Raid israeliano su una scuola dell’UNRWA a Gaza: 37 morti

Updated 2024/06/07 at 1:42 AM
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Si è verificato l’ennesimo massacro a Gaza causato da un raid israeliano: colpita la scuola “Al Sardi” gestita dall’Unrwa, il bilancio è di almeno 37 morti. L’attacco è avvenuto nella notte fra mercoledì e giovedì. La scuola ospitava sfollati a Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, zona che l’esercito israeliano si preparava a colpire e che secondo l’IDF era usata come rifugio da Hamas. Infatti, l’esercito israeliano ha subito rivendicato l’attacco dicendo che vi erano almeno 20/30 terroristi di Hamas e che “l’attacco è stato rinviato due volte negli ultimi due volte giorni per ridurre al minimo le vittime civili. Ad essere colpite sono state le stanze della scuola dove erano state rilevate attività terroristiche”.

Ma secondo Associated Press, citando funzionari sanitari, tra le vittime ci sarebbero invece 9 donne e 14 bambini. In più, molti testimoni ospedalieri affermano che la scuola era per lo più sede di palestinesi fuggiti dai precedenti bombardamenti israeliani nel Nord di Gaza. Nonostante ciò, l’Idf dice di non sapere nulla di vittime civili e continua a “difendere” il suo attacco ribadendo che la loro era un’azione mirata contro i terroristi di Hamas.

Ad oggi le scuole dell’Unrwa, in tutta la Striscia, vengono utilizzate come rifugi dall’inizio della guerra. Quest’ultima ha costretto milioni di palestinesi ad abbandonare le proprie case ed a cercare un posto sicuro dove andare. Medici Senza Frontiere ha riferito che almeno 70 corpi e 300 feriti sono stati ritrovati nelle giornate di martedì e mercoledì a seguito di altri attacchi israeliani, per lo più donne e bambini.

Attacco israeliano ad una scuola dell’Unrwa: Spagna e Sudafrica dalla parte di Gaza

L’agenzia palestinese Wafa, riporta Al Jazeera, ha dichiarato che migliaia di sfollati palestinesi avevano trovato rifugio nella scuola al-Sardi del campo di Nuseirat, collegata all’Unrwa. Inoltre, alcuni giornalisti locali hanno riferito alla BBC che nella scuola si trovavano centinaia di persone sfollate. In più, due missili sono stati sparati contro l’ultimo piano dell’edificio. Ma cosa ne pensa l’opinione pubblica?

Spagna e Sudafrica concordano nel dire che quello che Israele sta facendo a Gaza “è un genocidio“. La Spagna ha affermato che “interverrà nella procedura della Corte internazionale di giustizia, avviata dal Sudafrica, sulla situazione a Gaza”. Il ministro degli Esteri, Jose’ Manuel Albares, ha spiegato che questa decisione è stata presa in merito alla preoccupante espansione regionale del conflitto.

Joe Biden e la sua proposta per un cessate il fuoco

Venerdì 31 maggio, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha presentato una proposta di cessate il fuoco per porre fine alla guerra a Gaza. Il progetto è diviso in tre fasi: un cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi e la ricostruzione di Gaza. La prima fase dal piano comprenderà un cessate il fuoco di sei settimane ed un ritiro completo delle truppe israeliane. La seconda fase invece riguarda gli ostaggi. “Una fine permanente delle ostilità” afferma il presidente Biden e prevede il rilascio di tutti gli ostaggi ancora in vita, israeliani e prigionieri palestinesi.

L’ultima e terza fase riguarderebbe un grande piano di ricostruzione post-bellica di Gaza. Lunedì 3 giugno, secondo l’Ahram Online, i ministri degli Esteri di Egitto, Qatar, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno discusso la proposta di cessate il fuoco a Gaza del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Hanno poi sottolineato che la stanno prendendo seriamente in considerazione per porre fine alle sofferenze dei residenti di Gaza.

Intanto, secondo media sauditi, ripresi dal Times of Israel, Hamas avrebbe rifiutato l’accordo per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza. Nel frattempo Israele continua con gli scontri contro Hezbollah, alleato di Hamas. Infatti, il Dipartimento di Stato americano è in allerta per una possibile escalation in Libano “che danneggerebbe in modo significativo la sicurezza” di Israele.

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