Riflessioni sul Coronavirus: il micro-organismo che ha sconvolto il mondo.

Magazine Informare è sempre attento ai vari avvenimenti che possono creare stravolgimenti o minare il tessuto sociale ed ha, quindi, analizzato, da svariati punti di vista, l’impatto generato dal Covid-19 nei riguardi della società. Proprio sul tema, soprattutto nell’ottica di previsioni future, il giornale ha avuto il piacere di intervistare Giovanni Fausto Piscitelli, avvocato e giornalista pubblicista che negli anni ’90 ha collaborato con “Il Mattino”, “Il Golfo”, il “Roma” e che ha ricoperto incarichi di dirigenza presso l’Amministrazione finanziaria della Campania con compiti di Direzione di Uffici, nonché attuale docente di Diritto Finanziario presso l’Università Telematica Pegaso e di Giudice Tributario presso La Commissione Tributaria Provinciale di Milano.
Inoltre mi corre l’obbligo di segnalare il suo spessore culturale, anche in campo non economico – giuridico, quale attento osservatore della realtà che in questo momento sta attanagliando tutti noi dal punto di vista sanitario.  

Avvocato, innanzitutto la ringrazio per aver accettato di partecipare nuovamente ad una nostra intervista  consentendoci così uno scambio di idee libere che sono uno sprono alla riflessione.  

Forse la meraviglierò, ma ho scoperto che i suoi studi universitari si sono conclusi con la redazione di una tesi sull’antropologia criminale, quindi non le sarà difficile analizzare il comportamento sociale dei cittadini in questo particolare momento storico. Che ne pensa e che bilancio si può fare? 

«Prima di parlare di bilancio occorre comprendere le motivazioni di ciò che è accaduto in questo periodo di grave malattia infettiva e caratterizzato da molti interventi, talvolta contraddittori, sulle dinamiche e previsioni di contagio del Coronavirus che in breve tempo da epidemico prima, è passato rapidamente a quello pandemico, seminando sconcerto e paura in tutto il mondo. Segno che la società virtuale è molto cambiata, tanto è vero che con un semplice click siamo in grado di sapere tutto ciò che accade negli altri Paesi del mondo, onde poter conoscere, in tempo reale, l’evoluzione e quindi, lo stato dell’arte dell’evoluzione della malattia e di quanti contagi ha diffuso il virus nonché della prevenzione da mantenere per evitare ulteriori danni. Non dimentichiamo i tanti morti che questa malattia ha mietuto in Italia e nel mondo. Allo stesso tempo acquisiamo i consigli indispensabili degli esperti per evitare ricadute negative che possono aggravare la situazione sanitaria» 

Che comportamento devono avere i giovani in questo periodo di pandemia?  

«Basti pensare, ad esempio, al modus vivendi dei giovani che talvolta vanno al di là di una corretta conduzione di vita minando la propria salute e diventando quindi più fragili in caso di malattie che possono manifestarsi. La prova è data dall’alto contagio che, in un clima di tal genere, si diffonde immediatamente rendendo tutti estremamente esposti nel momento in cui il virus si introduce nel nostro organismo, portando molte persone alla morte. Più che mai, quindi, i danni che può arrecare questa malattia sono molto gravi ed imprevedibili».  

Le conseguenze di questa grave malattia possono considerarsi irreversibili, nel senso che ci consentiranno il ritorno normalità 

«Molto dipende dal grado di responsabilità dei cittadini nell’adottare comportamenti corretti dal punto di vista dell’igiene e del mantenimento del distanziamento sociale, poiché questo Coivid-19, rispetto ad altri tipi di virus che sono stati presenti nei nostri territori, è molto più pericoloso per la sua alta potenza virale. D’altronde il mondo medico e gli scienziati concordano sul fatto che la prevenzione ha un ruolo determinante in questo periodo di pandemia».  

Ritiene che nel post  covid si verificheranno dei mutamenti nei rapporti sociali?   

«Non vi è dubbio che tutto ciò che sta accadendo e l’alto numero dei contagiati e dei morti, lascerà un segno indelebile nelle nostre menti. Va pure detto però che questo stato di isolamento domiciliare, che ci ha visto costretti ad un sacrificio senza precedenti per tutto il tempo che stiamo ancora trascorrendo lontano dal mondo sociale, ci ha fatto riscoprire quei valori di affetto e coesione familiare che prima si erano completamenti affievoliti dando spazio ad una vita per lo più improntata sul divertimento e come si dice, sul “carpe diemQuindi, come la sociologia ci insegna, dai grandi mali si possono cogliere moniti positivi per correggere la propria condotta di vita nel segno dell’equilibrio». 

Cosa pensa sull’attuale situazione economica del Paese? Potrà esserci una rapida ripresa produttiva e commerciale?  

«Sono ottimistperché noi Italiani, quando è necessario, siamo pronti a rimboccarci le maniche e recuperare per quanto possibile il perduto. Lo sta dimostrando l’accorato appello di tutti gli imprenditori a voler riaprire le proprie attività per evitare il tracollo economico – finanziario che comporterebbe una ricaduta negativa sulla possibilità di guadagno di ciascun imprenditore, ma soprattutto sui cittadini che di fatto, da quasi due mesi, non stanno più lavorando. In verità va anche detto che le grandi imprese, anche se in modo ridotto, non hanno subito uno stop completo; la profonda crisi, ad essere obbiettivo, la stanno vivendo le piccole imprese, gli artigiani e i commercianti. E’ compito dello Stato e del nostro Governo, intervenire con determinazione ad aiutare tutti i cittadini per consentire loro la sopravvivenza. E’ chiaro, che il nostro Stato, facente parte della Comunità Economica Europea, interagisca con i Paesi dell’Unione per la richiesta di aiuti economici, nel rispetto del principio della solidarietà che in questi casi deve prevalere attraverso un’unità di intenti volta a soccorrere gli Stati più svantaggiati dal punto di vista economico. L’auspicio deve essere quello di velocizzare gli aiuti economici, al fine di eliminare qualsiasi condizione e complicazione di rallentamento per motivi burocratici che possano ritardare, quindi danneggiare, una rapida e valida ripresa produttiva».
 

Che messaggio lancia ai giovani in questo tempo di pandemia? 

«I giovani hanno un ruolo importante nella vita del Paese, il futuro è nelle loro mani, una considerazione diversa sarebbe deleteria; lo ha sostenuto lo stesso Presidente Mattarella affermando che bisogna dare più fiducia ai giovani nella costruzione del futuro incentivandoli nelle attività produttive e nella ricerca scientifica e fornendo loro tutti i mezzi per l’avvio delle attività a loro congeniali. Ormai, come si può osservare, titolo “esemplificativo”, sono numerose le associazioni Onlus costituite in Italia che operano per il raggiungimento del principale scopo di supportare tutte quelle iniziative professionali e di ricerca a cui lo Stato, talvolta, non riconosce adeguata attenzione. Al riguardo, un’opera costante di solidarietà verso gli ultimi, ho avuto modo di coglierla, in particolar modo, in una associazione senza scopo di lucro Iole Onlus, con sede a Napoli ma operante su tutto il territorio nazionale, che in modo silenzioso e fattivo ha compiuto diverse attività a beneficio del sociale, donando un sorriso che in questo momento purtroppo manca; mi riferisco al sostegno psicologico e non soltanto materiale che viene normalmente dato ottenendo riconoscenza per i nobili fini progettuali rivolti al mondo che soffre.  

In questo senso i giovani, a completamento della loro costante crescita intellettuale, possono unirsi nel contribuire al bene comune per potersi inserire a pieno titolo nei diversi settori professionali del mondo lavorativo. Il comune denominatore dei giovani deve essere improntato a principi di condivisione, solidarietà e di sacrificio, specialmente, in questa epoca in cui tutti siamo “nella stessa barca”. Concludo questa intervista nella certezza che passi questo messaggio tra i giovani nel rispetto della saggezza di quelle persone che con il loro contributo ed esperienza sono in grado di evitare quegli errori che le nuove generazioni potrebbero facilmente commettere. La futura classe dirigente deve, quindi, cogliere l’insegnamento da eventuali imprevisti che possono condizionare e stravolgere la vita normale con una ricaduta negativa sulla nostra esistenza. Mi piace, quindi, chiudere con l’affermare che “non tutti i mali vengono per nuocere”, ma da questi, seppure con qualche difficoltà, dobbiamo vedere il bene senza cadere in crisi psicologiche e sfiducia in noi stessi».
 

Dunque, dal mio punto di vista giornalistico, non solo condivido le cose dette dall’Avvocato Piscitelli, ma occorre far comprendere quanto sia essenziale il ruolo della politica, che deve prendersi le proprie responsabilità nel sostenere la scuola e la ricerca in tutti i campi per la formazione di studenti volenterosi e di validi professionisti che spesso sono costretti a mettere a disposizione la loro intelligenza e la loro esperienza fuori dall’Italia. Tutto ciò va evitato per il bene dei giovani che possano contribuire alla crescita del nostro Paese, responsabilizzando le Istituzioni ad avere più attenzione verso questi ultimi, se si desidera un loro proficuo inserimento nel mondo del lavoro finalizzato al progresso economico del nostro Stato.

di Salvatore Sardella

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