etilometro

Rifiuto di sottoporsi all’etilometro in strada: i chiarimenti

Davide Daverio 19/01/2023
Updated 2023/01/18 at 4:07 PM
3 Minuti per la lettura

Una delle principali cause di incidenti stradali, assieme all’uso del telefonino, è la guida in stato di
ebbrezza
. Negli ultimi anni le norme relative all’accertamento ed alla quantità di alcol che
l’automobilista può assumere prima di mettersi alla guida, si sono fatte sempre più stringenti. Gli
agenti di polizia hanno la facoltà di effettuare l’accertamento utilizzando l’etilometro “in ogni caso d’incidente, ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psico-fisica derivante dall’influenza dell’alcool”.

È da premettere, però, che trattandosi di indagini compiute dagli organi di polizia, bisogna garantire all’automobilista che il compimento dell’alcoltest avvenga nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini. A tale scopo, gli agenti accertatori hanno l’obbligo di avvisare il conducente della facoltà di farsi assistere dal proprio avvocato durante il test. Tale obbligo, però, non è imprescindibile, giacché lo stesso viene a mancare laddove l’automobilista opponga il rifiuto di sottoporsi al test dell’etilometro. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza 39134 del 18 ottobre 2022.

Circolazione stradale e accertamento con etilometro: il caso

La vicenda ha avuto inizio quando un automobilista è stato condannato, sia in primo grado che in
appello, alla pena di mesi sei di arresto ed euro 1.500,00 di ammenda per essersi rifiutato di
sottoporsi agli esami con l’etilometro
, con l’aggravante dell’avvenuta commissione del reato tra le
ore 22:00 e le ore 7:00. Avverso la sentenza d’appello, l’automobilista proponeva ricorso per
cassazione lamentando, tra l’altro, la nullità delle operazioni svolte dalla polizia giudiziaria per non
averlo avvisato della possibilità di nomina di un difensore durante il test, precisando, a suo dire,
che l’obbligo a carico degli agenti sussista anche in caso di rifiuto espresso da parte
dell’interessato.

La Corte di Cassazione, invece, è stata di avviso contrario, e con un’analisi abbastanza articolata
della normativa vigente, ha ritenuto che se la legge stabilisce letteralmente che gli agenti “Nel
procedere agli accertamenti” hanno l’obbligo di avvisare l’automobilista della facoltà di farsi
assistere da un difensore, in caso di rifiuto, visto che lo stesso viene manifestato dall’automobilista
prima dell’inizio degli accertamenti, l’obbligo di avviso posto a carico del personale di polizia
decade proprio perché il procedimento dell’alcol-test non ha avuto inizio. Nel caso di specie,
l’automobilista si era rifiutato fin da subito di sottoporsi agli accertamenti, e quindi, in tal caso,
afferma la Corte, il reato si perfeziona nel momento stesso dell’espressione della volontà di
sottrarsi al test.

Pertanto, è bene prestare attenzione evitando di mettersi alla guida magari dopo una cenetta in cui
si è alzato un po’ il gomito, perché le conseguenze derivanti dalla positività all’alcool test, o dal
rifiuto di sottoporsi ad esso, sono abbastanza pesanti.

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