La rinascita culturale del Real Sito di Carditello continua. Anche questo mese abbiamo chiesto al direttore Roberto Formato di illustrarci quelli che sono i progetti realizzati e quelli che, invece, sono in fase di realizzazione.

Carditello ha avviato e terminato il progetto Real Wood, può raccontarci cos’è?
«Noi abbiamo tre boschi da gestire, sono il bosco di cerri, quello di eucalipti e il lecceto. Complessivamente è grande 15 ettari. La nostra idea è quella di attivare un’economia circolare con i boschi, perché i boschi vanno ovviamente gestiti: vanno potati, diradati dove necessario, va fatto tutto ciò che è previsto nella buona gestione di un bosco.
Inoltre abbiamo dei pini all’interno del parterre, pini con problemi di stabilità, che provocavano danneggiamento alle mura del complesso monumentale, oltre che all’impianto di drenaggio del prato. I pini sono un inserimento, all’interno del complesso monumentale, non coerente con quella che era la struttura originaria. Quindi, per il progetto, abbiamo utilizzato i pini che la sovrintendenza ci ha chiesto di abbattere e vorremmo riutilizzare anche il legno che viene dagli altri boschi.
Riutilizzare le eccedenze di legno per farne staccionate o sedute nelle aree pic-nic, lungo i sentieri, e poi laddove questo non fosse possibile, farne dei souvenir, degli oggetti di artigianato. Abbiamo lanciato un concorso di idee per il riutilizzo.
Abbiamo creato tre concorsi temporanei: uno rivolto alle scuole, l’altro agli istituti d’arte, alle università, alle accademie di belle arti e poi il terzo era aperto a tutti, tra cui anche gli artigiani che erano liberi di proporre le proprie idee. Abbiamo ricevuto una quarantina di domande da tutta Italia e poi abbiamo premiato con delle targhe ed un riconoscimento in denaro i vincitori.
E adesso ci sono queste proposte di riutilizzo del legno che ci auguriamo possano poi trovare una loro attuazione dal punto di vista imprenditoriale, nel senso che si credeva che l’iniziativa potesse partire da Carditello e che i giovani potessero essere coinvolti, vista la loro assenza all’interno dei siti culturali della Campania. Partendo da qui abbiamo anche avviato un intervento formativo con la fondazione ITS BACT di artigiani del legno o artigiani digitali del legno. Cercheremo di formare delle figure che possano acquisire delle competenze per poi lavorare con il legno».

Quanto è importante la presenza di Catello Maresca e Salvatore Minieri a Carditello, sito che rischiava di finire nelle mani della criminalità organizzata?
«Dal punto di vista simbolico è una presenza molto importante. Ospitare un magistrato in prima linea come Catello Maresca è davvero importante. Carditello incorpora in sé il valore del riscatto, della rinascita e della legalità. E anche il fatto di avere scelto di aprire la giornata di sabato con le due presentazioni di libri non è casuale. I libri parlavano di economia criminale, un’economia apparentemente buona, perché genera reddito, ma che è criminale. Con Real Wood, ma non solo, abbiamo dato un esempio concreto di un’economia sana.
Inoltre come Real Sito di Carditello abbiamo stretto un accordo con Invitalia per fare del sito un incubatore d’impresa fino alla concreta proposta progettuale: le proposte di Real Wood, se si trasformano in proposte imprenditoriali, possono essere sviluppate attraverso l’aiuto di Invitalia. E quindi la giornata era organizzata in modo da far risultare quelle che sono le problematiche economiche che il sito ha affrontato e il modo in cui sta reagendo, diventando simbolo di regolarità e legalità. La giornata era stata programmata con grande attenzione».

Cosa sta preparando Carditello per il futuro?
«A questa domanda mi è difficile risponde per due ragioni: ci sono tante cose che bollono in pentola e poi preferiamo comunicare sempre ciò che realizziamo. Quello che posso dire con certezza – questo è un dato pubblico – è che stiamo sviluppando il progetto Carditello digitale, molto attuale visto il momento che stiamo vivendo per via del Covid-19. Carditello digitale è un programma complessivo con tre eventi molto importanti, tutti sul tema della digitalizzazione.
È diviso in tre parti: “Carditello virtuale”, “Carditello è un gioco” e poi c’è “Carditello in rete”. Carditello digitale è messo a finanziamento con un progetto che abbiamo presentato al MiBACT, con una procedura competitiva – del primo progetto fa parte la quadreria digitale.
È la digitalizzazione di tutti i quadri di Carditello che adesso sono ospitati in altre sedi, insieme a sovrapporte ed arazzi. Parliamo di 46 quadri, 7 sovrapporte e 6 arazzi.
L’obiettivo principale è riportare tutto il materiale a Carditello, ma inizialmente vorremmo digitalizzare in alta definizione questi elementi d’arredo per poi riprodurli su supporti fisici.
Questi supporti verranno messi a Carditello per sopperire nell’immediato all’essenza degli elementi della quadreria.
Prevediamo di essere pronti per l’evento di inaugurazione entro la prossima primavera. L’evento sarà affiancato dalla realizzazione di un’app con cui si potranno visualizzare i quadri».

di Marco Cutillo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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