Re.Na.I.A., in collaborazione con l’ISIS “Vincenzo Corrado” di Castel Volturno, ha organizzato un corso riguardante l’arte casearia, il tutto finanziato dal Caseificio Costanzo. L’evento è stato svolto nei giorni del 10 e 11 maggio, prima presso l’Istituto alberghiero e, successivamente, nell’azienda e nel punto vendita del Caseificio Costanzo. Per Re.Na.I.A. questa è stata una preziosa occasione per dare risalto ad una cultura simbolica del nostro territorio: la mozzarella di bufala. Durante questi giorni, i proprietari dell’azienda, hanno potuto spiegare a docenti ed esperti, tutto ciò che fa parte della loro produzione.

«Ci muoviamo in un ambito di lotta integrata. Crediamo nelle proprietà naturali a beneficio dei nostri animali. Cerchiamo di sopperire al 75% di ciò che diamo da mangiare alle bufale, con prodotti della nostra terra. In questo modo evitiamo di incorrere in fregature, scansando magari dei prodotti che possono essere potenzialmente inquinati».

Così afferma Luigi Costanzo, che in un breve periodo esprime la mentalità di questa azienda a conduzione familiare, la quale è riuscita a sorprendere positivamente i docenti. È proprio a loro che Luigi si rivolge quando afferma che: «Voi insegnanti avete un ruolo importantissimo: dovete diffondere la tradizione della mozzarella e far capire ai vostri alunni la necessità di una produzione sana».

 

 

Molti partecipanti al corso hanno espresso perplessità sulle attuali condizioni in cui riversano diversi caseifici della zona, con atteggiamenti di sfiducia verso chi approfitta della salute degli acquirenti col fine di creare profitto. Ma a queste ipotesi arriva prontamente la risposta dei fratelli Costanzo, i quali chiariscono che: «Tutti i proprietari dei caseifici dovrebbero incentrare il loro lavoro sulle bufale, cercando di assicurare la longevità di ogni esemplare. L’animale è il vero motore dell’azienda».

Durante il primo giorno del corso di formazione, con l’ausilio degli interventi del dottor Andrea Ariano e del dott. Beniamino Ferrara, è stata posta anche un’altra rilevante questione, ovvero la mancanza, in questo territorio, di scuole di specializzazione che impartiscano ai ragazzi nozioni riguardanti la lavorazione della mozzarella. Con quest’innovazione si eviterà certamente una scomparsa della tradizione casearia e si potranno offrire nuovi sbocchi occupazionali alle persone interessate. Fa nascere perplessità il fatto che una terra, in cui è presente tale eccellenza, non utilizzi tutti i metodi possibili affinché si riesca ad elevare il livello di produzione e lavoro.

 

Tradizione e qualità: l’essenza del Caseificio Costanzo

Nasce nel 1991 il “Mini Caseificio Costanzo”, da un’idea di Gennaro Costanzo. L’impresa casearia prende forma a Lusciano (CE), in quella che veniva chiamata “Campania Felix”. Gennaro, e successivamente i suoi figli, hanno condotto l’azienda verso un unico obbiettivo: andare alla ricerca di una mozzarella di qualità. D’allora il caseificio Costanzo non si è più fermato; grazie all’aiuto di un’efficiente struttura, e ad impiegati competenti, è riuscita ad offrire alla clientela una mozzarella di bufala rispettosa della tradizione e dal raffinato gusto. Luigi, Alessandro, Valentina e Davide: questi i nomi della rinascita firmata Costanzo. Parlando con Luigi si vede chiaramente la loro incessante ricerca di una qualità certificata e che riesca ad offrire una prelibatezza unica. Il loro lavoro è concentrato inoltre su un attento studio riguardante l’alimentazione delle loro bufale, ma, soprattutto, sulla lavorazione del latte. Il caseificio Costanzo resta un’eccellenza del territorio proprio per questa ricerca maniacale di una mozzarella qualitativamente superiore; non possiamo non considerare i fratelli Costanzo estremamente lungimiranti in questo settore.

di Antonino Calopresti

Tratto da Informare n° 182 Giugno 2018

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