Rifiuti: la prossima frontiera

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Gabriella Marfé è ricercatrice presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, mentre Carla Di Stefano è ricercatrice presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; due eccellenti studiose che hanno contribuito a produrre due libri su un tema di attualità stringente: i rifiuti tossici e i relativi rischi per la nostra salute. La casa editrice è la Bentham Science specializzata in scienza, tecnologia e medicina che, con le sue riviste e libri accademici, fornisce a ricercatori accademici e professionisti industriali le informazioni più recenti in diversi campi della scienza e della tecnologia.

Il primo dei due si intitola Hazardous Waste Management and Health Risks.

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Il secondo Risks and Challenges of Hazardous Waste Management: Reviews and Case Studies.

Mentre il primo illustra la necessità di una idonea regolamentazione della gestione dei rifiuti per evitare rischi per la salute pubblica, il secondo spiega il concetto di gestione dei rifiuti biomedici e la necessità del loro smaltimento sicuro riportando esempi di come la gestione inadeguata abbia causato un enorme danno ambientale e problemi per la salute pubblica.

Per comprendere meglio le tematiche affrontate ne abbiamo parlato con le due curatrici.

Alla domanda di come sia nata l’idea di scrivere due libri sui rifiuti tossici, il loro smaltimento e i rischi sulla salute, Gabriella spiega: «L’inquinamento è oggi una delle maggiori sfide da affrontare perché costituisce indubbiamente una minaccia sia per l’ambiente che per la nostra salute».

Alla seconda domanda su cosa più specificatamente parlasse il primo libro ancora Gabriella ha spiegato: «Si sono voluti analizzare i diversi aspetti della gestione di tali rifiuti e l’importanza del loro corretto smaltimento per salvaguardare la salute pubblica e tutelare l’ambiente». Come è risultato drammaticamente in molti territori, i rifiuti sono stati smaltiti illegalmente spesso sotterrandoli o riversandoli nei canali. In questo modo l’acqua, il suolo e l’aria sono stati inquinati con conseguenze dirette per l’uomo, non solo a causa dell’aria che respiriamo, ma anche attraverso il cibo: infatti le sostanze tossiche disciolte nel terreno possono raggiungere eventuali campi dedicati all’agricoltura e, di conseguenza, ‘entrare’ direttamente nella frutta e nella verdura coltivate, con enormi rischi per la salute che variano a seconda del tipo di sostanza, delle dosi, della durata di esposizione e della frequenza. Ma ci sono grossi problemi anche per la sterilità maschile. Infatti, studi recenti hanno rilevato una riduzione della concentrazione degli spermatozoi di oltre il 50% nell’ultimo mezzo secolo nei paesi occidentali ed inoltre si è osservata una riduzione della loro vitalità e mobilità. In effetti, questi studi hanno trovato che alcuni inquinanti possono modificare anche la struttura del loro DNA. Ed è proprio di questi giorni la tremenda notizia della scoperta di particelle plastiche nella placenta materna. Il libro vuole dunque illustrare alcune proposte per una gestione sostenibile dei rifiuti con la finalità di arrivare alla strategia a rifiuti zero.
Del secondo libro e dei temi affrontati è la d.ssa Carla Di Stefano a spiegare che vengono illustrati metodi e trattamenti per la gestione dei rifiuti pericolosi sanitari ed elettronici il cui errato smaltimento ha conseguenze altamente pericolose per l’ambiente e per l’uomo. Ogni rifiuto elettrico o elettronico contiene al suo interno sostanze che possono causare danni enormi. I clorofluorocarburi, presenti nei frigoriferi, congelatori e condizionatori, raggiungono la stratosfera distruggendo la fascia di ozono, aumentando il rischio di tumori alla pelle, malattie degli occhi e indebolimento del sistema immunitario. Il piombo, contenuto nelle saldature degli apparecchi, può provocare effetti tossici acuti e cronici sulle piante e sugli animali, e nell’uomo gravi danni al sistema nervoso es al sistema vascolare. Il cadmio, che si trova in componenti, semiconduttori, tubi catodici di vecchio tipo, può portare a danni irreversibili ai reni, al sistema osseo e disturbi della crescita. Ed è, soprattutto, altamente cancerogeno. Il mercurio, che si trova in termostati, sensori, interruttori, attrezzature medicali e cellulari, viene assorbito facilmente dagli organismi e trasferito, tramite i pesci, nella catena alimentare. Nell’uomo può provocare danni al cervello ed al coordinamento. A questo proposito Carla insiste sulla notizia di questi ultimi giorni prima citata puntualizzando che lo studio uscito da poco ha dimostrato la pericolosità delle microplastiche ovvero frammenti microscopici, particelle tra i 5 e i 10 micron, che per la prima sono stati trovati nella placenta umana. «Questo ci deve far capire il rischio che corrono soprattutto le nuove generazioni – afferma la d.ssa Di Stefano – quante volte vediamo mascherine e guanti gettati lungo i bordi dei marciapiedi: uno scenario ricorrente nella nostra quotidianità». Il rischio di questi comportamenti mette in evidenza gli effetti negativi che ne possono derivare: da una parte l’abbandono di dispositivi realizzati in fibre di polipropilene o poliestere – ovvero plastica – oppure lattice, nitrile, PVC e altri materiali che se non sono smaltiti correttamente alle prime piogge, dai tombini possono arrivare ai fiumi, laghi e mari inquinandoli ulteriormente; dall’altra parte non dobbiamo dimenticare che questi dispositivi possono essere potenzialmente infetti e quindi il loro smaltimento deve avvenire in piena sicurezza.

di Tommaso Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 213 GENNAIO 2021

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