Oxfam Report 2022 Disuguaglianze

Report OXFAM 2022: “La disuguaglianza uccide una persona ogni 4 secondi”

Redazione Informare 03/02/2022
Updated 2024/03/23 at 4:15 PM
8 Minuti per la lettura

Nel corso degli ultimi 2 anni di pandemia abbiamo sentito spesso: “Siamo tutti sulla stessa barca”. E se non fosse proprio così? Il nuovo report Oxfam 2022, analizzando gli ultimi sviluppi mondiali in termini economici, sanitari e ambientali, ha confermato scientificamente le contraddizioni e disuguaglianze del nostro sistema economico.

A partire proprio dalla frase generalista che ci vuole tutti sulla stessa barca: non è vero. Durante il primo anno di crisi pandemica, infatti, la ricchezza netta mondiale è andata ad aumentare assestandosi sui 418 miliardi a fine 2020. D’altra parte, invece, le disparità patrimoniali della popolazione adulta sono andate ad ampliarsi. Com’è possibile, quindi, che da un lato aumenti la ricchezza mondiale e dall’altro aumentino anche le disparità economiche?

A crescere è stata la ricchezza di una piccola parte della popolazione, circa l’1% dei più ricchi. La crescita della loro ricchezza ha avuto il secondo incremento più ampio dall’inizio del secolo. Mentre gli uomini con un patrimonio da più di 50 milioni di dollari sono aumentati del 24%: sono 41mila in più. Secondo i dati Forbes, invece, il patrimonio dei 10 miliardari più ricchi a mondo è più che raddoppiato. Un valore totale di 1500 miliardi di dollari. Una cifra incomprensibilmente alta, che supera di 6 volte la ricchezza del 40% più povero dell’umanità.

La moderna piramide della disuguaglianza

La distribuzione della ricchezza economica del capitalismo moderno, il neoliberismo, risulta quindi somigliante ad una piramide di soli due gradini: in fondo, al gradino più basso, che è anche il più ampio, è ammassata una quantità enorme di persone. Loro hanno meno ricchezza di tutti. Sono loro che muovono il mondo: lavoratori e lavoratrici, dipendenti, studenti, casalinghe e così via.

Alla punta di questa piramide avviene il contrario, c’è una piccola percentuale che possiede più di tutti quelli che si trovano sotto. Più di tutti i poveri, ma anche più di tutti gli altri che consideriamo ricchi. Sono i super-paperoni, persone di cui molti non conoscono nemmeno i nomi. Uno di questi è Jeff Bezos, fondatore di Amazon, che ha guadagnato nei primi 21 mesi di pandemia un cifra tale da poter pagare un ciclo di vaccinazione completo – 2 dosi e 1 booster – all’intera popolazione mondiale.

Sfruttamento e ingiustizie all’origine delle disparità

Da dove provengono certe ricchezze esorbitanti? Prima di tutto dal furto di tempo: ogni lavoratore Amazon vive a ritmi stancanti e oppressivi la sua attività, e accade lo stesso nel settore logistico. La ricchezza che un lavoratore produce non coincide mai con il suo salario, quella differenza è proprio uno dei guadagni che vanno nelle tasche di Amazon, e permettono a Bezos, e tanti altri, di essere i miliardari che sono. I guadagni dalle vendite permettono di aumentare ancora più la produttività delle aziende, incrementando esponenzialmente sia profitti che investimenti.

In secondo luogo l’incremento di capitale economico risulta dalla costante evasione di tasse perpetrata dalle aziende. Nel 2020, ad esempio, Amazon ha venduto per più di 44 miliardi di euro in tutta Europa, nonostante ciò l’azienda statunitense non ha dovuto pagare tasse aziendali a Lussemburgo, dove ha la propria sede europea. Questo perché in quel paese Amazon EU Sarl è andata in rosso di 1.2 miliardi di euro. Lo dice International Tax Review, quotidiano di economia specializzato nell’analisi della tassazione a livello mondiale. D’altra parte Oxfam ha già segnalato ingiustizie simili, che restano inosservate oppure impunite, come con la sentenza della Corte Generale Europea che ha prosciolto Amazon dall’accusa di appropriazione illecita di aiuti statali.

Questi due principali aspetti sono parte del circolo vizioso di accumulazione e mantenimento di capitale, meccanismi volti al profitto alla base del nostro sistema economico.

Ricadute economiche, ma anche sociali e ambientali

Queste differenze non sono solo economiche, ma derivano e si proiettano anche su altre questioni. La disuguaglianza è anche di genere: la violenza di genere causa almeno 67mila vittime all’anno. Con la pandemia, invece, 13 milioni di donne non lavorano più. Un gap – divario – in termini di occupazione, ma anche retribuzione. È il gender pay gap, le mensilità delle donne sono minori a quelle degli uomini – in Italia l’uguaglianza salariale supera di poco il 50%. Anche risparmiando sulle paghe e le tutele delle lavoratrici le aziende guadagnano ulteriormente: Oxfam calcola circa 10.8 trilioni di dollari immessi nel mercato e “rubati” alle lavoratrici.

Dal punto di vista razziale, la parola disuguaglianza si traduce in maggiore povertà e tasso di mortalità. 3 milioni e mezzo di neri americani oggi sarebbero ancora vivi se avessero avuto la stessa aspettativa di vita delle persone bianche. Prima del covid-19, questo dato allarmante era già a quota 2.1 milioni.

Poi c’è la Terra, usurpata, sfruttata, distrutta. Altro che impronta ideologica individuale per cambiare il mondo: si stima che i 20 miliardari più ricchi emettano 8000 volte più anidride carbonica di 1 miliardo delle persone più povere. L’1% più ricco inquina più del doppio di 3.1 miliardi di persone. Mentre i paesi più ricchi – occidente in testa – sono responsabili del 92% di emissioni inquinanti a livello globale. Il riscaldamento globale è frutto di un sistema economico improntato al consumo compulsivo, che dell’ambiente non ha davvero cura.

La risoluzione di Oxfam

Sono diverse le alternative che il report mette in considerazione per eliminare parte di questi problemi, proposte che spingono verso un cambiamento radicale della nostra società.

  • Riottenere tutti i guadagni dei miliardari tassando la grande ricchezza che hanno ottenuto durante la pandemia, attraverso imposte sui patrimoni e i capitali.
  • Investire i ricavati di queste tasse per investimenti verso un’assistenza sanitaria universale, sui programmi di sviluppo sociale, per una transizione ecologica reale e una prevenzione contro la violenza sessista e razziale.
  • Eliminare leggi sessiste e razziste che discriminano donne e minoranze, creare invece delle leggi volte all’uguaglianza per sradicare violenze e discriminazioni. Tutti i settori della società dovrebbero garantire una giusta rappresentanza per donne, minoranze e altri gruppi oppressi negli spazi decisionali.
  • Porre fine a leggi che minano i diritti dei lavoratori, tra cui quelli di unirsi in sindacati, e aumentare norme e leggi per difenderli.
  • Inoltre i governi più ricchi dovrebbero rinunciare alla proprietà intellettuale e brevetti sui vaccini contro il COVID-19 per permettere a più paesi di produrne e velocizzare la fine della pandemia.

Oxfam ci mette davanti a una realtà che tanto somiglia a quella del film Don’t Look Up, di cui abbiamo parlato a questo link. O l’umanità supererà questo sistema economico e sociale, o saremo noi ad essere superati dall’estinzione.

Di Ciro Giso

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