Rivoluzione partenopea: Napoli show, crolla l’aristocrazia bianconera

Pasquale Di Sauro 14/01/2023
Updated 2023/01/14 at 11:34 AM
9 Minuti per la lettura

“Però c’era la sensazione, c’era la netta sensazione che il Sud non potesse vincere contro il Nord. Giocammo contro la Juve, a Torino, e gliene facemmo 6. Sai cosa significa quando una squadra del Sud segna 6 gol all’avvocato Agnelli?”

Diego Armando Maradona

Tammurriata azzurra

“Sai cosa significa”, chiese Diego a Kusturica nel 2008 in occasione del documentario sulla vita dell’eterno campione argentino. 13 gennaio 2023, Napoli-Juventus 5-1, significa che la rivoluzione partenopea è compiuta. L’aristocrazia bianconera è fuori dal “palazzo”, alla gogna calcistica, mentre Osimhen e compagni si prendono tutto ciò che a loro spetta, e la vetta del campionato sembra essere solo un dettaglio in una notte che il popolo partenopeo non dimenticherà mai.

Se il meglio deve ancora venire, allora “sky is the limit”. Cinque a uno (lo scriviamo anche in lettere), crollo juventino ed estasi napoletana. Lo spazio per la cronaca ci sarà ma la vittoria del Napoli è straripante tanto che diventa quasi secondario parlare di campo, perché “chell ca s ver nun se crer”, la Tammurriata, nella notte da film del Maradona, è di un solo colore: azzurra.

Vittorie nella vittoria

Se di campo si vuole parlare, allora iniziamo con una premessa, iniaziamo col dire che ci sono più vittorie nella vittoria.

A cominciare da quella del bel gioco contro il corto-muso di Massimiliano Allegri. La Juventus nelle ultime 8 gare, vince senza mai prendere gol, arriva a Fuorigrotta, ne prende 5 ma potevano essere di più. E se nell’ippica basta mettere il “musetto avanti”, gli azzurri con la “manita” mettono 10 punti tra loro e i bianconeri in campionato, con buona pace dei risultatisti.

Altra vittoria nella vittoria è quella delle idee. Nel calcio le risorse economiche – finanziarie di un club molto spesso (quasi sempre) fanno la differenza. Tuttavia Bremer pagato profumatamente dalla Juventus regala 2 gol e una prestazione imbarazzante. Kim Min-jae arrivato in estate al Napoli in punta di piedi, non sbaglia un colpo. Angel Di Maria, il 34 enne campione del mondo, un professore del gioco, approda in bianconero firmando un contratto annuale stellare, fino ad oggi l’argentino più in infermeria che in campo. Khvicha Kvaratskhelia, provenienza Dinamo Batumi, campionato georgiano, resoconto della serata: un gol, un assist, e giocate che mandano in tilt i diretti avversari.

Questo solo per citare due esempi e completare il discorso con un’altra vittoria nella vittoria: SSC Napoli, tra le società più floride del panorama mondiale. Juventus Football Club, dimissioni dell’intero CDA lo scorso novembre, ma meglio restare sul rettangolo verde e dunque proviamo a ricostruire quanto successo.

Primo tempo

Gli azzurri impiegano 14 minuti per battere la difesa juventina. Il primo gol firmato Osimhen e arriva dopo che l’intero tridente partecipa all’azione offensiva: Politano crossa verso il centro, Kvaratskhelia, dopo una deviazione, gira al volo verso Szczesny che respinge ma rapace sulla ribattuta arriva Victor che insacca, e il Maradona esplode. I bianconeri rispondono al 21′ quando Rrahmani regala un pallone a Di Maria, l’argentino lascia partire un sinistro velenoso che si stampa all’incrocio dei pali con Meret immobile.

Il Napoli, dopo il vantaggio subisce il possesso degli avversari che costruiscono un’altra occasione per il pari con l’ex Milik. Ma al 39′ i partenopei raddoppiano, la rete porta la firma di Khvicha Kvaratskhelia e lo schema è un classico della squadra di Spalletti: Politano di prima intenzione serve in profondità Osimhen, Bremer prova ad intervenire ma lascia il pallone nella disponibilità del nigeriano, che appoggia per il georgiano, piattone all’angolino preciso e Szczesny battuto.

La Juventus nonostante lo shock iniziale è mentalmente in partita, prima dell’intervallo riesce ad accorciare le distanze: Di Maria mostra tutte le sue qualità tecniche quando entra in area di rigore, trova fortunatamente Milik che gli fa da sponda, e con il mancino al 42′ riapre la partita. I bianconeri nel recupero quasi la pareggiano, Rrahmani nel tentativo di intercettare un cross di Chiesa devia il pallone verso la porta di Meret, solo un riflesso clamoroso del portiere napoletano evita l’autogol e permette agli azzurri di andare a riposo sul 2-1.

Secondo tempo

Al Maradona quando comincia la ripresa il risultato è apertissimo. Intanto Spalletti deve inserire Elmas (e non Lozano) per sostituire l’infortunato Politano. Anche la Juve ha i suoi problemi. Locatelli viene medicato a bordo campo dopo uno scontro con Osimhen. Il centrocampista non ce la fa, chiede il cambio ad Allegri ma il tecnico a sua volta gli chiede di restare in campo per difendere su un corner. Da quel calcio d’angolo arriva il terzo gol del Napoli: Amir Rrahmani cancella i due errori del primo tempo con una girata al volo in area di rigore, un gol capolavoro del difensore kosovaro che cambia la psicologia della partita.

La Juventus questa volta accusa il colpo. Nuovamente sotto di due la squadra bianconera si sfilaccia, lasciando spazio ai talenti partenopei. Al 59′ Osimhen fa le prove generali per la doppietta, Bremer sbaglia (ancora) un tocco per Alex Sandro, il nigeriano recupera palla, entra in area e da due passi spara alto. Ma è solo il preludio all’estasi napoletana: minuto 65, Mario Rui fa cinquanta metri di campo per mettere pressione a Bremer che sbaglia (ancora) un disimpegno. Il terzino portoghese ruba palla, serve Kvaratskhelia che a sua volta serve un assist al bacio per la testa del capocannoniere del campionato, Osimhen fa 4 a 1 di testa, il Maradona trema.

La squadra di Max Allegri è frastornata, il Napoli gioca sul velluto ed arriva anche il quinto gol per incorniciare una serata indimenticabile: al 72′ un altro terzino, Di Lorenzo, allarga per Eljif Elmas, il macedone rientra sul sinistro e calcia, Alex Sandro devia il tiro, che diventa imparabile per Szczesny. Black out bianconero mentre Di Lorenzo ed Elmas giocano a carte comodamente seduti per l’esultanza della rete del definitivo 5 a 1.

Atterraggio sulla terra

Il Napoli con la vittoria – e per come è arrivata – esce dalla stratosfera e raggiunge la luna. Un lavoro delicato per Luciano Spalletti sarà quello di far rientrare tutto l’ambiente sulla terra. Mercoledì c’è l’impegno in Coppa Italia con la Cremonese, sabato prossimo la Salernitana in campionato, dopo, un intero girone di ritorno da giocare con gli impegni di Champions che si avvicinano. La strada è ancora lunga per gli azzurri ma “chi ben comincia è a metà dell’opera”, ed infatti i partenopei sono esattamente a metà dell’opera, con 10 punti di vantaggio sulla terza e sette sulla seconda – Il Milan è atteso sabato a Lecce – , ed un gruppo che ha dato ancora conferma di poter battere chiunque. La rivoluzione partenopea, è soltanto cominciata.

Le pagelle

Meret 6.5

Di Lorenzo 7.5

Rrahmani 6.5

Kim 7

Mario Rui 7.5 ( dal 70′ Olivera 6)

Anguissa 6.5

Lobotka 6.5

Zielinski 6.5 (dal 79′ Ndombele 6)

Politano 6.5 (dal 46′ Elmas 7)

Osimhen 8 (dal 79′ Raspadori 6)

Kvaratskhelia 8 (dal 90′ Lozano s.v.)

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