Puglia, regionali 2020: voti “comprati” per 30-50 euro

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A circa due settimane dalle elezioni regionali in Puglia del 20 e 21 settembre, che hanno decretato la riconferma di Michele Emiliano alla carica di Presidente della Regione, scoppia un caso di compravendita di voti.

A Foggia, la Procura ha aperto un’inchiesta su quattro persone, indagate per reati in materia elettorale. Le indagini della Digos e della Polizia postale foggiana, però, sono ancora in corso e pare che ci siano altri soggetti coinvolti in questa illecita strategia elettorale.

Dalle perquisizioni effettuate dalla polizia è emerso che gli indagati avrebbero promesso una somma variabile dai 30 ai 50 euro alle persone interessate per ogni singolo voto, il quale doveva essere poi documentato con foto scattate all’interno dei seggi elettorali, grave reato punibile dalla legge.

Le foto dovevano essere scattate sia alla scheda elettorale e sia alla carta d’identità. Successivamente, le foto venivano mostrate alle persone di riferimento, che provvedevano al pagamento delle somme in un negozio di Foggia.

I voti sospetti erano a favore di un candidato foggiano al Consiglio Regionale. Durante le perquisizioni, la Polizia ha sequestrato telefoni cellulari, documenti e un registro che raccoglieva tutti i nomi, cognomi e dati di chi aveva accettato e ottenuto denaro in cambio del voto.

La prima a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine è stata la pentastellata Rosa Barone, che circa una settimana fa aveva parlato di qualcosa che si era verificato sotto gli occhi di molti cittadini. “Un vero e proprio mercimonio di cui, come si può evincere anche attraverso alcuni commenti sui social, anche la popolazione era al corrente. Pare ci sia stato un certo circolo di soldi per garantire dei voti; un fenomeno non nuovo che però nell’ultima competizione elettorale è stato vistoso, quasi sfacciato. E credo sia assurdo che non si lavori e non si agisca per arginare questi meccanismi che inquinano la politica. Non si può permettere che i cittadini subiscano questo tipo di ricatto da parte di chi si approfitta della difficoltà economica e sociale di alcuni per accaparrarsi voti“, queste le dichiarazioni della Barone ad una testata locale.

La pentastellata aveva poi lanciato un messaggio sui social ai cittadini: “Ricordatevi che noi vi rappresentiamo, acquistare la poltrona vuol dire dover recuperare da voi questi soldi. Mi dispiace ma dovete guardarvi intorno: la politica è sempre il riflesso della nostra società.”

di Donato Di Stasio 

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