Stato dei luoghi

È un argomento complesso e abbiamo cercato di utilizzare un linguaggio semplice e immediato, a costo anche di qualche imprecisione tecnica. I Regi Lagni sono un insieme di canali artificiali, la cui asta principale è lunga circa 80 chilometri a servizio di un’area totale di circa 1.000 chilometri quadrati. Ormai è una fogna a cielo aperto che scarica i liquami, non trattati, provenienti dai comuni non allacciati, da scarichi illeciti e dal dilavamento dei terreni, direttamente in mare. A questi si aggiungerebbero i liquami trattati “non sempre a norma” e i fanghi dei 5 impianti di depurazione. Le competenze e le responsabilità sono molteplici e sarà difficile venirne a capo. Gli impianti di depurazione possono avere delle emergenze, ma esiste la Delibera della Giunta Regionale n. 259 del 29/05/2012 in cui sono fissate modalità e procedure, alle quali dovrebbe seguire continue e corrette informazioni ai cittadini, soprattutto nel periodo della balneabilità. La legge non ammette ignoranza: non si possono scaricare acque inquinate direttamente in mare e laddove gli impianti di depurazione abbiano criticità che durano da anni, non si può parlare più di emergenza.

Denuncia

Dopo diverse segnalazioni dei cittadini, nelle date del 9 e 12 agosto 2018 abbiamo documentato quanto accade alla foce dei Regi Lagni. Centinaia di metri cubi al giorno di liquami e fanghi scaricati illecitamente in mare. Gli effetti nefasti sulla balneabilità sono stati ulteriormente riferiti dai bagnanti. Da un’indagine giornalistica in corso, sappiamo che la guardia Costiera unitamente ad altre forze stanno relazionando la Procura. Attendiamo risposte concrete in tempi brevi. Non auspichiamo gogne mediatiche, ma risposte immediate. Castel Volturno non può essere la fogna della Campania. Se Castel Volturno avesse 100mila residenti, molto probabilmente conteremo qualcosa. Il silenzio istituzionale è stato imbarazzante. Abbiamo il diritto di conoscere responsabili e ottenere impegni concreti.

 

DEPURATORI
DEPURATORI

 

 

Campagna di monitoraggio

Abbiamo attivato, a nostre spese, una vera e propria campagna di monitoraggio con il primo prelievo a fine agosto e l’ultimo a fine settembre (cioè fino al termine della stagione balneare). Il punto di campionamento è subito a valle della griglia, cioè immediatamente prima dello scarico diretto in mare, come si evince dall’immagine:

 

Latitudine: 40.983742° - Longitudine: 13.971855°
Latitudine: 40.983742° – Longitudine: 13.971855°

Restiamo convinti che in corrispondenza di eventi meteorologici non eccezionali, le acque siano almeno inquinate come quando non piove. E ciò aprirebbe un ulteriore grave supporto all’ipotesi di disastro ambientale, perché lo scarico inquinante sarebbe quasi continuo e non sporadico come vogliono farci credere. Laddove i dati confermassero lo stato pessimo dei Regi Lagni, siamo intenzionati a farci promotori dell’azione legale più importante forse mai messa in atto in Italia.

 

Proposta

In queste settimane abbiamo ricevuto molti commenti sulle pagine social. Il filo conduttore era più o meno: “non si può fare niente”, “non cambierà mai niente”. Noi, come al solito, non vogliamo arrenderci.

Una soluzione, percorribile in tempi brevi e con costi ragionevoli, si può proporre e si chiama FITODEPURAZIONE. Sia ben chiaro, non è la risoluzione di tutti i problemi, ma sarebbe un evidente e immediato beneficio. Validissima alternativa allo stato di degrado attuale. La fitodepurazione è praticamente un canale (su grandi volumi è preferibile a “chicane” o “serpentone”) nel quale far confluire una parte delle acque dei regi lagni (con una traversa) e in tale canale sono semplicemente immerse piante con specifiche caratteristiche capaci di depurare le acque. Dove realizzarlo? Vi informiamo che l’area occupata attualmente dai depuratori è circa la metà dell’area complessivamente recintata e di proprietà regionale. Siccome ci sono 5 impianti lungo l’asta dei Regi Lagni, i primi 5 impianti di fitodepurazione potrebbe utilizzare una superficie di circa 50 ha (500.000 metri quadrati) per una portata complessiva trattata di circa 4.000 l/s (circa 120 milioni di metri cubi ogni anno). Un esempio di utilizzo dell’area, si propone di seguito con l’impianto di Foce Regi Lagni:

 

PLAN FOCE REG LAGNI
PLAN FOCE REG LAGNI

 

La logica di tale ubicazione è che ci sono già maestranze presso gli impianti, già c’è la fornitura elettrica, già ci sono le competenze per gestire le apparecchiature (grigliature grossolane) ci sono già magazzini e officine, etc. etc. Il costo complessivo dell’intervento per tutti e 5 gli impianti di fitodepurazione si aggirerebbe intorno ai 20/25 milioni di euro e costi di manutenzione annuali di circa 4/5 milioni (tenete conto che spenderemo altre decine di milioni di euro per NON adeguare definitivamente i 5 impianti di depurazione e per continuare a inviare reflui industriali in impianti di depurazione “biologici” e che spendiamo circa 20/25 milioni di euro l’anno per lo smaltimento dei “fanghi” in discarica). Laddove le piante morte potessero essere riutilizzate (ad esempio in agricoltura) i costi si abbatterebbero in maniera significativa. Se poi tali impianti di fitodepurazione si facessero partendo dall’inizio dei Regi Lagni (a monte sarebbero sufficienti superfici molto più ridotte) l’effetto complessivo potrebbe essere ancora più concreto ed evidente.

di Angelo Morlando

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

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1 commento

  1. La domanda è: “De Luca aveva stanziato milioni di euro per la riqualificazione degli impianti di depurazione ? Dove sono finiti questi soldi ? I lavori sono iniziati ?” E’ sempre la stessa storia qui a Caserta, non cambierà mai nulla rassegnatevi !

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