Londra inquinamento

Ripuliamo Londra, l’iniziativa del sindaco Sadiq Khan contro l’inquinamento atmosferico

Ludovica Palumbo 02/12/2022
Updated 2022/12/02 at 6:42 AM
3 Minuti per la lettura

Non è più un mistero ormai che la situazione riguardo l’inquinamento (nello specifico quello atmosferico) sia un problema tanto grave ed attuale. Tra attività industriali, impianti di riscaldamento, traffico stradale l’aria che respiriamo è sempre più ricca di sostanze inquinanti, situazione che inevitabilmente si ripercuote sulla salute dell’uomo, sul clima e sull’intera natura.

Vista la situazione preoccupante, molti paesi, molte città stanno cercando di arginare il problema inquinamento provando progressivamente a ridurlo, e tra questi c’è proprio Londra.

L’allarme inquinamento atmosferico a Londra

Ricordate il fenomeno del “grande smog“? Si tratta di una vera e propria catastrofe ambientale che colpì Londra nel 1952, quando una nube di fumo avvolse l’intera città provocando numerose vittime rappresentando senza dubbio il caso di inquinamento atmosferico più grave nella storia del Regno Unito.

E ad oggi, a ben 70 anni di distanza, cosa è realmente cambiato?

Londra era e resta una delle più grandi metropoli europee, tra le più moderne ed industrializzate, fattore che sicuramente influisce sull’allarme inquinamento tanto che la stessa BBC affermò in passato: «Ad agosto 2020 è stato emesso un allarme per l’inquinamento atmosferico a Londra».

Vista la situazione, complici anche i fantasmi del passato, il sindaco Sadiq Khan ha ben pensato di intervenire dichiarando «Londra sta importando inquinamento dal continente insieme a un aumento delle emissioni locali, l’aria di Londra è un killer silenzioso e bisogna intervenire subito per prevenire ulteriori danni alla salute dei cittadini».

L’iniziativa del sindaco

Vista dunque la situazione, il sindaco di Londra Sadiq Khan, ha annunciato lo scorso 25 novembre un piano di intervento per ripulire Londra dall’inquinamento.

Ricordiamo che nel 2019, per lo stesso motivo, nacque la cosiddetta zona ULEZ (Ultra Low Emission Zone). In base a questo progetto, nelle zone di interesse, bisogna avere veicoli poco inquinanti. L’alternativa? Pagare una sorta di “multa“, una tariffa giornaliera di 12,5 sterline con un’aggiunta di 11,5 per la Congestion Charge. Sanzione applicata a tutte le auto a benzina che non sono Euro 4, alle auto diesel non Euro 6 e ai motocicli non Euro 3. Per autobus e camion, dovranno essere Euro VI altrimenti la tariffa giornaliera ammonta a 100 sterline.

Ecco dunque che l’iniziativa del sindaco è proprio quella di ampliare la zona ULEZ partendo dalle periferie inglesi fino ad arrivare, entro agosto 2023, a ricoprire gran parte della città.

Ovviamente tutto ciò è accompagnato da una serie di aiuti per i cittadini per facilitare il passaggio ad auto meno inquinanti stanziando un programma di rottamazione da 110 milioni di sterline destinato a determinate categorie di cittadini ed attraverso la diffusione di abbonamenti annuali gratuiti per autobus e tram. 

Utopia pensare ad una simile iniziativa in Italia? Chissà… Sta di fatto che l’inquinamento atmosferico riguarda ormai gran parte del territorio europeo e non solo, e non dovrebbe essere solo il sindaco inglese ad accorgersene.

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