Responsabilità medica e Covid-19: serenità e non denunce, questa la ricetta

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Le immagini dei medici durante il periodo di lockdown hanno colpito tutti e non devono essere dimenticate.

Alla luce di questo bisogna interrogarsi anche sugli strumenti giuridici da utilizzare, dal momento che la situazione eccezionale è stata fronteggiata con strumenti ordinari sia per i medici che per gli avvocati. Serve ora una strategia comune per evitare le tante denunce rivolte agli operatori sanitari. È stata questa la base su cui si è sviluppato il convegno «Responsabilità medica e Covid-19: angeli o demoni?». A promuoverlo l’Ordine dei Medici di Caserta e quello degli Avvocati. L’incontro è stato ospitato dalla Fondazione Forense in via Lussemburgo a Santa Maria Capua Vetere.

La Presidente dei Medici casertani Maria Erminia Bottiglieri così ha esordito: «I medici in questo momento hanno bisogno della serenità per poter lavorare ed assistere i pazienti e non di denunce nè di rabbia.
La collaborazione con gli avvocati è, dunque, importantissima. Da qui può nascere qualcosa di utile per affrontare nel migliore dei modi questa situazione di emergenza che ci ha seriamente provato. Abbiamo combattuto la pandemia senza aver chiari quali fossero i percorsi diagnostici e terapeutici ed è fondamentale il supporto anche morale per la nostra categoria affinchè continui la sua opera che è nel momento più delicato. Vorremmo vedere i cittadini accanto a noi per darci quella forza e coraggio che ci spingono a lavorare anche in condizioni difficili per il loro bene. Questo il messaggio che mi sento di lanciare». 

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Con la Bottiglieri, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Adolfo Russo: «Noi cittadini dobbiamo tanto ai medici. Li abbiamo riscoperti proprio in questa emergenza Covid. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati ci sarà sempre a tutela dei cittadini e dei professionisti, senza se e senza ma, ovviamente nei limiti di quelle che sono le proprie capacità e responsabilità e soprattutto in base a quello che è il proprio dovere di rappresentanza».

A ribadire l’importanza dell’incontro l’avvocato Michele Di Fraia, consigliere dell’Ordine del Foro sammaritano, delegato al penale: «Questo dibattito non solo è importante per la classe medica e legale, ma soprattutto per il legislatore che deve tutelare». Al tavolo anche i Presidenti della Scuola Forense Franco Buco e della Camera Penale Francesco Saverio Petrillo. Quindi, il sostituto Procuratore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Anna Ida Capone. A moderare Rossella Luglio del Foro sammaritano.

Incisive le testimonianze di alcuni medici impegnati direttamente nell’assistenza ai malati Covid. Ciascuno in base alla propria esperienza ha evidenziato le criticità riscontrate sia in ospedale che sul territorio, criticità che non sono ancora finite. Interventi di Maurizia Lanza, dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi-Cotugno, di Crescenzo Muto, chirurgo e consigliere nazionale Sicop. E ancora, Claudio Sgambato avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere e Omero Pinto specialista in medicina legale. Alfonso Sauro, per la medicina generale, ha sottolineato: «C’è stato soprattutto all’inizio grande disorientamento. Ci siamo autogestiti e dati delle linee guida interne seguendo le indicazioni internazionali e facendole nostre. Questo ci ha aiutato sicuramente. A Caserta, in particolare, c’è stata una grande collaborazione tra tutti, dall’Ordine dei medici all’Asl, alla Polizia Municipale. Questo ci ha permesso di superare delle problematiche non facili. Ora ci aspettiamo una riconoscimento della nostra professionalità come medici per poter svolgere con tranquillità il nostro lavoro, liberati finalmente dal peso della burocrazia che inficia e non poco le nostre prestazioni».

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