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Quella del 2023 è stata l’estate degli scontrini… e del clickbait

Donato Di Stasio 27/09/2023
Updated 2023/09/27 at 9:33 AM
4 Minuti per la lettura

Scontrini, scontrini e ancora scontrini. L’estate 2023 è appena trascorsa e gli occhi degli utenti digitali non hanno fatto altro che fare quotidianamente i conti con carta bianca e inchiostro, i quali indicavano, nella maggior parte dei casi, i prezzi alti e salati che gli italiani hanno dovuto sostenere nel periodo di vacanze estive in giro per l’Italia. Una strategia commerciale adottata da testate giornalistiche locali e, ahinoi, soprattutto dai giornali più autorevoli e quotati a livello nazionale, fatta su misura per l’online e per il web, dove, a partire dal mese di giugno, è impazzato il mood dello scontrino, con centinaia di articoli pubblicati e dedicati al caro vita.

Prima si è iniziato con i costosissimi lidi pugliesi e sardi, poi gli articoli hanno cominciato ad incentrarsi sui costi di supplementi di ogni genere, tra cui va menzionato, udite udite, il prezzo di un po’ di acqua chiesta ad un ristoratore per un cane. Non si tratta, a nostro avviso, della volontà da parte delle testate di voler attirare l’attenzione pubblica sulla “disumanità” di alcuni esseri umani, bensì di decisioni che sono strettamente legate all’aspetto commerciale e al bilancio. Ed è qui che entra in gioco il famoso clikbait.

Povertà informativa, primo motivo dell’affermazione delle notizie spicciole

Chi fa questo lavoro lo sa bene: da luglio ai primi di settembre di ogni anno i giornalisti dispongono di poche informazioni rilevanti da offrire all’opinione pubblica, una carenza dovuta soprattutto alla minore concentrazione nei mesi estivi di eventi, appuntamenti, ma anche scossoni che interessano il sistema e le istituzioni politiche. Cosa fare, dunque, per colmare questo vuoto? Su quali avvenimenti concentrarsi? Domande a cui giornali locali e nazionali non sembrano aver trovato risposte, se non quella di ricorrere alle notizie spicciole.

Chi ha accumulato esami di deontologia e tecniche del giornalismo durante la carriera accademica, sa che ogni notizia deriva sempre da un avvenimento o un fatto. Almeno così dovrebbe essere, eccetto per le notizie di poco conto, che però vengono però sempre più utilizzate per riempire le home page di siti e quotidiani online. È il caso proprio degli scontrini, o per esempio del caldo che ha accompagnato l’estate italiana, altro argomento utilizzato quasi tutti i giorni. Un caldo che gli articoli definivano record per attirare l’attenzione dei lettori e creare rumore: in realtà quella del 2023 è stata un’estate meno caldo rispetto ai due anni precedenti.

Un’estate tra scontrini e clickbait come strategia commerciale

La povertà informativa non è l’unico motivo che spinge editori e giornalisti a puntare su notizie spicciole e brevi. Queste, molto spesso, sono pubblicate con titoli fuorvianti, esagerati o ingannevoli: un fenomeno definito clickbait, dove entrano in gioco incassi e guadagni delle testate. Da alcuni anni, ormai, i quotidiani nazionali chiudono i loro bilanci annuali in rosso a causa della tiratura ridotta e poco venduta delle copie cartacee, motivo per il quale la strategia commerciale del click veloce online per monetizzare il più possibile entra a far parte delle linee editoriali. Una strategia che diventa addirittura fondamentale per la sussistenza di un gran numero di giornali online locali, che concentrano la loro attività quasi esclusivamente su notizie del genere. Quello del clickbait basato sugli scontrini è stato il piano messo in atto per l’estate appena trascorsa, denotando il periodo attuale di grande crisi del mondo giornalistico mainstream e non. Appuntamento all’estate 2024.

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