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La polemica social sembra avere avuto effetto immediato. Il monogramma del nuovo logo della Reggia di Caserta verrà rimosso dall’equazione. Temporaneamente verranno utilizzati soltanto i caratteri “Reggia di Caserta”. Nella nota ufficiale del polo museale si legge infatti:

«Alla luce di quanto emerso e solo in ragione della similitudine del monogramma ad altri già esistenti, a tutela dell’Istituto, la Reggia di Caserta ha quindi deciso che connoterà, nel frattempo, la sua identità visiva con il brand “Reggia di Caserta”, privo del monogramma. Declinando, come già previsto, in maniera differente voce istituzionale e voce produttiva. La Direzione resta convinta, infatti, della validità del nome Reggia di Caserta quale segno distintivo del Museo».

LA SCELTA

Nonostante il dietrofront sono tante le domande che restano irrisolte. L’intero processo sembra vivere in zone grigie, come riportato da altre testate. Resta sicuramente la brutta figura, che difficilmente i casertani dimenticheranno. Anche se si legge nella nota un tentativo di giustificare le scelte precedentemente fatte:

«La scelta di corredare il nome di un monogramma è emersa, poi, durante i lavori di elaborazione dei vari strumenti, considerando anche la consuetudine delle case reali di caratterizzare le produzioni del casato con le proprie iniziali. “RC” è il marchio delle manifatture borboniche avviate da Carlo di Borbone. Tali strategie comunicative sono, inoltre, coerenti con quanto avvenuto di recente nel panorama museale internazionale».

IL CONCORSO

Interessante però è la risposta ad un quesito che anche noi ci eravamo posti: perché non indire un concorso di idee internazionale? Un concorso che gioverebbe sicuramente alla diffusione del polo museale, verso una viralità social che fino ad oggi è ancora troppo debole. Ed effettivamente sembra che sia proprio questa la strada intrapresa.

«Così come già previsto dal contratto stipulato in data 23 dicembre 2019, di seguito sarà dato avvio a un concorso internazionale per il logo. Il concorso sarà finalizzato alla realizzazione di un segno che dovrà rispecchiare l’identità visiva della Reggia di Caserta a partire, dunque, dal brand “Reggia di Caserta”».

PARTECIPAZIONE ATTIVA

Il concorso è musica per le nostre orecchie, che diventa sinfonia quando d’incanto la nota ufficiale si accende e ci proietta nel futuro della partecipazione attiva. Mettendo al centro proprio la città di Caserta ed i suoi cittadini.

«La Direzione del Museo ha, sempre, ritenuto la città di Caserta interlocutore privilegiato. In quest’ottica, del resto, l’Istituto aderisce al Tavolo del Turismo […]. Considerati i tempi prolungati di questa importante pianificazione e la volontà di colloquiare con il territorio, la Reggia di Caserta si fa promotrice di un’iniziativa di partecipazione attiva. Una volta al mese, a partire dal 13 maggio, sarà organizzato l’appuntamento Dialoghi con la Reggia di Caserta. Il direttore e i responsabili dei servizi saranno a disposizione attraverso i canali social per condividere progettualità, propositi, suggerimenti e iniziative. Un’occasione per confrontarsi e scambiarsi punti di vista diversi nell’ottica di contribuire alla valorizzazione e alla gestione consapevole del nostro patrimonio culturale».

Benissimo, ci fa piacere tutto quello che abbiamo letto e che ci sia stata una reazione immediata da parte dell’entourage Reggia.

Ci sentiamo soltanto in dovere di ricordare -quasi banalmente- che la Reggia di Caserta non è soltanto la Reggia. Essa è la punta dell’iceberg di un sistema molto più ampio e complesso (ad esempio anche San Leucio e l’Acquedotto Carolino sono bene UNESCO); forse la futura brand identity dovrà tenere conto anche di questo. Caserta non è solo Caserta. Le realtà intorno ben più antiche della Reggia stessa, come Maddaloni, SMCV, Capua, Carditello, S. Angelo in Formis, etc…, fremono e bramano di vivere in simbiosi attiva con il complesso vanvitelliano. Per questo ci auguriamo che le tante voci del territorio diverse,  dalla promessa partecipazione attiva in poi, cantino all’unisono la bellissima melodia di una progettazione unica e condivisa che questo territorio merita e non ottiene da troppo tempo.

di Francesco Cimmino

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