Raffaella Carrà: la storia di un’icona della televisione italiana

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Addio a Raffaella Carrà, regina indiscussa della tv e icona italiana degli anni ’70 e ’80.

Cantante, conduttrice, ballerina, il suo successo non ha avuto confini, arrivando in Sud America, in Francia, in Spagna. Si è spenta alle ore 16.20 di ieri, 5 Luglio, all’età 78 anni, dopo una malattia che da qualche tempo l’aveva consumata. Una forza inarrestabile la sua, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non andasse a turbare il luminoso ricordo di lei.

“Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”. Con queste parole Sergio Japino ha dato l’annuncio unendosi al dolore dei nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici e dei collaboratori più stretti.

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La notizia della sua scomparsa è arrivata come un temporale nel pomeriggio degli italiani. A dare il senso di cosa ha rappresentato la Raffa nazionale le parole di Renzo Arbore: “Gli storici parleranno della fine della bella epoque del piccolo schermo. Io provo un grande dolore per aver perso un’amica”. Raffaella Carrà è stata probabilmente la soubrette più amata di sempre, con decine di programmi televisivi, canzoni hit nelle classifiche di ascolto, film. Almeno tre generazioni sono cresciute con lei. “Si è spenta – ha annunciato Japino – dopo che una malattia da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo minuto eppure così pieno di straripante energia”.

La storia di quest’ incredibile artista ha inizio alle Due Torri, a Bologna dove nasce il 18 giugno 1943. Lascerà molto presto la sua città natale, con la quale però manterrà un legame forte, anche con il circolo Arcigay del Cassero. Tanto che per i 71 anni della cantante, nel 2014, il circolo Lgbt le aveva dedicato una speciale grafica, divenuta presto un tormentone sul web anche per la particolare storia dietro alla sua creazione.

Dopo i primi anni sotto le Due Torri, in seguito alla separazione dei genitori, Raffaella Carrà si trasferisce con il padre a Bellaria, cittadina della provincia di Rimini. Lui, originario della Romagna, è il gestore di un bar della Riviera. La madre di Raffaella, invece, si chiama Iris Dellutri ed è di origini siciliane.

L’infanzia della piccola Raffaella si svolge dunque in riva al mare, a contatto con i turisti e i villeggianti della Riviera che giungono al bar di famiglia, tra un bagno e l’altro. La Carrà passa le giornate tra l’attività del padre e la gelateria di Bellaria, guarda molta tv e impara a memoria titoli, balletti e ritornelli della canzoni de “Il Musichiere”, celebre programma televisivo italiano diretto da Antonello Falqui, andato in onda sul Programma Nazionale il sabato sera per 90 puntate, dal 7 dicembre 1957 al 7 maggio 1960. Raffaella aveva già capito cosa avrebbe voluto essere da grande. Tanto che a soli 8 anni lascia la riviera per trasferirsi a Roma, studiando prima all’Accademia Nazionale di Danza, fondata dalla ballerina russa Jia Ruskaja, poi al Centro sperimentale di cinematografia.

La carriera di Raffaella Carrà inizia molto presto. Dopo essersi trasferita a Roma, per studiare all’Accademia Nazionale di Danza, a otto anni, la futura icona della tv interpreta il personaggio infantile di Graziella nel film di Mario Bonnard “Tormento del passato” del 1952. Tra il 1958 e il 1959, poi, Raffaella prende parte anche ad altri piccoli film con ruoli minori. Nel 1960 consegue il diploma al Centro sperimentale di cinematografia; nello stesso anno, prende parte ai film “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini e “Il peccato degli anni verdi” di Leopoldo Trieste.

Fino a metà degli anni ’60, quella che tutti avremo conosciuto come Raffaella Carrà è ancora Raffaella Maria Roberta Pelloni. È proprio tra il 1960 e il 1970 che le viene dato le lo pseudonimo “Carrà”, consigliato dal regista Dante Guardamagna, il quale, appassionato di pittura, associa il suo vero nome, Raffaella, che ricorda il pittore Raffaello Sanzio, al cognome del pittore Carlo Carrà.

Il vero successo Raffaella Carrà lo ottiene nel 1984 con “Pronto, Raffaella”, che raggiunge ascolti straordinari per la fascia meridiana. Conduttrice di “Domenica in” (1986) sempre per la Rai, nel 1987 passa per un breve periodo a Canale 5, per poi tornare nel 1991 a Raiuno con la trasmissione “Fantastico 12”. Dopo una parentesi di quattro anni a Madrid, dove porta il programma “Hola Raffaella” per la televisione spagnola, rientra in Italia nel 1995 riproponendosi con successo in “Carramba! Che sorpresa” (1995-97 e 2002), trasmissione ispirata al varietà britannico “Surprise, surprise”.

Nel 2001 conduce il Festival di Sanremo, nel 2004 il programma “Sogni”, mentre dedicato alle adozioni a distanza è “Amore” del 2006. Nel 2007 esce “Raffica Carrà”, raccolta videomusicale delle numerose sigle televisive che ha interpretato. Nel 2013, Raffaella ritorna sul piccolo schermo, su Raidue, come coach del talent show “The Voice of Italy” ed esce il suo ultimo album, “Replay”. Nel 2015 conduce poi, su Raiuno, il talent show “Forte forte forte” e interrompe la sua partecipazione a “The Voice of Italy”, ripresa l’anno successivo. Nel 2019, “A raccontare comincia tu”, su Rai 3, è il suo ultimo programma.

Raffaella Carrà è stata una donna che ha ispirato a varie generazioni felicità, coraggio e impegno, la sua musica ci ha rallegrato il cuore e il suo spirito ci ha riempito l’anima; una cosa è certa il suo operato, la sua risata e il suo impegno non saranno mai dimenticati.

di Chiara Gatti

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