Riciclare la lana si può: le metodologie di riciclo per una moda sostenibile

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Cambio stagione, cambio d’indumenti. Messi da parte gli abiti leggeri, al loro posto sopraggiungono capispalla o tessuti caldi e morbidi come la lana, il velluto o il cachemire. Nel bel mezzo della riorganizzazione dell’armadio non manca occasione per fare decluttering ovvero eliminare capi ed accessori ormai vecchi, fuori moda e inutilizzati per far spazio a qualcosa di nuovo o necessario. Ma a ben guardare alcuni degli indumenti scartati possono essere anche rigenerati se caratterizzati da un determinato requisito: essere composti da materiali riciclabili.

Il cotone, il cachemire, la lana ed anche il jeans sono composti da fibre tessili tali da consentire un nuovo ciclo vitale. Di fatto, rigenerare un tessuto significa proprio concedere una seconda possibilità ad un abito come ad uno scarto tessile. Si procede a riportare quel tessuto allo stato di fibra quindi per la seconda volta viene lavorato per essere un filato e tessuto per diventare un capo d’abbigliamento. Oltre che affascinante, la rigenerazione è un processo altamente sostenibile perché esclude la lavorazione continua di fibre vergini e la creazione di sempre nuovi filati, tessuti, abiti et similia.

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Scegliere abiti rigenerati poi, comporta sostegno alla salvaguardia dell’ambiente, massimizzazione del riutilizzo degli scarti, riduzione d’uso di acqua e rifiuti, ma anche miglioramento delle condizioni sociali e supporto all’economia circolare. Tanti lati positivi contrastati da un’unica nota a sfavore: infatti seppur di supporto al riciclo etico, le fibre non possono essere rigenerate all’infinito. Nell’atto di rigenerazione della lana, ad esempio, la fibra tende a restringersi tant’è che allo stato vergine è lunga, mentre allo stato rigenerato questa è corta. Il problema a monte di tutto il sistema è che si produce troppo e male, i tessuti investiti nel fast fashion sono quasi totalmente in fibre non rigenerabili e miste.

Il mixare fibre è un atto utilizzato anche negli indumenti in lana, è sempre più raro trovare etichette che garantiscano il 100% di un solo materiale. Per tal motivo, nel sistema della rigenerazione gran parte del tempo è dedicato allo smistamento delle fibre, letteralmente gli stracci vengono categorizzati per la consistenza ed il colore. Con la loro lavorazione si crea una nuova materia per ideare tessuti e si raddoppia il ciclo vitale complessivo di quelle stesse fibre rimandando il momento in cui diventeranno rifiuti. Con la rigenerazione si ottengono tessuti di ottima qualità e con un duplice e a volte anche triplice valore.

Nella lana tre possono essere i processi da attuare: può avvenire meccanicamente quindi senza alcun intervento chimico ad alto impatto ambientale, si può prevedere un’inversione del sistema di utilizzo della lana stessa in cui il suo utilizzo potrebbe essere impiegato nelle imbottiture ed infine, è ipotizzabile ed attuabile il non intaccare il tessuto, ma reindirizzarlo ad altro uso modificando la forma. Si può quindi utilizzare uno stesso capo per un fine diverso evitando la rigenerazione ove possibile.

Queste metodologie di riciclo vengono adottate da fine Medioevo specialmente nella città di Prato, in Toscana, rinomata per la lavorazione della lana. In particolar modo nell’azienda Manteco giungono da tutto il mondo balle di maglie e abiti in lana che i tecnici separano accuratamente in base a colore e tipologia.

Nulla diventa scarto neppure lo scarto stesso, questo viene di fatti recuperato in un reparto appositamente dedicato dove insieme a sfridi, cimose, prove di campionatura o tessitura in avanzo vengono lavorati per rinascere per nuovi usi. Questo concetto di riutilizzo e riproduzione è un ottimo sistema che varrebbe la pena attuare in più ambiti del settore moda. La stessa creatività impegnata a ideare sempre nuove linee di abbigliamento andrebbe convertita all’impegno del riciclo, della rigenerazione e del riuso per un mondo ancor più bello e ovviamente sostenibile.

di Chiara Del Prete

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°223 – NOVEMBRE 2021

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