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Rinascere si può: dal Rione Sanità una lezione per le aree degradate

Patience Montefusco 07/09/2022
Updated 2022/09/07 at 5:17 PM
4 Minuti per la lettura

Un tempo il Rione Sanità era considerato uno dei quartieri più degradati di Napoli, oggi invece è luogo di attrazione per i turisti provenienti da tutte le parti del mondo.

Qui, nella giornata di lunedì 4 luglio 2022, è stata inaugurata la prima Scalinata della cultura, un’opera di Paolo La Motta. L’artista ha dipinto le scale di via Cagnazzi riportando il titolo di una poesia, di una favola o di un libro su ogni scalino; un’iniziativa degna di lode in grado di unire arte e cultura. All’evento di inaugurazione non è passata inosservata la presenza di ragazzi e bambini, molti dei quali hanno partecipato attivamente alla realizzazione di quest’opera: è un segnale di grande importanza, da non sottovalutare! 

Sulla pagina Facebook della Municipalità 3 di Napoli Stella – San Carlo all’Arena si legge:  «Abbiamo inaugurato la prima scalinata della cultura grazie all’iniziativa promossa dal Centro Diurno Progetto OASI di via Cagnazzi di Pina Conte. Queste scale abbandonate sono state riqualificate grazie all’intervento dell’artista Paolo La Motta. Con l’aiuto dei bambini, ogni scala è stata intitolata a titoli e autori che hanno lasciato l’impronta del Rione Sanità. Riqualifichiamo gli spazi attraverso la cultura». 

Le iniziative di riqualifica e rinascita del territorio devono servire da esempio per tante altre zone degradate che hanno voglia di tornare a splendere. Un po’ come la nostra Castel Volturno, luogo che ha le potenzialità per diventare centro di scambio culturale tra le vecchie e le nuove generazioni. Chiudiamo per un attimo gli occhi e proviamo ad immaginare quanti spazi potrebbero essere sfruttati al meglio per dare dignità al nostro territorio. 

Lasciare che il bello si faccia spazio tra il brutto e il degrado, è una cosa possibile.

Si tende a dimenticare l’esistenza di valori di primaria importanza di cui i giovani sono in possesso: modernità, innovatività e creatività. Lasciare spazio ai giovani, come già avuto modo di dire in diverse occasioni, è la soluzione giusta; coinvolgiamoli nelle attività di recupero urbano, insegniamo loro l’amore per l’ambiente in cui vivono anche alla luce del cambiamento climatico a cui assistiamo. 

A chi spetta questo ruolo? Non soltanto alle Istituzioni, ai genitori e alla scuola, ma a tutti i cittadini chiamati a vivere in una società civile. Ciascuno si faccia portavoce di questi principi. In che modo? Basta dare l’esempio. I bambini crescono imitando gli adulti e riproponendo lo stesso modello comportamentale dell’ambiente in cui vivono. 
Basta impegnarsi a fare la raccolta differenziata nei giorni e negli orari preposti, non gettare rifiuti fuori dai finestrini mentre si è in auto, lasciare pulita la spiaggia dopo una giornata di mare, rispettare l’ambiente in ogni sua forma. 

Piccoli gesti che possono cambiare il vivere civile e lo “strano” concetto di educazione a cui siamo abituati. Gli adulti hanno un ruolo fondamentale sotto questo punto di vista, in quanto le generazioni future hanno diritto a vivere in un mondo migliore. 

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