Regionali 2020, Salvatore Iavarone: “Più Green al Consiglio Regionale”

Salvatore Iavarone, candidato al Consiglio Regionale con la lista Europa Verde, ha alle spalle circa vent’anni di esperienze politiche e ambientali. Infatti, Iavarone è stato sempre al centro di iniziative e scelte strategiche per il rilancio e la valorizzazione del territorio campano, con l’obiettivo primario di privilegiare l’ambiente. Iavarone ci ha descritto e raccontato il suo programma politico.

Dott. Iavarone, ci parli delle sue esperienze politiche..
«Il mio impegno nasce nel mondo del volontariato e dell’associazionismo e le mie battaglie sono sempre state caratterizzate su temi ambientali. Ho fatto il consigliere comunale e l’assessore all’Ambiente e allo Sport ad Afragola e oggi sono consigliere comunale della città di Casoria, quinta città della Regione Campania per numero di abitanti. Mi occupo da sempre di tematiche ambientali, tant’è vero che sono membro dell’ATO Napoli 1, che si occupa della gestione dei rifiuti di 11 comuni, inclusa la città di Napoli. Sono anche coordinatore dell’area nord di Napoli di Europa Verde che mette insieme 20 comuni, nei quali stiamo portando avanti da tempo la crescita del nostro partito. Non a caso, abbiamo presentato la lista alle amministrative di Frattamaggiore, di Caivano e ci sono delle liste civiche negli altri comuni dell’area nord che sono vicine al nostro movimento. Ho seguito in modo particolare tutta quella che è la tematica della Terra dei Fuochi, facendo parte di associazioni e comitati che hanno fatto tante battaglie sul territorio negli ultimi anni».
La Terra dei Fuochi è diventata ormai argomento clou delle varie campagne elettorali. Secondo lei, qual è la migliore strategia da adottare a riguardo?
«Da un lato la Regione Campania deve aiutare le amministrazioni comunali a rimuovere i campi cumuli nelle periferie prima che diventino incendi. Serve che la Regione Campania metta in essere un piano di rimozione dei rifiuti nelle periferie. Dall’altro lato c’è bisogno di lavorare non sui singoli comuni, ma per macroaree, accostando più comuni, con un vero e proprio lavoro di intelligence, per evitare che vi siano continui sversamenti di rifiuti che avvengono da parte di aziende che producono e che sversano a nero, che hanno la necessità di bruciare i propri rifiuti per evitare di essere tracciati e rintracciati. C’è bisogno di un lavoro di intelligence da parte di polizia municipale e guardia di finanza per fermare i soggetti che sversano nelle periferie, che sono sempre gli stessi».
Quali sono i punti del suo programma politico?
«Dobbiamo mettere all’interno di ogni tematica il concetto di Green, di ambiente. Faccio qualche esempio: durante il lockdown abbiamo scoperto un’aria più respirabile ed è bastato semplicemente un periodo breve in cui fabbriche e altri non hanno operato. La stessa cosa è successa con il mare: abbiamo riscoperto un mare ottimo e siamo riusciti a scoprirlo perché i vari Regi Lagni, Sarno, Volturno non hanno scaricato. C’è bisogno, dunque, di un monitoraggio di torrenti, fiumi e canali artificiali per dare al nostro mare una seconda possibilità. Se il tema del mare diventa una priorità in regione, vuol dire che faremo dei passi avanti anche su questo argomento, altrimenti sarà difficile. Dobbiamo recuperare il litorale domizio, che merita un’attenzione particolare e che può anche essere una grande opportunità di sviluppo, un’opportunità di creazione di nuovi posti di lavoro. Non è vero che con l’ambiente non si crea lavoro, è vero proprio il contrario».
L’opposizione della presente amministrazione ha spesso accusato il governatore De Luca per non aver privilegiato la sanità pubblica, soprattutto nel periodo Covid. Si poteva fare qualcosa in più?

«Su ogni argomento si può sempre fare di più, se non si poteva fare di più De Luca non si sarebbe ricandidato. Cinque anni per il cittadino comune sono un periodo lunghissimo, ma per una pubblica amministrazione comunale o regionale sono un periodo breve. Per costruire dei processi di cambiamento servono molto più di cinque anni, ed è quello che sostanzialmente si dovrà fare. Ritengo che nei prossimi cinque anni il tema Green, il tema dell’ambiente debba essere portato con forza e come priorità nell’agenda politica della Regione Campania. Questo lo possiamo fare se ci saranno degli ambientalisti e più Europa Verde all’interno del Consiglio Regionale».

È favorevole o contrario al taglio dei parlamentari?

«Personalmente voterò no perché ritengo che una modifica della legge doveva ripartire dall’abolizione dei listini bloccati. Con la riduzione dei parlamentari si dà maggiore centralità ai partiti mentre io penso che si debba dare maggiore centralità ai cittadini. Senza i listini bloccati posso essere anche d’accordo ad una riduzione del numero dei parlamentari».

di Donato Di Stasio

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