Riprende la Serie A senza tifosi tra nuovi protocolli e vecchie abitudini

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È cominciato il Campionato di Serie A 2020/21, tardissimo rispetto al solito. Il fischio d’inizio il giorno 19 settembre e già si preannuncia una stagione da vivere con ansia e tanta fretta: 380 partite da distribuire in un calendario già fitto di impegni tra Nazionale e Coppe, che dovrà terminare entro il 23 maggio.

Li avevamo lasciati a febbraio, quando anche l’immensa potenza economica del calcio ha dovuto cedere il passo alla pandemia. Durante la quarantena i calciatori ci hanno insegnato come potersi allenare da casa e ci hanno fatto compagnia con lunghe passeggiate sui tapis roulant, con le challenge social sul numero di esercizi eseguiti e qualcuno addirittura con lezioni di cucina.
Abbiamo imparato a riconoscere il lato umano di ragazzi anche spaventati, lontani dalle famiglie e dai clamori mediatici che il campo riserva.
Certo qualcuno ha trasgredito e qualcun altro si è ammalato per un gesto incosciente, ma quanto ci sono mancati?
Come un lento risveglio dopo il letargo, li abbiamo cercati nei ritiri e ci ha rassicurato rivederli seppur da lontano e con le mascherine.
Adesso il circo è ripartito ma senza la presenza dei tifosi, per adesso. Per quanto in Europa qualcuno provi a forzare la mano, preannunciando il ritorno dei tifosi sugli spalti, sono ancora lenti e timorosi i passi fatti in Italia in tal senso.
Nel giorno della ripresa della Serie A, il Governo ha deciso di aprire gli eventi sportivi al pubblico ma solo dove sia possibile garantire il distanziamento e tutte le procedure di sicurezza.
Fino al 7 ottobre, giorno in cui scadrà il dpcm attualmente in vigore con le norme anti-covid, sarà possibile per 1000 persone assistere agli eventi sportivi.
In realtà, in attesa di garantire il rispetto delle norme con delle procedure adeguate, i tagliandi vengono messi a disposizione di sponsor e ospiti, nell’attesa che diventi possibile estendere il privilegio a più tifosi, ma il percorso è irto di difficoltà.
Intanto le società continuano a sottoporsi a continui tamponi e misure restrittive per scongiurare il pericolo di far saltare i match, com’è accaduto al Napoli che il 13 settembre avrebbe dovuto incontrare in amichevole lo Sorting Lisbona, partita poi annullata per la positività di alcuni portoghesi. Si attende anche la chiusura di una sessione di calciomercato prolungatasi a causa della pandemia.
Pochi i veri colpi di mercato, ma certamente l’attenzione è stata catturata dalle solite manovre di chi, incurante delle regole, ha provato a “comprare” la cittadinanza italiana ad un giocatore straniero. Ma in quel caso è colpa di chi ha fissato il numero massimo di giocatori extracomunitari per ogni squadra, è normale che chi abbia abbastanza potere provi ad aggirare gli ostacoli servendosi del timore reverenziale.
Nell’incertezza di come si andrà avanti: tra minacce di nuove chiusure e giocatori positivi, ci godiamo lo spettacolo più seguito e atteso nel mondo.
Magari questo nuovo corso ci regalerà nuovi protagonisti e grandi emozioni.

di Alessandra Criscuolo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

 

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