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Allora i rifiuti sono ormai la cronaca di un disastro annunciato. Problema ormai italiano (il rogo dell’impianto TMB di Roma, come quelli di Milano un mese fa, Caserta, Marcianise, Viterbo e altri, ce lo ricorda) e in costante avvitamento: continuiamo a proporre soluzioni che passano per la combustione dei rifiuti (che invece sarebbero una ricchezza se ben riutilizzati). Gli anticorpi sociali alla combustione dei rifiuti per fortuna sono aumentati nelle nostre comunità e quindi assistiamo a uno stallo tra posizioni contrapposte, il quale rende pericolosissima la fase attuale e a rischio di crisi gravi di raccolta e di conseguenti infiltrazioni della criminalità organizzata. Voto 2 


Plastiche 

Ieri su una spiaggia dell’Emilia sono stati trovati dei rifiuti plastici degli anni ‘70. Di fatto quasi 50 anni li hanno lasciati inalterati. Questo dà la misura del problema che partendo dalle famose isole oceaniche di plastica di 400 km2, arriva fino alla spiaggia di Licola o di Portici. In quest’ultimo comune recenti indagini hanno stabilito abbia nelle sue acque marine la più alta percentuale di microplastiche. Microplastiche talmente piccole che probabilmente spesso ce le mangiamo insieme al pesce, che le ha ingurgitate prima di noi.

Qualcosa però comincia a vedersi: la UE ha legiferato, per cui tra qualche anno elimineremo i piatti e bicchieri usa e getta, ma credetemi è tardi. Troppo tardi per un mondo che soffoca sempre più coperto dai nostri rifiuti. Dovremo tutti impegnarci molto di più personalmente per il futuro per usare da subito meno plastiche, per differenziarle quando le buttiamo e soprattutto non solo per non lasciarle nell’ambiente, ma soprattutto per raccoglierle quando le vediamo abbandonate da altri. Voto 4


Acqua informareonline-acqua-inquinate

La inquiniamo troppo, a tutti i livelli: industriale, agricolo, allevamenti e anche a livello personale. Manca la consapevolezza che l’acqua dolce è qualcosa di finito. Non si può produrla.

E con i cambiamenti climatici e l’aumento contemporaneo della popolazione mondiale ce ne sarà sempre meno.

Gli alvei campani, il Sarno, il Volturno, il Calore, la Solofrana sono sempre più inquinati, credo addirittura peggiorati in questo 2018. E con loro peggiora il nostro mare. I depuratori sono in gran parte una chimera: sono pochi e quei pochi funzionano male. Il problema dello smaltimento dei fanghi di depurazione è insoluto.

Sprechiamo troppa acqua da condutture colabrodo (50% di perdite medie) e in agricoltura, per una tecnica d’irrigazione ormai obsoleta. E anche ognuno di noi usa male l’acqua nelle nostre case: troppi rubinetti lasciati aperti a scorrere inutilmente, troppa acqua non utilizzata bene.

Il 2019 dovrà essere un anno di svolta perché il tempo comincia a scarseggiare e l’acqua con lui. Voto 2


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Dunque il meeting di Mantova agli inizi di questo dicembre ci ha ricordato che la riforestazione delle città è la risposta più urgente e più facile ai cambiamenti climatici. Perché ogni albero produce ossigeno e soprattutto assorbe polveri sottili tramite le sue foglie. Inoltre contribuisce al consolidamento del terreno e quindi combatte il dissesto idrogeologico oltre a fornire un’efficace risposta contro le bolle di calore estive, sempre più frequenti. Per cui la risposta è riforestare le città. Purtroppo in Campania (ma in tutto il Paese) siamo in profondo ritardo. Ed è un ritardo culturale oltre che operativo. Troppi cittadini non conoscono il valore degli alberi per la loro salute e li vedono come fastidiosi ingombri. Non abbiamo una cultura pubblica di valorizzazione del nostro patrimonio arboreo.

Non abbiamo amministrazioni in cui operano agronomi stabilmente, i quali sappiano indicare l’essenza giuste da piantumare e soprattutto sappiano curare il patrimonio arboreo che già abbiamo. Evitando le inutili potature che spesso si vedono e abbattimenti spesso non necessari. Su questo la strada da fare è tantissima ma tremendamente urgente.
Voto 0


Mi fermo qui.

Ci sarebbe da parlare di terra, aria, ma molti dei problemi citati precedentemente si ripeterebbero perché è tutto molto concatenato. L’augurio a tutti e tutte Voi per il 2019 è di prendere maggiore consapevolezza che il trattare bene la nostra madre Terra è la migliore assicurazione per un nostro futuro e per quello di chi verrà dopo di Noi.

E ognuno di Noi, nella propria quotidianità, può dare un contributo che può sembrare piccolo ma come sappiamo, sono le tante minuscole gocce di acqua che formano gli oceani.

di Roberto Braibanti
Tratto da Informare Magazine Gennaio 2019