Renzo Arbore: una vita al servizio dell’arte.

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Lo scorso 24 giugno ha spento la bellezza di 82 candeline Renzo Arbore, all’anagrafe Lorenzo Giovanni Arbore.

Renzo Arbore: cantautore, autore televisivo, conduttore radiofonico e di tv, musicista e compositore, ha attraversato, come una parabola meravigliosa, la storia sia della musica italiana e napoletana, sia della televisione. Segno tangibile di una tv di qualità, Arbore si è affermato per il suo stile pacato e garbato che ha consentito, ad un talento incredibile come il suo di brillare ancora di più.

Le sue idee innovative e all’avanguardia, sono state sempre caratterizzate dal buon gusto.
Nel corso della sua carriera ha avuto e gli vanno riconosciuti molti meriti. Primo fra tutti, quello di aver scoperto e lanciato personaggi che, nel tempo, si sono affermati nel mondo del cinema e della televisione.

Basti ricordare, tra questi, Roberto Benigni, attore e regista di fama internazionale e vincitore di premio oscar, Maria Grazia Cucinotta, Marisa Laurito, Nino Frassica, Francesco Paolantoni e tanti altri che si sono fatti strada nel cuore di generazioni di persone.

La sua esperienza nel campo musicale ha inizio nel 1972, tuttavia è nel 1991 che si afferma considerevolmente fondando l’orchestra italiana con lo scopo di valorizzare la canzone napoletana classica, conosciuta soprattutto, fino a quel momento, solo attraverso i grandi tenori.

È riuscito a cancellare così un certo snobismo verso la canzone classica napoletana, restituendole quella dimensione di dignità e di poesia che da sempre l’ha distinta. Foggiano di nascita, ma napoletano nel cuore, ha portato questa passione in tutto il mondo.

Il suo percorso può, senza dubbio, essere indicato come una “summa” in cui l’amore alla musica si configura come arte sublime capace di coinvolgere, emozionare, elevare.
Le sue canzoni, quella riadattate anche, sono ricche di passione, storia e sentimento.

Note che hanno e che continueranno ad avere, grazie al suo contributo, il sapore dell’eternità; canto dolce e malinconico di un popolo che cade, si rimette in piedi e, col sole dentro, non smette mai di… risorgere.

di Francesco Cuciniello

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