Resale: bello e buono del rivendere abiti 

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Il 2020 si appresta a terminare. Quest’anno ci ha regalato un virus e tutte le sue conseguenze. Distanza sociale, amuchina come fiumi in piena e, non meno importante, l’uso della mascherina. È proprio lei, infatti, ad aggiudicarsi il primato d’oggetto più indossato e ricercato dell’anno.

A parità d’importanza c’è, però, una pratica in continua affermazione: il resale! Perché dar via abiti semiusati quando, per averli, è stato investito del capitale? Il presupposto non è sbagliato, se si tratta di indumenti di buona fattura, usati pochissimo oppure con ancora il cartellino d’acquisto. Tanto vale rivenderli e recuperare parte della cifra d’acquisto spesa se non guadagnarci ulteriormente. Di fatto, il termine ‘resale’ indica la pratica del rivendere mentre i reseller sono i rivenditori.

Solitamente i capi rivenduti sono pezzi esclusivi, di marchi prestigiosi o appartengono a collezioni in edizione limitata. In questi casi i capi non sono più in produzione e il loro valore aumenta notevolmente. Quest’uso di acquisto e rivendita è pura normalità in America mentre in Italia sembra essersi sviluppato da qualche anno ed ora è abbastanza comune. Oggetti del resale sono capi di marchi comeVetements, Supreme, Yeezy o Off-White che producono in quantità limitata oltre ad essere marchi streetwear, oggetto del desiderio dei più giovani. Ma ad essere rivenduti ci sono tanti capi, scarpe e accessori targati da grandi brand di lusso. Prada, Gucci, Chanel, Dior o Ferragamo solo per citarne alcuni.

Prevalentemente si vende ciò che è stato comprato ma mai sfruttato, oppure si cedono items di cui ci si è stancati. Pezzi da collezione o iconici venduti su piattaforme o app apposite. Ce ne sono tantissime e ognuna contiene molteplici scelte di prodotto, categorie e prezzi diversi. Desiderare un oggetto costoso è estenuante se, per l’elevata cifra, non ce lo si può permettere. Il resale aiuta chi possiede a vendere, guadagnando in termini di ritroso economico, e soddisfa chi acquista non dovendo pagare il valore totale del prodotto.

Ci sono, però, delle accortezze da fare. Non tutti i siti e le piattaforme assicurano che l’oggetto messo in vendita sia autentico. La piattaforma Vestiaire Collective, ad esempio, garantisce la validità dei prodotti perché, dopo l’acquisto e prima della spedizione all’acquirente, il pezzo in vendita viene controllato da professionisti che ne accertano o meno l’autenticità. Tutto ciò ha lo scopo di evitare la rivendita di oggetti falsi. Proprio per tal motivo molti diffidano del resale additandolo categoricamente come truffa. Onde evitare questo dispiacere è bene chiedere informazioni precise al reseller, chiedere maggiori foto, un eventuale attestato di autenticità se ne si è in possesso e se con l’oggetto in vendita è inclusa la shopper brandizzata che fa da packaging, solitamente rilasciata dai brand ufficiali.
Se poi il desiderio è tale da cedere alla tentazione non resta che affidarsi al buon senso del venditore. Depop, invece, è molto utilizzato per rivendere interi guardaroba, non per forza di marca. È un app simile ad Instagram nell’interfaccia. Si pubblicano foto dei capi con una descrizione, si forniscono indicazioni su taglia e prezzo ed il gioco è fatto. Starà agli altri utenti mettere like o contendersi il pezzo. Vince chi per primo clicca sul bottone ‘compra’.
Questo del resale è anche un buon metodo per fronteggiare l’inquinamento perché ai capi viene concessa una seconda possibilità e non s’intercorre nello smaltimento di fibre e filati composti o chimici. In alternativa, gli abiti smessi, se non danneggiati, possono essere donati a parenti, ai bisognosi, a realtà sociali locali o introdotti nei cassonetti arancioni ubicati in diversi punti di quasi tutti i comuni. Nel caso in cui, invece, non siano riparabili possono essere donati a canili e gattili, si possono riutilizzare per un riciclo creativo o per le pulizie domestiche. Sta a noi decidere cosa fare di ciò che possediamo e, per fortuna, esistono tutte le possibilità per fare scelte giuste.

di Chiara Del Prete 

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