italiane più ambite dalle grandi produzioni italiane e internazionali.

«Non a caso abbiamo allargato la nostra offerta, puntando non solo ai concerti e alla musica dal vivo, ma anche alla danza e ai musical», ha dichiarato il direttore artistico dell’Arena Flegrea, Claudio De Magistris.

In futuro potremmo ospitare anche lirica, teatro e altre forme d’arte. La struttura deve diventare un luogo aperto a tutti e si presta perfettamente a ospitare ogni tipologia di spettacolo».

Dalle parole di Claudio De Magistris, infatti, circa i progetti futuri dell’Arena, trapela un ottimismo contagioso. «Quest’anno ospiteremo 14 serate, cercando di creare anche spettacoli originali e inediti nella nostra offerta con artisti diversi da loro per storia, proposta artistica e con un pubblico eterogeneo, così da accontentare diverse fasce d’età».

Noa, che andrà in scena il 23 luglio con i Solis String Quartet, Enzo Avitabile che il 17 luglio incontrerà un mostro sacro del jazz come Kamasi Washington, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio in un concerto evento in esclusiva nazionale.

Una programmazione che intende fare di Napoli capitale di cultura, valorizzando il suo patrimonio artistico e le potenzialità del territorio.

Roberto Bolle, portando la danza per le strade della città partenopea, ha riconsegnato l’arte e la bellezza nelle mani dei napoletani, uniche armi in grado di combattere il degrado e la criminalità.

di Carmelina D’Aniello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°194
GIUGNO 2019

 

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