Recovery Fund e le risorse per il Sud

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La sottoscritta consigliera regionale, Maria Muscarà, ai sensi dell’articolo 121 del Regolamento interno del Consiglio regionale, presenta la seguente mozione al fine di promuovere una deliberazione del Consiglio regionale sulla materia in oggetto.

premesso che:

a) l’Europa ha concesso 209 miliardi all’Italia;
b) il documento della Commissione Europea “Com (2020) 408 Final” del 28/05/2020, a pagina 8, riporta i criteri che l’Unione Europea ha adottato per il calcolo dei contributi previsti per gli Stati membri;
c) in particolare, la ripartizione delle risorse prevede che le stesse siano distribuite secondo i seguenti criteri:
b.1) direttamente proporzionale alla Popolazione;
b.2) inversamente proporzionale al livello del Reddito pro-capite;
b.3) direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni;

considerato che:

a) l’Italia ha ottenuto 209 miliardi perché Bruxelles ha scelto di applicare questi tre parametri proprio per venire incontro alle Regioni più fragili d’Europa. Infatti, il nostro Paese ha ottenuto quest’importo solo ed unicamente in ragione del divario esistente tra le Regioni del Nord e quelle del Sud;
b) nella “Relazione sulla proposta di linee guida per la definizione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”, delle Commissioni Riunite V e XIV del Senato, approvata in Aula il 13 ottobre, nel paragrafo dedicato al Mezzogiorno si legge: “Il richiamo presente nelle Linee guida del PNRR alla clausola del 34 per cento, ossia alla distribuzione dei fondi in ragione della popolazione residente, non appare sufficiente a operare l’atteso riequilibrio, essendo questa solo una misura minima di cautela volta a fissare un criterio di programmazione degli investimenti in proporzione alla popolazione residente. E quindi non sufficiente a promuovere la riduzione dei divari territoriali ancora oggi esistenti tra le diverse aree del nostro Paese, in cui persiste una differenziazione relativamente al PIL pro capite e al tasso di disoccupazione”;
c) nella Relazione della V Commissione della Camera dei Deputati recante “Individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund”, approvata in Aula il 13 ottobre, nel paragrafo dedicato al Mezzogiorno si legge: “Appare necessario applicare, con eventuali aggiustamenti, il criterio di riparto tra i Paesi previsto per le sovvenzioni dal dispositivo di ripresa e resilienza (popolazione, PIL pro capite e tasso di disoccupazione) anche all’interno del Paese (tra le regioni e le macro-aree), in modo da sostenere le aree economicamente svantaggiate”;
d) tanto equivale ad affermare che il 65% delle risorse contemplate nel Recovery Fund sia destinato al Mezzogiorno;

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considerato che vi è una errata visione che considera il Sud come un territorio a favore del quale sono state spesso impegnate ingenti risorse, senza ottenere i riscontri auspicati. Ed invece, a dispetto della comune convinzione, il Mezzogiorno è stato sistematicamente penalizzato dalle politiche economiche, tanto che l’ultimo rapporto Eurispes riporta “se, della spesa pubblica totale, si considera la fetta che ogni anno il Sud avrebbe dovuto ricevere, corrispondente in percentuale alla sua popolazione, vien fuori che, complessivamente, dal 2000 al 2017, la somma sottrattagli ammonta a più di 840 miliardi di euro, netti”;

rilevato che:

a) la cospicua destinazione delle risorse europee in favore delle Regioni del Mezzogiorno rappresenta un fondamentale strumento di crescita dell’intero Paese in considerazione degli elevati margini di sviluppo delle regioni meridionali;
b) tale destinazione debba essere accompagnata da un programma organico di rafforzamento degli strumenti volti a definire le progettualità da porre in campo al fine di assicurare efficienza e qualità della spesa.
Tutto ciò premesso, considerato e rilevato
il Consiglio regionale impegna la Giunta regionale:

1. ad intervenire presso tutte le sedi istituzionali competenti, al fine di richiedere al Governo italiano di adottare, per il riparto interno dei fondi del Recovery Fund, gli stessi criteri che la Commissione Europea ha stabilito per il riparto verso gli Stati Membri, così come richiesto anche dal Parlamento italiano in occasione dell’approvazione della “Relazione sulla proposta di linee guida per la definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza”;
2. ad agire, in sede di “Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome”, nel pieno rispetto dei criteri fissati dalla Commissione europea e dando seguito alla volontà parlamentare;
3. a compulsare e coinvolgere le altre Regioni del Mezzogiorno (al di là degli schieramenti politici) al fine di agire congiuntamente e con una strategia comune in sede di “Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome” ovvero presso eventuali tavoli tecnici organizzati dal Governo della Repubblica italiana ovvero in sede europea;
4. a valutare l’opportunità di richiedere di essere auditi presso le Commissioni parlamentari competenti, in sede italiana ovvero europea, intervenendo sui fatti esposti;
5. a valutare l’opportunità di intervenire presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, se necessario;
6. ad avviare sin d’ora un programma organico di rafforzamento delle risorse strumentali ed umane per la necessaria definizione delle progettualità da porre in campo;
7. ad adottare ogni utile iniziativa affinché si pongano sin d’ora le premesse per assicurare efficienza e qualità della spesa.

Maria Muscarà

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