Quann’ero piccerella: uno spettacolo alla portata di tutti, dove a farla da padrona è il genere umano

Redazione Informare 19/01/2023
Updated 2023/01/20 at 11:10 AM
6 Minuti per la lettura

Uno spettacolo teatrale appassionato, emotivamente impattante e introspettivo quello messo in scena nell’elegante Teatro Italia di Acerra e che porta il nome di “quann’ero piccerella”. Uno spettacolo di beneficienza organizzato dall’associazione My Emotion Life il cui incasso è stato interamente devoluto all’AGOP associazione genitori oncologia pediatrica. Una kermesse che ha come scopo ultimo introdurre alla conoscenza del Medititeatro ,una nuova forma di teatro che associa la meditazione alla recitazione al fine di consentire alle persone di riconnettersi con se stessi sperimentando benessere e serenità.

Il Presidente della My Emotion Life – dopo aver spiegato in dettaglio le potenzialità del progetto – ha invitato la professoressa Giovanna Secondulfo, sostenitrice attiva dell’associazione, a recitare una sua poesia dal titolo “Quando ero bambina” al fine di introdurre il tema della serata e dopo un video messaggio della madrina d’eccezione del progetto l’attrice Maria Bolignano, ha dato il via all’emozionante serata in cui l’autrice ed interprete Stefania Guarracino accompagnata dalla suggestiva voce della cantante Rossella Lomelli, ha realizzato un viaggio partendo dalle sue origini proiettando i presenti in una serie di aneddoti a tratti anche comici che hanno portato gli stessi a riflettere sulle diversità dei tempi che stiamo vivendo lasciando anche qualche rimpianto per la genuinità del passato.

Lo spettacolo si è alternato con balli magistralmente interpretati dalla giovane ballerina Nicole Iovine dell’Accademia di danza Nolana “Danzanda” di Marina Borrelli e dal gruppo di giovani artisti della scuola di danza Movin’up di Michela Liguori, protagonista tra l’altro del testo di Stefania Guarracino. Dopo una breve esibizione dell’attore e regista Ottavio Buonomo e dell’attore Giovanni Vigliena la protagonista ha interpretato una cenerentola in chiave moderna che ha esaltato l’importanza della felicità e della dignità delle donne prima della ricerca di qualsiasi principe azzurro. Guarracino ha poi concluso la performance interpretando una delle protagoniste del suo significativo testo “Io sono innocente” lanciando un messaggio forte sulla difficoltà di alcune donne che da carnefici condannate dalla società spesso sono solo vittime abbandonate dalla stessa.

A tal proposito abbiamo intervistato l’autrice Stefania Guarracino la quale ben definisce i punti fondamentali dello spettacolo e soprattutto il messaggio comunicativo ed evocativo che c’è dietro all’arte e allo spettacolo messo in scena.

“Quann’ero piccerella”: che tipo di messaggio avete voluto portare in scena con questo particolare spettacolo teatrale?

“Questo spettacolo tratto dall’omonimo libro “quann’ero piccerella” è un viaggio dentro noi stessi, dentro le nostre coscienze, è una rivisitazione di storie, ma anche della mia infanzia e eventi che sono comuni a molti uomini e donne seduti su quella poltrona rossa. È un viaggio nel quale attraverso il colore permette di incontrare il sorriso, la gioia, la tristezza e molte altre emozioni di cui il genere umano è portatore e di cui l’uomo spesso ha timore e paura di far fuoriuscire. È importante interagire con le proprie emozione per costruire a piccoli passi una cultura sempre più ospitante, totipotente, dinamica, proiettata verso un’inclusione sociale, psicologica e pragmatica”.

“La “magia” scenica offre nuovi stimoli e possibilità, ci consente di mettersi in gioco, ma allo stesso tempo permette ai bambini, ai preadolescenti e adolescenti di manifestare i bisogni più profondi che in altri contesti sarebbero poco tollerati, divenendo occasione per sviluppare la capacità di ascolto, per cooperare, per riconoscere i limiti e le potenzialità proprie e altrui. Tutto ciò è potenziato, se non amplificato, dalla meditazione, questa, infatti, aiuta le onde cerebrali a sintonizzarsi sulle frequenze del benessere. Così il teatro, libero di esistere in qualunque contesto vivifico, stimola una nuova, attiva e vera osservazione che favorisce il mettersi alla prova e l’interazione dell’intero gruppo-classe e sfrutta la componente giocosa come energia”.

Qual è l’obiettivo del progetto in cui arte ed insegnamento trovano terreno comune nell’identificazione di un nuovo modello che sfrutta la teatralità e le emozioni per invitare, accogliere e stimolare la cultura?

“Il progetto invita a conoscere sé stessi, le proprie emozioni, il proprio corpo con i suoi movimenti ed i suoi gesti, gli insegnanti ed i genitori sono coinvolti in attività che richiedono impegno personale, ascolto e fiducia. Tra gli obiettivi del progetto l’interpretare in modo efficace situazioni di dialogo, saper utilizzare il linguaggio mimico, gestuale, motorio e musicale, saper ascoltare sé stessi e gli altri, conoscere ed usare linguaggi nuovi, alternativi, verbali e non verbali”.

“Il MediTeatro aiuta a sviluppare il rapporto con lo spazio, la voce e l’espressività corporea, a ricreare le atmosfere attraverso il mondo emotivo e sensoriale del bambino interiore. L’attività è rivolta a docenti, adulti, bambini e ragazzi interessati alla propria crescita personale ed al miglioramento delle proprie metodologie didattiche e di relazione”.

La serata si è conclusa con la premiazione e la proclamazione della cifra raccolta a favore dell’Agop con la consegna del ricavato al Presidente dell’Agop Ciro Ruggiero. Una serata all’insegna delle emozioni, un viaggio che porta alla riflessione della nostra condizione umana e che sembra essere appena cominciato e, come scrisse Paulo Coelho: “L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni”.

di Martina Giugliano

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