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Una voce inarrestabile che si fa sentire da nord a sud del Paese. Classe 1989, il giovane siciliano non si ferma neppure davanti alle minacce. Enrico Rizzi è stato presidente nazionale del nucleo operativo italiano tutela animali

Ti definisce leader animalista, vegano, che da oltre 15 anni è impegnato nella tutela giuridica degli animali. Qual è la situazione italiana dei diritti animali?

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«La situazione è molto critica. Viviamo in un Paese che ancora oggi permette lo sfruttamento degli animali nei circhi mentre in Europa quasi tutti gli Stati li hanno banditi; un Paese che continua a permettere ad una piccolissima minoranza di imbracciare un fucile e massacrare milioni di animali. Viviamo in un Paese che non riesce neppure a punire chi maltratta ed uccide gli animali. Sono seriamente preoccupato perché negli ultimi anni si continuano a registrare casi di violenze sugli animali ed il trend è in crescita continua. La violenza sugli animali è il tirocinio della violenza su donne e bambini».

 Quando e perché sei diventato attivista?

«Ho deciso di occuparmi dei diritti degli animali all’età di 13 anni quando per puro caso ho visto in rete il video relativo all’uccisione dei maiali all’interno del mattatoio. Sono stato male tanto tempo e la mia vita è cambiata da un giorno all’altro, tanto che in 24 ore sono diventato vegetariano. Prendere consapevolezza di quanto accade agli animali mi ha fatto capire che avevo il dovere di fare qualcosa per loro».

 Fai tutto da solo o hai fondato un movimento, una rete di volontari che collaborano con te?

«Per alcuni anni ho rappresentato diversi enti a tutela degli animali. Dal 2020 grazie alla mia popolarità su Facebook (ad oggi oltre 340 mila followers n.d.r.), sono un influencer ed attivista per i diritti degli animali. Sono felice di ciò perché la mia pagina è seguita giornalmente da migliaia di persone. I miei interventi sugli animali hanno superato anche le 12 milioni di visualizzazioni».

La tua è una sfida per la legalità e per tutelare cittadini ed animali da soggetti senza scrupoli. Per questo motivo hai ricevuto minacce e ritorsioni. Quanto ti è costato in termini personali?

«Da quando ho deciso di occuparmi di zoomafia la mia vita è cambiata. L’aver tolto dalle mani della criminalità, grazie alle mie denunce, decine di animali destinati ai combattimenti, alle corse, alla macellazione illecita. Ho subito danneggiamenti alla mia auto, ho rinvenuto animali morti impiccati davanti la mia residenza e sono stato aggredito diverse volte da noti pregiudicati. Tutto ciò ha costretto la Prefettura di Trapani a disporre una misura di protezione nei miei confronti, già da oltre quattro anni. La mia abitazione per esempio, è costantemente monitorata dai carabinieri, che ringrazio perché non mi fanno mai sentire solo».

Nel panorama nazionale non si contano più i movimenti animalisti e c’è una galassia di associazioni. Pensi di essere un riferimento per tutti loro?

«Purtroppo il mondo animalista italiano non è unito. Di sicuro per migliaia di persone e tantissime forze dell’ordine sono un punto di riferimento anche per la mia preparazione giuridica acquisita nel corso degli anni. Mi occupo, infatti, principalmente di segnalare i crimini sugli animali alle autorità, denunciare i responsabili e seguire gli sviluppi giudiziari. Perfino una sentenza del Tribunale di Trapani (Sentenza 1082/2013) ha riconosciuto il mio impegno animalista specificando che seguo con attenzione tutte le fasi. Di questo ne sono fiero ed orgoglioso».

Quali sono stati i risultati più significativi portati a casa in tutti questi anni?

«Tutte le volte che sono riuscito a salvare un animale, grazie anche al supporto del mio ufficio legale, per me è stata una vittoria: dai cani utilizzati per i combattimenti, alle corse clandestine di cavalli, dagli agnelli strappati dalla macellazione clandestina, agli allevamenti di animali abusivi fatti chiudere per sempre. Ogni singola vita salvata, è una vittoria per tutta la società civile».

Hai deciso di candidarti al Parlamento per garantire agli animali tutele e diritti, ad oggi troppo calpestati. Qual è l’orientamento politico di un’attivista?

«Penso che la politica sia lo strumento più efficace per poter tutelare gli animali, la nostra salute, l’ambiente dove viviamo. Su richiesta dei miei followers ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni per quanto riguarda il governo italiano. Non ho ancora deciso lo schieramento. Valuterò quel partito che di sicuro mi darà la possibilità di far qualcosa per loro. Di sicuro mi sento di escludere già da ora la Lega e Fratelli di Italia, i peggiori nemici degli animali».

di Fernanda Esposito

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N° 219 – LUGLIO 2021

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