Raffaele Ambrosca: i progetti per Cancello Arnone

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Una svolta per Cancello ed Arnone
I progetti del sindaco Raffaele Ambrosca

Raffaele Ambrosca, primo cittadino di Cancello ed Arnone (CE), si è messo a lavoro verso una riqualificazione del comune, nella direzione di attuare progetti innovativi e, a suo dire, “stravolgenti”.

L’impegno nel risollevare le speranze di un comune, particolarmente nel casertano, è un compito arduo, che pretende la professionalità e la competenza dei soggetti principali di un’amministrazione comunale.

Per tale ragione siamo stati dal sindaco Ambrosca, per comprendere i suoi piani per la rivalutazione di Cancello ed Arnone e i fatti compiuti dopo poco più di un anno dalla sua elezione.

Sindaco Ambrosca, parliamo della sua “svolta costruttiva” partendo dal nuovo Puc (Piano urbanistico comunale), approvato da poco e che è la base portante di qualsiasi sviluppo comunale.

«Per la verità abbiamo concluso un discorso avviato da chi mi ha preceduto nel 2009.
Quando siamo arrivati qui al Comune, un anno fa, tra le altre emergenze che abbiamo dovuto rilevare, abbiamo capito che era necessario dotarsi di uno strumento pieno per avere una visione completa dal punto di vista urbanistico.
Non è il Puc migliore possibile, ma ci interessava averlo. Abbiamo spinto al massimo per l’approvazione e finalmente siamo giunti all’obiettivo.
Questo strumento ci darà la possibilità di mettere subito mano a quei progetti di prospettiva che ogni amministrazione deve avere e che noi abbiamo. Sono sicuro che nel breve futuro questo strumento avrà modo di farsi ben notare».

Parliamo adesso del Masterplan per l’area domiziana messo in campo dalla Regione Campania. Un grande progetto che però rischia di escludere i comuni dell’entroterra e in più diviene estremamente difficoltoso per quelli che non possiedono il Puc. Forse manca un intervento che veda inserite intere aree. Lei cosa ne pensa?

«Penso che la Regione abbia prodotto una visione complessiva diversa, rispetto ai soliti picchi di solitudine che tante amministrazioni provano. Il Masterplan ha questa visione: quella di mettere insieme i territori per farne un unico da riqualificare e bonificare. Il problema diviene delle amministrazioni nel momento in cui sono incapaci di raggiungere gli obiettivi che la Regione gli offre a portata di mano. Questa è la cosa più complicata».

Centrale per ogni amministrazione dev’essere anche un incentivo all’aumento dell’occupazione, come si sta muovendo su questo fronte?

«Questo è stato l’obiettivo centrale che mi ha portato a candidarmi. Se non assicuri lavoro al popolo che governi, significa che non hai fatto nulla.
Noi abbiamo progetti importanti, anzi stravolgenti, riteniamo che a breve prenderanno vita progettualità significative per lo sviluppo e per l’occupazione. Mi riferisco alla riqualificazione del territorio dal punto di vista ambientale.
Stiamo facendo in modo che su questo territorio arrivi, attraverso la Regione, un impianto per la trasformazione dei reflui zootecnici, carichi di nitrati che, come ben saprà, sono molto attenzionati dalla normativa ultima. È necessaria l’impiantistica per risolvere questo tipo di problema che condiziona la falda acquifera e, di conseguenza, entra nella catena alimentare. Quindi, noi puntiamo a mettere mano per una bonifica dal punto di vista ambientale, ma che possa creare anche nuove opportunità occupazionali».

La vostra “Festa della Mozzarella” è un vero e proprio fiore all’occhiello ed è soprattutto incentrato su una delle eccellenze del nostro territorio. Cosa ci aspetterà quest’anno? Può darci un’anticipazione?

«Certamente. Vogliamo dare una svolta significativa: ad attrarre non dev’essere il concerto del cantante di turno, ma il comparto. Abbiamo tantissime sofferenze ultimamente nel comparto lattiero-caseario e vogliamo contribuire con questa festa, che non può essere slegata da queste problematiche. Il centro sarà il prodotto, il comparto con le sue sofferenze e potenzialità. Sarà questo il fulcro della festa della mozzarella: tra convegni, show, proprietà nutraceutiche dei prodotti, tutto proiettato attraverso chef rinomati e stellati e, inoltre, occasione di confronto con i mercati. Noi vogliamo essere coloro che fanno da battistrada, riteniamo che il futuro sia questo».

di Antonio Casaccio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195 
LUGLIO 2019

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