Considerata una delle stiliste più innovative del nostro tempo, Rei Kawakubo, fondatrice e designer della casa COMME de GARÇONS, è entrata nella storia della moda per essere stata in grado di proporre una nuova di bellezza, contrastando i canoni classici del glamour e ribellandosi ai dogmi legati agli stereotipi di genere.

«Non sono solo un’artista, un architetto o un product designer. Ho sempre cercato di fare business con qualcosa di nuovo», ha raccontato la couturier nipponica, in una delle poche interviste rilasciate.

La sua impronta stilistica, caratterizzata da un minimalismo estremo e da una libera sovrapposizione di tessuti e volumi, l’ha resa un’icona del decostruttivismo. Insieme a Martin Margiela, con abiti austeri e al limite dell’assurdo, Kawakubo ha sdoganato i tabù del fashion.

Gli esordi di una stilista avanguardista

Nata nella Tokyo del 1942, dopo gli studi alla Keio University, inizia a lavorare nell’azienda tessile Ashai Kasei. Successivamente, alla fine degli anni ’60, fonda il marchio COMME des GARÇONS (letteralmente “come i ragazzi”).

Il suo debutto parigino, definito dalla stampa dell’epoca Hiroshima chic, sancisce il rumoroso ingresso di Rei Kawakubo nell’olimpo dei designer di moda. La sua prima collezione, infatti, cui pone in netto contrasto l’eccentricità degli anni ’80. Tuniche nere, tessuti asimmetrici e senza orli rovesciano i trend che accomunavano la gran parte degli stilisti europei.

La moda che trascende il genere

Nel 1995, COMME des GARÇONS presenta Transcending Gender, una collezione dove l’uomo e la donna arrivano a fondersi, istituendo uno stile androgino, divenuto poi segno distintivo del marchio francese. Il guardaroba sartoriale, tipicamente maschile, viene sviscerato e impreziosito con rouches e volant, annullando ogni barriera tra abito maschile e femminile.

«Volevo tornare all’inizio – ha dichiarato la creativa – e mostrare che il prodotto finito non è più interessante».

La reazione del mercato 

Dall’apertura del primo store europeo, inaugurato nella capitale francese e divenuto il tempio delle realizzazioni di Rei Kawakubo, sono passati circa quarant’anni.

«Un dato fondamentale della mia carriera – ha raccontato la designer – è stato quello di averla vissuta come un modo per essere esposta all’immediata reazione del pubblico».

Oggi COMME des GARÇONS è distribuita in circa 230 punti vendita in tutto il mondo e vanta collaborazioni con artisti dal calibro di Mick Jagger e Pharrell Williams e aziende come Hermès e 10 Corso Como. Inoltre, la ricerca artistica di Kawakubo l’ha portata a co-fondare uno dei multi-brand di vendita al dettaglio più famosi al mondo: Dover street market, la cui peculiarità è quella di mescolare brand di diverse fasce e di accostare capi casual ad altri da uno stile eclettico, dando vita ad un laboratorio sperimentale in continua evoluzione.

Una nuova idea di donna

Al di là della facciata di modernità ed emancipazione, la questione femminile in Giappone è ancora più delicata, di quanto non lo sia in Occidente. L’idea che una donna rivesta un ruolo dirigenziale, e dunque dominante, all’interno della società orientale si scontra con radicati stereotipi di genere. Formalmente, infatti, si ritiene che il lavoro femminile debba essere solo di supporto a quello maschile.

«Cercare di fare cose controcorrente, senza compromessi, non è sempre così accettabile. Devo lottare costantemente contro l’opinione e l’autorità conservatrice», ha commentato Kawakubo circa la sua carriera.

La figura di Kawakubo, dunque, non traccia un profilo progressista solo da un punto vista stilistico, ma anche, e sopratutto, sociale. Pur non rinnegando mai le sue origini, la stilista nipponica si è sempre posta in netto contrasto con l’idea di donna della sua società d’appartenenza. Con la fondazione del brand parigino, che l’ha coronata come principale rivoluzionaria del costume del momento, Kawakubo è diventata un esempio di self-made-woman per tutta la sua generazione.

Isamu Noguchi award 2019

Il Noguchi museum di New York ha selezionato Rei Kawakubo come vincitrice del premio Isamu Noguchi award 2019, assegnato ai personaggi che condividono lo spirito innovativo, la coscienza globale e l’impegno per lo scambio culturale Est-Ovest dell’architetto e designer giapponese scomparso. I due artisti, infatti, non condividono solo il Paese d’origine, ma anche una medesima concezione dell’arte.

Non a caso, lo scultore statunitense ha sempre prediletto la ricerca di atmosfere e situazioni spaziali, piuttosto che la monumentalità delle singole opere. Per questa particolare attitudine, difatti, si è trovato spesso a lavorare insieme ad architetti.

Esattamente come Noguchi, nella continua creazione di contenuti al di là della pura estetica, Rei Kawakubo è diventata un’icona anche, e soprattutto, per aver condotto una battaglia contro qualsiasi tipo di convenzione.

di Carmelina D’Aniello

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