Rimbaud e Proust nel racconto di Antonio Pascale

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Bene, bene, bene. Parliamo di qualcosa di interessante. Venerdì 6 dicembre, al Teatro Civico 14, Antonio Pascale ha tenuto una lezione spettacolo su Rimbaud e Proust. I due autori francesi hanno assunto per una sera l’appellativo di “allenatori”, in particolare allenatori dei sensi. Sì, perché secondo la tesi proposta da Pascale, la vita non può essere capita. Può essere, invece, sentita.

E come accade in tutte le situazioni in cui ci si pone un obiettivo, anche il sentire la vita richiede esercizio. La lettura della poesie di Rimbaud, per esempio. Poeta che piomba nella vita dell’autore dopo una fortunata coincidenza, scaturita da una serie di sfortunati eventi.
Pascale racconta dell’estate del 1982, anno in cui ha sostenuto quattro esami di riparazione che gli sono costati le vacanze. Ma sarà proprio in quell’estate che avverrà l’incontro con il maudit, il poeta ragazzo alla strenua ricerca dell’anima della poesia.
Mentre l’incontro con Proust, e con la Recherche, avviene in un momento altro e quasi in modo salvifico. Alle prese con un crisi legata al compimento dei trent’anni di età, sarà Proust a riconciliare il sonno dell’autore. E non pensate a male…

Rimbaud e Proust vengono raccontati tramite dei cenni biografici e attraverso la loro opera. Non sembrano avere molto in comune, se non una sorta di stravaganza caratteriale. In realtà entrambi ci invitano a sentire la vita nel suo senso più ampio. Ritrovare il tempo significa osservare la collettività degli eventi, senza perderne neanche un attimo. Sentire la vita è diventare osservatori e attori di essa. Essere dentro e fuori allo stesso tempo.

Noi abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con Antonio Pascale e ve le proponiamo, in attesa della seconda puntata, il 3 gennaio, che avrà come protagonisti Cechov e Joyce.

 

di Marco Cutillo
riprese di Francesco De Gennaro 

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