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Quando le bombe ignorano anche la scritta “дети”

Gianrenzo Orbassano 17/03/2022
Updated 2022/03/17 at 11:42 AM
6 Minuti per la lettura

дети“: Cosa vuol significare questo termine scritto in caratteri cirillici? “дети” corrisponde a “deti“, una parola che tradotta dal russo all’italiano sta a “bambini“. “дети”, scritta che in questi giorni di guerra in Ucraina, troviamo esposta sulle macchine dei civili che scappano dalle principali città dell’Ucraina. Oppure nei cortili degli edifici, dove giganteggia a caratteri cubitali in vernice bianca.

Questo termine vuol avvertire della presenza di bambini nella zona. Un invito a chi si trova nei paraggi, a non colpire quel punto se un po’ di coscienza si vuol conservare. Purtroppo, questo avvertimento volto a proteggere almeno delle creature innocenti, non viene rispettato.

Strage a Mariupol: teatro distrutto nonostante la scritta “дети” 

La guerra fa schifo: quante volte lo abbiamo scritto nei nostri articoli. Il nostro dovere, repetita iuvant, è quello di raccontarvela con onestà. Anche quando la guerra colpisce, direttamente o indirettamente, vittime innocenti come i bambini. Ma, come abbiamo imparato, nelle guerre che affligono il mondo a farne le spese sono soprattutto i bambini. Che sia nello Yemen martoriato, in Siria e in Afghanistan, o nei conflitti in Africa, anno dopo anno, le parti in conflitto continuano a dimostrare un terribile disprezzo per i diritti e il benessere dei bambini.

L’ultimo episodio, dei tanti episodi, è accaduto a Mariupol in Ucraina. Immagini dai social fanno vedere il Mariupol Drama Theatre raso al suolo dopo un attacco del battaglione russo Azov. Mariupol è oramai da giorni una città fantasma, già colpita nei giorni precdenti da bombardamenti. L’esercito russo ha bombardato uno dei pochi edifici rimasti in piedi, nonostante una scritta che campeggiava in caratteri cubitali – дети – che avvertiva della presenza di bambini. Evidentemente ignorata. Altro tra i molti crimini di guerra che ogni giorni vi raccontiamo dal fronte ucraino.

Le perdite parlano di almeno 500 persone, tra cui un numerro imprecisato di bambini, lo riferisce Human Rights Watch. Indignato Joe Biden, presidente USA che accusa il suo omologo russo Putin di essere un criminale. Indegno è lo spettacolo che, anche in occasione del missile su Donetsk, vede un vergognoso rimbalzo di responsabilità tra le parti in campo.

Financial Times: c’è una bozza per un cessate il fuoco immediato, ma le stragi continuano

Oggettivamente facciamo fatica a rendervi il conto di tutte le stragi che questa guerra sta consumando. Ma, dal campo della diplomazia, si lavora incessantemente per ottenere almeno un cessate il fuoco. E allora su questo ci sono delle novità: La neutralità dell’Ucraina e il futuro della Crimea e della regione del Donbass sembrano essere i nodi più difficili da sciogliere nei negoziati.

Il Financial Times ha reso nota l’esistenza di un piano di pace in 15 punti, che include il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe se l’Ucraina dichiarasse la neutralità e accettasse limiti alle forze armate. Pronta però la replica di Kiev che commenta tale documento con un secco: “Sono solo rischieste proveniente da Mosca”. Niente di condiviso, insomma. I margini per un successo restano ancora molto limitati, nonostante si susseguono gli sforzi di tutte le diplomazie mondiali.

La disperazione di Zelenskij al Congresso USA: “Viviamo ogni giorno l’11 Settembre”

Il presidente ucraino Zelenskij è intervenuto in videoconferenza al Congresso americano, ribadendo le richieste di un maggiore coinvolgimento dell’Occidente nel conflitto. “Kiev è vittima dei bombardamenti dei russi tutti i giorni, ma noi non molliamo, come tutte le altre città. L’Ucraina vive l’11 settembre da tre settimane“.

Ha poi ribadito l’appello per una “No-fly zone” e si è rivolto direttamente al presidente americano Biden: “Essere il leader del mondo vuol dire essere leader della pace“. Sulla No-fly zone è aperto un grande dibattito. Se il presidente ucraino pare abbia lasciato l’ipotesi di un ingresso nella NATO (opzione che potrebbe essere una mossa vincente per un compromesso con Putin), sulla No-fly zone resta convinto delle sue posizioni nonostante l’oggettiva pericolistà di tale scelta.

Anche Vladimir Putin ha lasciato delle dichiarazioni in merito alla situazione: il leader del Cremlino ha sostenuto che le operazioni militari in Ucraina “proseguono con successo“, ma che l’obiettivo non è l’occupazione. Inoltre ha evidenziato che a subire “un vero genocidio” sono stati gli abitanti del Donbass per 8 anni.

Ha inoltre chiesto agli USA di fermare le forniture di armi all’Ucraina ed ha accusato l’Occidente di agire verso la Russia come “con i pogrom”, le persecuzioni verso le minoranze religiose. “Imperdonabili“, così ha concluso Putin sulle parole di Joe Biden che lo ha definito “criminale di guerra”.

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