Rientro in classe, caos al Flacco di Portici

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La scuola è iniziata anche nella regione Campania e, in maniera del tutto prevedibile, segnalazioni di disagi non tardano ad arrivare. Tra le varie in basso viene presentata la situazione del Liceo Quinto Orazio Flacco di Portici, grazie alla testimonianza di una studentessa.

“Questa non è scuola”

“Arrivati a scuola la situazione era già disastrosa. Nonostante la turnazione in ingresso 8:15 per il triennio e 9:15 per biennio, si sono creati prevedibili assembramenti nei plessi scolastici, avendo un solo ingresso.
Alcuni dispenser per il gel non funzionavano. La temperatura non è stata misurata all’ingresso ed i banchi singoli richiesti a giugno ovviamente non c’erano. Non si tratta solo di senso di responsabilità che sono convinti essere assente in noi giovani, non è così. É realtà dei fatti. Questa non è scuola. Si possono fare tremila sacrifici, ma ci sono modi alternativi per garantire l’istruzione. Modi che non implichino il giocare con la vita delle persone, perché è questo che si sta facendo.
Riaprire la scuola a tutti i costi ha significato voler mantenere un immagine pulita che non è possibile mantenere, in uno Stato dove ancora ci si venda gli occhi davanti al crollo totale dell’istruzione.
Al Flacco siamo circa 1200 studenti, in aule non adatte, troppo piccole o aule adattate. Senza la giusta misura, la giusta sicurezza e la giusta serenità garantita a noi studenti e ai nostri docenti. Qui non si sta parlando di uno scherzo, c’è la vita di persone in gioco. Alcuni di noi sono costretti a tenere la mascherina per 5 ore, cosa che fa male, ci sono persone che hanno patologie, lavoratori fragili. Queste non sono le condizioni giuste per stare a scuola”.

La passività del dirigente scolastico

Un altro studente del liceo ci ha inoltre fatto sapere che “al momento della calca iniziale all’esterno della scuola la preside era fuori ad osservare che non si entrasse in assembramento nell’edificio, conseguenzialmente permettendo l’assembramento all’esterno senza intervenire”.

Nel pomeriggio la dirigente ha deciso di contattare i rappresentanti di istituto ai fini di una collaborazione con la componente studentesca, a seguito dei vari problemi sopra elencati.

Oggi c’è stata un’altra protesta per la riconquista degli spazi didattici da parte del collettivo di studenti del Vittorio Emanuele di Napoli.

Insomma, dopo neanche 24 ore dal primo suono di campanella tutto lascia presagire un inizio delle lezioni a dir poco turbolento.

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