Raid a Mosca sulla comunità LGBT

Martina Amante 06/12/2023
Updated 2023/12/06 at 5:42 PM
5 Minuti per la lettura

Lo scorso weekend a Mosca la polizia russa ha fatto delle irruzioni in locali appartenenti alla comunità LGBT. In questi locali gay-friendly le autorità hanno richiesto i documenti di tutti i presenti e hanno fotografato i passaporti dei turisti stranieri. Bloccando, in questo modo, la musica e iniziando a controllare tutto.

Questo comportamento sembra essere collegato ad una sentenza della Corte Suprema Russa, avvenuta la settimana scorsa. Sulla base di una proposta del Ministero della Giustizia, si è dichiarato che il movimento LGBT sia un’organizzazione estremista. Definendo, di fatto, illegali tutte le sue attività nel paese. Nella notte di venerdì, infatti, c’è stata la prima operazione della polizia, che ha compiuto dei blitz all’interno di alcuni locali, e una sauna, con il pretesto della ricerca di droga. Difficile capire che effetti avrà questa sentenza, anche perché non esiste una organizzazione tale, ma esistono ovviamente molti attivisti.

La dolce vita dei locali

Sino a pochi anni fa Mosca, ma anche San Pietroburgo, erano note a livello internazionale per una vivace anche se sommersa “dolcevita gay“, con saune a tema e discoteche come la moscovita “Propaganda”, e ancora compagnie di taxi espressamente per gay. Ora l’atmosfera è plumbea. Ieri, la “Stazione Centrale” di San Pietroburgo, uno dei locali gay più antichi della città, ha annunciato la chiusura.

L’estate scorsa Mosca ha vietato gli interventi chirurgici di riassegnazione del sesso. Già nel 2020, la Costituzione Russa fu modificata, per chiarire che il matrimonio è sempre, indicato legalmente, come un unione tra uomo e donna. In Russia, ovviamente, non esistono nemmeno le unioni civili. Già nel 2013, era stata introdotta una legge che vietava la propaganda di rapporti sessuali non tradizionali, il cui obiettivo principale erano inizialmente i minori ma che poi è passata a tutti.

I riferimenti alla comunità sono stati eliminati da libri, film, pubblicità e show televisivi. È di qualche giorno fa la notizia che il tribunale ha multato un canale musicale, trovando nel video “propaganda gay”. Nel video compaiono tra diverse coppie di innamorati, anche una o due coppie lesbiche. Recentemente, un arcobaleno che appariva nel video di un gruppo Pop sud coreano è stato decolorato fino a diventare bianco e nero.

«Riconoscere le persone LGBT come estremismo è il primo passo verso la criminalizzazione delle deviazioni dall’ideologia del regime» scrive il media di opposizione Brief. Quel che sembra accadere adesso, però, è un po’ più complesso perché tocca immediatamente la vita e gli stili di vita delle persone. Anche se per ora non è dato sapere con quali conseguenze.

Berlino valuta la possibilità di offrire asilo ai russi LGBT

Il periodico Daily ha annunciato che la Germania sta valutando la possibilità di offrire asilo ai russi LGBT. mondo. La Germania ricorda bene il triangolo rosa cucito addosso ai gay internati nei campi di concentramento nazisti. Ma ancora oggi, dalla fine della Seconda guerra mondiale, in Europa l’omofobia e un problema scottante. Ed ecco la Russia, dove le violenze e l’emarginazione contro gli omosessuali sono all’ordine del giorno, e una legge controversa voluta da Vladimir Putin per fermare la “propaganda gay” seppellisce il riconoscimento dei pari diritti. Dopo questa decisione il portavoce del ministero della Giustizia tedesco, Maximilian Kall, ha affermato che: «Se qualcuno ha la possibilità di chiedere asilo in Germania, questa verrà controllata, perché ovviamente si tratta di persecuzione politica e di persecuzione per motivi di identità sessuale».

Anche l’UE ha condannato fermamente la decisione della Russia di mettere al bando la promozione della comunità e di vietare le attività del movimento in Russia. «L’UE invita la Russia a fermare la repressione ingiustificata, a onorare i suoi obblighi internazionali e a rispettare, proteggere e realizzare i diritti umani senza discriminazioni», ha affermato l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell.

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