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Einstein
La mattina del 1921 in cui indossò il frac per la cerimonia del Nobel, Albert Einstein fu costretto a infilarsi i calzini. Li odiava e continuava a borbottare con la moglie: «Si bucano, non servono a niente».

Dante

«Cosa vuole, mio padre ci faceva imparare a memoria la Divina Commedia, ci interrogava. Immagino che per alcuni possa sembrare terribile, traumatico. Noi invece ci divertivamo da pazzi» [Jacopo Gassman ,Foglio].

Soldi

Che rapporto ha con il denaro?

«È un macello. Non ho la minima idea di quello che guadagno, gestisce tutto mia moglie Silvia. Oggi, a 70 anni, mi dà ancora la paghetta».
Quanto?
«Cento euro alla settimana, benzina esclusa. E fa bene: se potessi spendere liberamente, combinerei solo guai. Magari tornerei a casa con un elefante imbalsamato. O rischierei di comprare 300 euro di mozzarelle, come feci una volta» [Christian De Sica a Gloria Satta, Mess].

Clamorosi
Scorie nucleari in Italia: 31 mila metri cubi, oggi stipati in una ventina di stoccaggi che diventeranno presto 67, di cui dodici più importanti degli altri: due in provincia di Torino, cinque ad Alessandria, cinque in provincia di Viterbo. I luoghi: Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargnento, Bosco Marengo, Montalto di Castro, Canino, Corchiano. Per compensare i comuni che ospitano le scorie nucleari, lo Stato spende una quindicina di milioni [Sole].I rifiuti radioattivi in questione sono quelli a media e bassa intensità, prodotti dalla nostra vita quotidiana: reagenti farmaceutici, diagnostica e terapie nucleari, radiografie industriali, tracker biomolecolari, ceneri di carbone, teste di parafulmine, rilevatori di fumo che lampeggiano sul soffitto, ecc.

Shakespeare compose Re LearMacbeth e Antonio e Cleopatra in un paio di mesi [Sole].

L’Italia, al 30 dicembre, risulta prima al mondo per deceduti di covid in rapporto alla popolazione: 120,85 ogni centomila abitanti. E terza per numero di morti su numero di contagiati: 3,5%, livello più basso solo di Messico (8,5%) e di Iran (4,5%) [CdS]


L’ex presidente della Calabria Mario Oliverio è stato assolto dall’accusa di corruzione e abuso d’ufficio perché «il fatto non sussiste». Il processo riguardava l’inchiesta “Lande desolate” su anomalie e forzature in una serie di appalti e lavori realizzati fra Cosenza, Lorica e Scalea e finiti in mano a ditte vicine ai clan. Al termine del giudizio con rito abbreviato, oltre all’ex governatore del Pd sono stati prosciolti dalle accuse anche la deputata dem Enza Bruno Bossio e il marito, l’ex consigliere regionale Nicola Adamo.

Per la prima volta da sempre i dipendenti di Alphabet, la società proprietaria di Google, si sono uniti in un sindacato: la Alphabet Workers Union. Obiettivo: far valere le proposte dei dipendenti su questioni contrattuali e temi etici.

Tra gli arbitri scelti dalla Fifa per il Mondiale per Club in programma dall’1 all’11 febbraio in Qatar spicca la terna composta dalla 40enne arbitra brasiliana Edina Alves Batista e dalle assistenti Neuza Back, sua connazionale, e Mariana de Almeida, argentina.

«In Sudafrica la polizia statale, per stroncare i separatisti, li liberava dalla prigione con una finta sentenza, e subito dopo l’angolo li riarrestava e li riportava in cella» [Avvenire].

Negli Stati Uniti (forse l’economia internazionale più avanzata) il governo distrugge annualmente, perlopiù bruciandola, una parte della produzione agricola in modo che i prezzi si mantengano a un livello soddisfacente. Le banche, rientrate in possesso delle case pignorate, non di rado le fanno abbattere di modo che l’eccessiva disponibilità non deprima il mercato [Hansen, ItaliaOggi].

Kevin Spacey s’è rifatto vivo dopo tre anni postando su YouTube un video in cui invita i disperati che gli scrivono a non togliersi la vita [Messaggero].

Buste paga

«Chiese chiuse, banchetti saltati. Così perfino loro che vivono in sobrietà hanno dovuto aprirsi a nuove possibilità di raccolta fondi. “Siamo stati obbligati dalle circostanze. Tra febbraio e marzo ci siamo ritrovate con entrate pari a zero, a causa del venire meno delle offerte in chiesa e degli eventi in presenza” racconta frate Gabriele Trivellin, che guida l’ufficio sviluppo della Provincia Sant’Antonio dei Frati Minori. Così i francescani organizzano una prima raccolta su Facebook e sul sito www.francescaniperlavita.it per riuscire a continuare a offrire il cibo ai bisognosi: 1.600 i pasti al giorno, saliti del 40% nel periodo Covid, e offerti dalle dieci strutture religiose del Nord-Italia. “Poi abbiamo capito che anche a Natale saremmo stati di nuovo bloccati con i banchetti e con il nostro Panettone Solidale, che consente di donare pasti a fronte di un panettone. Così abbiamo lanciato un nuovo crowdfunding”. Sulla piattaforma Rete del Dono i frati si aspettavano di raccogliere diecimila euro, invece sono a oltre ventiseimila euro da parte di 603 donatori. “Questo crowdfunding ci ha permesso di entrare in contatto con persone diverse potendo comunicare online chi siamo e cosa facciamo, potendo instaurare e potenziare le relazioni in questo momento di solitudine”. I frati ci hanno preso gusto e lanceranno una nuova raccolta online per adeguare le strutture delle mense» [Sole]

Elon Musk è diventato la persona più ricca al mondo. Merito delle azioni di Tesla, salite di oltre il 4% a Wall Street. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, il patrimonio di Musk ha raggiunto gli 87 miliardi di dollari (155 miliardi di euro), superando di circa un miliardo quello di Jeff Bezos, il padrone di Amazon. «Musk a inizio 2020 aveva in tasca un tesoretto di 30 miliardi di dollari e galleggiava ben oltre la decima posizione nella graduatoria dei Paperoni globali. E il titolo della Tesla, eterna promessa della Borsa che faticava a sbocciare, gravitava senza troppi sussulti nell’area tra 60 e 80 dollari. In quei mesi però il vento è girato. La società (di cui Musk controlla il 20%) ha iniziato ad annunciare dati di vendita e risultati molto superiori alle attese degli analisti. Il titolo ha messo il turbo facendo lievitare la fortuna di Musk, che ha superato Larry Ellison di Oracle, il mitico guru Warren Buffett. Poche settimane fa – quando Tesla è balzata un’altra volta a Wall Street grazie all’ingresso nell’indice S&P 500 – si è lasciato alle spalle Bill Gates, per molti anni in cima alla classifica fino a scalzare anche Mr. Amazon grazie a un titolo Tesla salito dell’800% in un anno» [ Rep].

Il Force Blue, lo yacht di Flavio Briatore sequestrato dalla Guardia di Finanza nel 2010 a La Spezia nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale, sarà messo all’asta dalla Corte d’Appello di Genova il 27 gennaio. Base di partenza per le offerte: 7 milioni di euro
«Lo yacht era schermato da una società fittizia. Briatore, al momento del blitz era a bordo insieme all’ex compagna Elisabetta Gregoraci e al figlio. Condannato a 18 mesi, è stato prescritto. Fra il primo e il secondo grado i suoi commercialisti sono stati indagati per aver tentato di corrompere il direttore dell’Agenzia delle Entrate, che avrebbe dovuto favorire l’annullamento della confisca» [Fatto].

Il cuore artificiale con marchio Ce, destinato ai pazienti in attesa di trapianto, costa 200 mila euro. Lo fabbricano i francesi di Carmat. «I primi dispositivi saranno venduti in Germania, a partire da giugno. Il Kazakistan, già coinvolto negli studi clinici del cuore artificiale, sarà il prossimo della lista. Uno studio di fattibilità sarà effettuato all’inizio dell’anno negli Usa, primo mercato mondiale, con l’obiettivo di ottenere il via libera alla vendita nel 2023-24. Carmat ha ricevuto un prestito garantito dallo Stato francese di 10 milioni di euro e un finanziamento dal Ministero della Salute di 13 milioni di euro. L’obiettivo è produrre un centinaio di protesti quest’anno. Le protesi sono assemblate in Francia, le membrane vengono dalla Polonia, i tessuti pericardici dal Brasile. Parecchi fornitori sono gli stessi dell’industria aeronautica duramente colpita dalla crisi» [ItaliaOggi].
«Quotata in borsa da dieci anni, Carmat ha realizzato il suo primo impianto sull’uomo nel 2013. Ma tra il 2013 e il 2016 cinque decessi ne hanno offuscato il cammino. Il suo percorso in Borsa: dopo essere balzata a oltre 130 euro alla fine del 2013, il titolo si scambiava, martedì sera, a 23,90».

«È ancora presto per stabilire se lo smart working, il lavoro perlopiù da casa obbligato dalla pandemia, abbia aumentato le ore di impegno. In alcuni casi probabilmente sì, in altri certamente no. Statistiche solide non ci sono. Resta il fatto che la tendenza storica dell’orario di lavoro è alla diminuzione: il calo degli scorsi 150 anni è stato enorme. Secondo dati di una ricerca Huberman&Minns e di Pwt, aggregati da ourworldindata.org dell’Università di Oxford, in Italia nel 1870 il tempo medio di occupazione di un lavoratore era di tremila ore l’anno (poco meno di dieci ore al giorno). E non era il più alto: il Belgio era a 3.483 ore, la Svezia a 3.436, la Germania a 3.284, la Francia a 3.168, gli Stati Uniti a 3.096 (il Regno Unito a 2.755). Nel 2017 (ultimo dato) la media italiana è scesa a 1.723 ore e la diminuzione è stata drastica per tutti i Paesi: in Germania, per dire, si lavora per 1.359 ore all’anno. La rivoluzione industriale guidata dagli avanzamenti scientifici e tecnologici è stata naturalmente la chiave del calo generalizzato» [CdS].

John Elkann (stipendi 2019 da 37,75 milioni) comprò per 250 milioni l’8% di Nikola, newco di Phoenix che si occupa di camion ad idrogeno ed elettrici, e pochi mesi dopo la GM, per l’11 per cento della stessa società, dovette sborsare due miliardi [Ursicini, Mess].

Stipendio, nel 2019, di Miuccia Prada: 12 milioni e 574 mila euro, 169mila euro in più rispetto al 2018.«Le dieci donne più pagate nel 2019 hanno guadagnato 34,48 milioni di euro, il 25,4% in più rispetto ai 27,5 milioni delle prime dieci del 2018. I primi dieci uomini l’anno scorso hanno guadagnato 180,2 milioni, il 43,2% in più rispetto ai 125,8 milioni dei primi dieci del 2018. In media i primi dieci uomini hanno guadagnato 18 milioni ciascuno, contro i 3,45 milioni delle prime dieci donne. Questo significa che, in media, ciascuno dei primi dieci guadagna quanto 5,2 donne. Nel 2018 il rapporto era 4,57. La seconda donna più pagata è Alessandra Gritti, top manager della finanza, vicepresidente e a.d. di Tip (Tamburi investment partners). Tra stipendio e plusvalenze sulle stock option ha totalizzato 8,3 milioni, +79% rispetto al 2018, quando era sempre la seconda busta paga rosa. Terza Laura Cioli, a.d. del gruppo Gedi (ex Editoriale L’Espresso) fino al perfezionamento, lo scorso 23 aprile, della cessione dalla Cir dei figli di Carlo De Benedetti al gruppo Exor di John Elkann. Grazie a un incentivo all’esodo di quasi 1,85 milioni riconosciutole nel dicembre 2019, Cioli, che nel 2018 non era tra le prime dieci, è salita sul podio, con 2,9 milioni di guadagni. Oltre allo stipendio, la somma include un bonus di 100mila euro, il controvalore di azioni gratuite Gedi per 47.833, i gettoni dai cda di Pirelli (110mila) e Brembo (95mila)» [Dragoni, Sole].

Venezia ha deciso di vendere la Casa dei Tre Oci, splendido palazzo di inizio ’900, situato sull’isola della Giudecca e che affaccia sul Bacino di San Marco. Spiega Michele Bugliesi, presidente della Fondazione di Venezia: «Vendiamo per ricavare utili da reinvestire sul territorio. Il 30% del patrimonio della Fondazione di Venezia, pari a 120 milioni di euro, è stato investito in immobili, e questo non va bene». Bugliesi assicura che la Casa dei Tre Oci resterà un sito culturale e non potrà essere convertito in albergo [Stampa].

«La Turchia è a corto di liquidità. Dal 1° gennaio 2020, lo stato ha speso 130 miliardi di dollari per cercare di mantenere il valore della lira sotto i 7 punti rispetto al biglietto verde, ma senza successo. Il governo del presidente Erdoğan è stato costretto ancora una volta a fare affidamento sugli investimenti del Qatar, il suo più stretto alleato. In soli cinque anni, Doha è arrivato a rappresentare il 15 per cento di tutti gli investimenti esteri diretti in Turchia […]. La lira turca infatti quest’anno ha perso quasi il 40 per cento del suo valore a causa dell’esaurimento delle riserve in valuta estera e delle politiche monetarie non ortodosse» [Foglio].

Il bitcoin ha sfondato quota 40 mila dollari.

JP Morgan prevede che, nel lungo termine, possa arrivare a 146 mila [idem].

Ibrahimovic andrà a Sanremo per cinquantamila euro a serata [Avvenire].

Igor De Santis, sindaco di Ingria, cinquanta abitanti in provincia di Torino, alle porte del Gran Paradiso, ha donato ai cittadini cinquanta “lire ingriesi”, una valuta di nuovo conio, simile nell’aspetto all’euro, col quale si scambia 1 a 1. Le lire ingriesi sono spendibili, per acquisti alimentari, in tutti i negozi della Valle Soana [ItaliaOggi].

Le azioni della Tesla, che avevano chiuso il 2020 con un +700%, hanno toccato il nuovo record di 738 dollari.

«Il gigante britannico dei casinò Entain che possiede il marchio Ladbrokes, ha respinto, perché ritenuta troppo bassa, l’offerta da 9 miliardi di euro di Mgm Resort International, la seconda più grande compagnia di intrattenimento del mondo, una dei big di Las Vegas» [Reuters].

Angelini Pharma, l’azienda farmaceutica italiana che tra le altre cose produce Moment, Tachipirina e Amuchina, ha annunciato che comprerà Arvelle Therapeutics, società biofarmaceutica con sede in Svizzera, specializzata in trattamenti innovativi per i pazienti che soffrono di disturbi al sistema nervoso centrale. L’accordo valuta Arvelle Therapeutics 960 milioni di dollari (circa 780 milioni di euro), dei quali 350 saranno pagati al raggiungimento di alcuni obiettivi di fatturato [il Post].

Leonardo Del Vecchio ha acquistato altre 8.156.079 azioni di Mediobanca tramite la finanziaria Delfin, già titolare dell’11% del capitale di Piazzetta Cuccia. Lo si legge in un aggiornamento reso alla Consob: gli acquisti, pari allo 0,92% del capitale, sono stati effettuati tra il 15 e il 28 dicembre a prezzi variabili tra 7,15 e 7,6 euro per azione.

Entro il 10 gennaio la casa d’aste East Bristol Auctions venderà online una ciotola di 21 centimetri di diametro, due cucchiai e una forchetta di legno appartenuti al Mahatma Gandhi. Cifra di partenza: 55 mila sterline.

L’attrice Sara Jessica Parker e il marito Matthew Broderick hanno venduto la loro casa di tre piani nel West Village, a New York City, per 15 milioni di dollari. L’avevano acquistata per soli 3 milioni.

 Amori

«Lei da tempo non porta più al dito la fede matrimoniale, scomparso pure l’enorme solitario di fidanzamento Lorraine Schwartz (15 carati, valore 8 milioni di dollari, 6,5 milioni di euro). Lui ha passato le feste di Natale nella tenuta di famiglia in Wyoming (14 milioni di dollari, cioè 11 milioni e mezzo: euro più, euro meno), uno Stato che conta più cervi che abitanti. Si chiude senza lieto fine anche la favola d’amore tra Kim Kardashian, 40 anni, imprenditrice, influencer e modella, e il marito Kanye West, rapper e produttore discografico. “Il divorzio è imminente” fa sapere il New York Post, cui segue a stretto giro la conferma di People. “Lei ne ha avuto abbastanza”, concordano fonti vicine alla coppia. E starebbe affilando le armi: prima mossa, reclutare la regina dei divorzi di Hollywood, Laura Wasser, che aveva già trattato il naufragio delle precedenti nozze della diva dei reality, quello con la star dell’Nba Kris Humphries, durato solo 72 giorni (dal 20 agosto al 31 ottobre 2011). La Wasser, che ha rappresentato anche Angelina Jolie, Britney Spears e Johnny Depp non ha confermato la notizia» [CdS].

L’enorme scultura color rosso carminio a forma di vagina piazzata su una collina dello stato di Pernambuco in Brasile. Altezza 33 metri, larghezza 16, profondità 6. Titolo: Diva. Ci hanno lavorato venti uomini al comando dell’artista Juliana Notari, secondo cui si tratta di un inno alla donna e di uno schiaffo a Bolsonaro. ««Se fosse solo una vulva, avrei costruito labbra e clitoride; invece è anche una ferita» [CdS].

Secondo Katharina Volckmer, autrice adesso di Un cazzo ebreo (La Nave di Teseo), «il mondo è retto da una dittatura del fallo, che “tiene sempre viva la distinzione tra chi ha un cazzo e chi no”. Invece “dovremmo bandire l’arma (il pene) e non la ferita (la vagina)”» [Fatto].

«In Messico un muratore ha scavato con le sue mani un tunnel per raggiungere l’amante – vicina di casa – senza infrangere i divieti governativi (anche lì c’è la pandemia e forse pure i Dpcm) e soprattutto senza farsi scoprire da sua moglie e dal marito di lei. La galleria sbucava proprio sotto al divano della casa comunicante. La relazione di Alberto e Pamela – questo il nome dei due fedifraghi di Villa del Prado, nella città di Mexicali – è andata avanti fruttuosamente per qualche tempo, finché un giorno il marito cornuto, Jorge, non li ha beccati in flagrante. Vedendo Alberto scomparire da dietro il divano, Jorge ha scoperto l’incredibile tunnel sotterraneo che collegava le due abitazioni. Percorrendolo a ritroso, si è trovato in casa di Alberto. Malgrado le suppliche del cornificatore, la questione è stata risolta a ceffoni, ai quali ha partecipato anche la moglie del genio (civile)» [Rodano, Fatto].
 


Montale
«Mio padre a Genova era un commerciante. Io fui l’unico della famiglia a non essere avviato agli studi classici, perché ne ero ritenuto indegno». Dopo una pausa a occhi spalancati, soggiunge, allegramente: «E forse avevano anche ragione…» (Eugenio Montale al Corriere Mercantile, 13 dicembre 1974) [Giornale].
«Quando uscì il libricino degli Ossi di seppia nel 1925 mio padre avrebbe voluto comprarne una copia, ma rinunciò non appena seppe che costava sei lire»
Pensione
«Apprendo, Monsieur, da uno dei vostri amici che siete privato della pensione di cui godevate a Venezia. La Repubblica francese considera in modo particolare i grandi talenti che vi contraddistinguono. Celebre artista, avete un diritto più particolare alla protezione dell’esercito d’Italia. Ho appena dato ordine che la vostra pensione vi sia pagata esattamente e vi prego di farmi sapere se quest’ordine non viene eseguito, e di credere al piacere che provo nel fare qualcosa che vi sia utile» (6 agosto 1797, lettera di Napoleone a Antonio Canova) [Sole].

È nata Stellantis

Le assemblee straordinarie degli azionisti di Psa e di Fca hanno dato il via libera alla fusione. Nasce così la holding Stellantis, quarto costruttore automobilistico al mondo con 8,7 milioni di auto vendute, 400.000 dipendenti e oltre 180 miliardi di euro di fatturato. Quello di ieri ha rappresentato l’ultimo passaggio, dopo l’ok dell’Antitrust europeo, nel processo di integrazione iniziato lo scorso 31 ottobre 2019. Il 16 gennaio seguirà il closing vero e proprio, una delle formalità necessarie per procedere poi alla quotazione di Stellantis alle Borse di Parigi, Milan, quotazione prevista per il 18 gennaio. La sede del nuovo gruppo sarà in Olanda. Avrà come primo azionista Exor con il 14,4%, seguita dalla famiglia Peugeot, con il 7,2%, lo stato francese con il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%. Presidente sarà John Elkann, Robert Peugeot il vicepresidente, Carlos Tavares l’amministratore delegato. Mike Manley, attuale ceo di Fca, guiderà le attività Stellantis negli Stati Uniti.
In borsa i titoli Psa e Fca hanno chiuso in rialzo dell’1,7

Orazio
«Tra i numerosi piccoli segreti della Biblioteca civica di Milano a Palazzo Sormani c’è un’edizione del 1808 delle Odi di Orazio. Sulla copertina di pelle che rilega il tomo, piccolo ma spesso, c’è un foro che arriva a oltre metà delle 500 pagine, via via rimpicciolendosi. Sulla prima romana, accanto al foro, in una scrittura minuta ma elegante e un francese asciutto, c’è un’annotazione che dice più o meno questo: “Questo foro è il risultato di una trafittura durante la battaglia di Jena. Questo libro non mi ha mai lasciato, ma non l’ho mai letto”. La firma è quella di Stendhal, al quale Orazio ha con tutta probabilità salvato la vita» [ Domani].

Allora dobbiamo rinunciare al cazzo”.

Questa la frase-clou della Lisistrata del greco Aristofane (411 a.C.), ora riproposta dalla Fondazione Lorenzo Valla in una sontuosa edizione per la cura di Franca Perusino e la traduzione di Simone Beta. A pronunciarla, con la sboccata franchezza tipica della commedia antica – ma anche di Catullo e dei graffiti pompeiani – è la protagonista eponima, dinanzi alle donne ateniesi unite in uno sciopero del sesso concertato con le colleghe di Sparta e di Tebe, volto a far recedere i mariti dall’ormai ventennale “guerra del Peloponneso”, e comprensivo di occupazione dell’Acropoli con immediato taglio delle spese militari. Le reazioni sono da cabaret: compagne che esitano (“piuttosto camminare in mezzo al fuoco”), estorsione di solenni giuramenti (“non solleverò le pantofole persiane verso il soffitto e non me ne starò accucciata come una leonessa sulla grattugia”), tentativi di diserzione (“Per dirla in due parole: abbiamo una voglia matta di scopare”); per non dire della simmetrica, grottesca eccitazione di cittadini e ambasciatori in crisi da astinenza (“questa rigida tensione me lo rende duro come se fosse una mazza ferrata”, annuncia entrando in scena il povero Cinesia, che più tardi chiederà all’araldo spartano: “Ma tu chi sei? Un uomo o Priapo?”). Ma, alla fine, la vittoria delle donne è certa» [Fatto].

Negli ultimi 10 mesi 84 mila morti in più
Tra febbraio e novembre in Italia sono morte circa 84 mila persone in più rispetto alla media del 2015-2019. Lo rileva il report di Istat e Istituto Superiore di Sanità relativo all’impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente. Il 60% dei decessi complessivi causati dal Covid-19 riguardano persone over 80. La mortalità Covid ha contribuito al 4% della mortalità generale nella classe di età 0-49 anni, all’8% tra i 50 e i 64 anni, all’11% tra i 65 e i 79 anni e all’8% negli individui di ottanta anni o più.
«Come due paesotti dell’hinterland. Milano ha perso undicimila residenti in un anno, quattordicimila se si prende a riferimento la popolazione che era iscritta all’anagrafe del Comune a febbraio, il mese in cui tutto è cambiato. Pre e post Covid. La metropoli internazionale che macinava turisti, record e week a tema è stata travolta da uno tsunami. E anche la popolazione ne ha pagato il prezzo: alla fine dell’anno i residenti milanesi sono scesi a 1.392.802, il segno meno non compariva da dieci anni. Sono aumentati i decessi (anche) a causa del virus maledetto: i morti nel 2020 sono 16.692, quasi tremila in più rispetto all’anno prima. E quasi il doppio dei nuovi nati, i bimbi iscritti al registro sono stati meno di novemila, ancora in calo» [Giornale].

Michelangelo

RivistaStudio

Brian VanHooker si è cimentato in una ricerca storica degna di Super Quark. O forse no. Il giornalista, su Mel Magazine si è infatti avventurato nella produzione artistica di Michelangelo alla ricerca di una cifra esatta: quella delle raffigurazioni di organi genitali maschili da parte del Buonarroti. A detta di VanHooker il primo sarebbe da cercare nella prima opera nota di Michelangelo, allora tredicenne, ispirata dalla Tentazione di San Antonio di Martin Schongauer, e a cercare bene eccolo lì: il pene, alquanto buffo, di uno dei demoni che assediano il Santo. Il secondo appartiene al Giovane arciere, una statua alta poco meno di un metro scolpita quando il Maestro aveva più o meno sedici anni, una delle prime sperimentazioni con i lineamenti umani. Partendo dall’altorilievo raffigurante la battaglia dei centauri, dov’è tra l’altro raffigurato Socrate nudo, passando per la Battaglia di Cascina i numeri salgono per via dei personaggi rappresentati. Tra i peni “persi”, ma di cui c’è traccia per via di disegni e documenti, c’è poi quello de L’Ercole del 1492, una statua commissionata da Lorenzo de’ Medici e andata perduta. William E. Wallace, esperto dell’opera di Michelangelo e Professore della Columbia University: «Il Rinascimento si base sui canoni dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma, sopratutto per Michelangelo, dove la nudità non creava nessun tipo di scandalo». 

Nella produzione artistica sono molte le opere a sfondo religioso raffiguranti il Cristo, ma ben poche quelle in cui si vedono i suoi genitali: sei volte da adulto e tre da bambino per quanto riguarda la scultura e un paio di volte su tela. Contando gli organi genitali di due Cupido, uno dormiente e uno in piedi, si arriva a 24 peni in totale. Ma proseguendo nell’opera il numero è destinato a salire vertiginosamente. Ne servono altri tre per arrivare a quello più famoso: quello del David che tutti conosciamo, anche se ci sarebbero altre versioni andate perdute, tra cui una in bronzo: il che porta il numero complessivo a 31. Qui l’articolo del buon vecchio, e sconosciuto, Brian VanHooker si spinge oltre, ma sopportiamo la blasfemia in attesa del responso finale. Quella che lui definisce una «festa di peni», dove peni è una traduzione benevola, è la Cappella Sistina. Dopo aver passato ore setacciando i 200 metri affrescati da Michelangelo, VanHooker ha trovato 57 peni, il giornalista si è dedicato quindi al Giudizio Universale, nel quale, per suo sommo dispiacere, attualmente ce ne sono solo solo 17, per via delle celebri braghe applicate ai personaggi da Daniele da Volterra dopo il Concilio di Trento. Non contento, VanHooker ha analizzato anche la copia pre-censura del 1549 dell’artista Marcello Venusti, rintracciandone altri 19. Il conto arriva ora a 134. Contando la scultura Il genio della Vittoria, e alcune figure per la Cappella dei Medici si arriva a 140. Dulcis in fundo La conversione di Saulo e La crocifissione di San Pietro, entrambi in Vaticano ma poco visibili e restaurati ponendo una pezzuola a coprire le oscenità. Lui comunque ne conta quattro. Dopo ore e ore di ricerche e sterminate battute per raccontarcelo, Brian VanHooker è arrivato a un verdetto: in 88 anni Michelangelo ha rappresentato 145 peni.

 di Nicola Dario

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