Rifiuti, in piena estate il Comune rimpiazza la Teknoservice

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Una scelta molto azzardata dell’amministrazione comunale di Castel Volturno, che in piena estate rimpiazza la ditta deputata alla nettezza urbana.

CASTEL VOLTURNO – Si sa, se c’è un periodo centrale per il comune di Castel Volturno quello è l’estate. Da Napoli molti villeggianti fanno ritorno nelle case estive per godersi l’estate, mentre i castellani “fissi” vedono il proprio territorio gonfiarsi di persone e traffico. Insomma: un periodo nevralgico in cui il comune vede moltiplicare a dismisura la sua popolazione. Arrivare preparati all’estate, per il comune castellano, è letteralmente essenziale.

Piano parcheggi, nettezza urbana e controlli per la movida serale sono all’ordine del giorno per un comune litoraneo nel periodo estivo.

Facendo queste dovute premesse, arriva una notizia incredibile: in pieno periodo estivo l’amministrazione comunale di Castel Volturno indice una gara d’appalto (“ponte”) della durata di 10 mesi, per individuare l’impresa che prenderà il posto della Teknoservice per  la pulizia del territorio.

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L’oggetto della gara è: “Procedura aperta per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta in modalità porta a porta e conferimento dei rifiuti solidi urbani e servizi complementari del comune di Castel Volturno – “GARA PONTE PER 10 MESI”. Ad aggiudicarsi la gara è stata “Isola Verde Ecologia srl“.

Resta lo stupore davanti ad un cambio della guardia che arriva proprio in piena estate e che vede la Teknoservice, da anni responsabile della nettezza urbana del comune, perdere la gara d’appalto. Le domande sorgono spontanee a cittadini ed imprenditori, soprattutto riguardo l’efficienza organizzativa della nuova azienda che si troverà ad operare in pieno agosto. In genere all’estate ci si arriva preparati, con una programmazione anticipata che non deve trascurare nulla, anzi deve sopperire ad un’emergenza insita nelle 200mila presenze che il comune raggiunge nel periodo estivo e una raccolta che, spesso, supera le 200 tonnellate die. Di fronte a questa scelta gli interrogativi degli operatori economici, e non solo, sono innumerevoli… soprattutto perché questo rischio andrebbe a sommarsi ai “rebus estivi” che il territorio vive da tempo, come i roghi tossici.

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